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Il fatto

Mamma e neonato strappati alla morte. Per molti un “Miracolo di Natale”, per Malzoni solo «buona sanità che ha sfidato la burocrazia»

La notizia ha fatto il giro dello Stivale. Il responsabile della clinica di Viale dei Platani non nasconde la soddisfazione: «Le attese stupide spesso sono la causa di spiacevoli notizie. In questo caso abbiamo fatto il nostro dovere e sentire piangere il bimbo estratto in arresto cardiocircolatorio è stata un’emozione anche per me che opero da 50 anni». Elogio al primario di neonatologia Izzo e al personale presente: «Ci vediamo a Capodanno per il primo nato del 2018»

"Familiari e operatori sanitari hanno definito la vicenda un “Miracolo di Natale”: salvati mamma e nascituro giunti in condizioni disperate. Una donna di 45 anni della provincia di Avellino, alla 35ma settimana di gravidanza, ricoverata oggi in fin di vita nella casa di cura Malzoni con due litri di sangue nell’addome per una rottura spontanea dell’utero in gravidanza. La sua vita e quella del nascituro erano a forte rischio. In clinica in quel momento c’era il primario del PS di Ostetricia, il professor Carmine Malzoni, che stava formulando gli auguri a operatori e pazienti.

Malzoni è andato in sala operatoria ed è riuscito ad asportare l’utero salvando la vita della donna e a praticare un taglio cesareo che ha consentito la nascita del neonato. Nato in arresto cardiaco ma è stato rianimato in sala operatoria dai neonatologi. Dopo due ore è stato considerato fuori pericolo mentre le condizioni di sua madre, che ha subito anche quattro trasfusioni di sangue, non destano preoccupazioni".

Fin qui l’Agenzia battuta dall’Ansa che è rimbalzata sui quotidiani di tutta Italia. Quello che il 25 dicembre è accaduto alla Clinica di Viale dei Platani ha tutte le caratteristiche per essere definito un vero e proprio “Miracolo di Natale”. Lo pensano tutti tranne l’artefice, il dottor Carmine Malzoni che ha commentato: «Sono dell’idea che si siano intrecciate una serie di circostanze che abbiano spinto qualcuno a parlare di “Miracolo di Natale”. Ci troviamo solo dinanzi ad un esempio di buona sanità impreziosita dalla giornata di Natale. In realtà è stata solo una normale attività sanitaria».

Sarà anche come dice il dottor Malzoni, sta di fatto che la donna, 45 anni della provincia di Avellino, rischiava seriamente di morire dissanguata e con lei rischiava anche il piccolo di 35 settimane che aveva in grembo. «Ho visitato da poco la signora - ci ha detto al telefono il dottor Malzoni - e stava bene. Sta bene anche il bimbo, affidato nelle sapienti mani di Angelo Izzo, primario di neonatologia della clinica. Ora il neonato si trova in terapia intensiva prenatale, pesa 2,3 chilogrammi e non è più in pericolo di vita.

Manzoni, per, ci tiene ad evidenziare un aspetto. Il “Miracolo” è stato possibile solo grazie alla tempestività dell’intervento. «La soddisfazione è tanta - ha spiegato - perché la struttura è stata in grado di rispondere immediatamente con personale idoneo presente nella mattina del 25 dicembre. La velocità di azione è stata fondamentale, molto spesso sono le attese stupide, la burocrazia a non far andare le cose come dovrebbero. In questo caso si è badato al sodo e mi creda, estrarre un bimbo in arresto cardiaco e sentirlo piangere dopo pochi secondi, apre il cuore anche a me che opero da 50 anni».

Un grande elogio, dunque, il dottore Malzoni lo vuole riservare al personale di servizio, senza il quale il “Miracolo di Natale” non si sarebbe avverato: «Personale altamente professionale e preparato. Ora aspettiamo il primo di gennaio, per dare vita al primo nato dell’anno. Come ogni anno».

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