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Il commento

Mai più una debacle simile...

Le sei sberle inflitte dal Catania sono la fotografia perfetta dello stato dell’arte in casa Avellino: squadra acerba e incompleta e società responsabile di tutto. Alla fine del mercato manca una settimana, alla Sidigas il compito di sciogliere il nodo fideiussione e completare la rosa. Gli applausi del pubblico sono un segnale di maturità, ma pazienza e comprensione sono a termine

Bisognerebbe sfogliare il librone della storia del lupo o affidarsi a qualcuno con i capelli bianchi per capire se e quando l’Avellino sia stato mai capace di subire sei gol tra le mura amiche. Probabilmente farebbe fatica anche chi di partite ne ha viste tante. Sta di fatto che questa società, dopo i 4 gol incassati in casa lo scorso anno contro il Trastevere, ha assaporato il dispiacere di capitolare per ben sei volte.

Stavolta il mattatore è stato il Catania di Mister Andrea Camplone. Squadra ordinata, rodata, in forma e costruita con tanti nomi illustri per vincere il campionato. Oggettivamente contro una corazzata simile, scesa in campo con il solo obiettivo della vittoria, non si poteva pensare di ottenere tanto. Al massimo si poteva giocare per limitare un passivo mortificante, ma alla fine la differenza tra le due compagini è stata abissale.

L’Avellino di più non poteva fare. Ha consegnato fin da subito il pallino del gioco nelle mani dell’avversario, ha provato a giocare alla pari per uno scampolo di minuti, ha retto fino al gol dello 0-1, dopodiché è lentamente inciampato nei propri errori e nel ritardo di preparazione che si è vista in tutta la sua drammaticità. Il momentaneo 2 a 1 ha illuso un po’ tutti. Ma nel secondo tempo la squadra di Ignoffo, complice anche un gran caldo (follia far giocare due squadre il 24 agosto alle 15:00), non è proprio scesa in campo e il Catania ha fatto il bello e il cattivo tempo rilassandosi solo quando, sul 6 a 1, il risultato era ormai in cassaforte.

Perché la squadra biancoverde si sia presentata impreparata ai nastri di partenza è cosa ormai nota. E non vale nemmeno più la pena sprecare altre parole nei confronti di una società che si porterà a lungo dietro il fardello delle responsabilità. La possibilità di cedere il testimone a terzi, in un modo o nell’altro, si è palesata. La Sidigas ha scelto la strada del voler continuare, quindi ora è il caso che si divida tra questioni giudiziarie e campionato e provi a rinforzare una squadra che, così com’è, è profondamente incompleta.

Alla chiusura del mercato manca una settimana ed è fondamentale, oltre ad ottenere una nuova fideiussione per completare i tesseramenti di Karic, Illanes e De Marco, rinfoltire il pacchetto avanzato che non può reggere sulle prestazioni di Alfageme, impalpabile fino a questo momento, e Albadoro. Alla Sidigas il compito di sbrogliare l’ennesima matassa, altrimenti le figuracce continueranno su diversi campi.

Il pubblico, giunto in massa al Partenio-Lombardi, sa salutato la squadra con un fragoroso applauso. A testimonianza che si è compreso chi si aveva di fronte e che con 15 giorni di preparazione non si poteva fare di più. Pazienza e comprensione, però, sono a breve termine. D’ora in avanti bisogna cambiare registro. Mai più una debacle simile.

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scrive:

DE Cesare, se ha la forza economica, mettesse mano a’ sacca. Altrimenti Lui e quella controfigura di Presidente abbandonassero un tutta fretta la Società prima di causare ulteriori irreparabili danni. La Città e la tifoseria non meritano di esserre presi ulteriormente in giro da tali squallidi personaggi

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scrive:

Seguo l’avellino da 40 anni e non ricordo una sconfitta con 6 goals anzi li abbiamo fatti agli altri come a Barletta dove gridavamo "basta basta"purtroppo la squadra e’ lo specchio della decadenza della città,in queste condizioni esponendo l’avellino calcio a queste umiliazioni sarebbe stato meglio rimanere fermi un anno,ma se togli anche la squadra di calcio cosa resta ad Avellino????

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Carmine scrive:

Quando il De Cesare un mese fa ,tramite terzi come sempre, fece sapere di voler continuare con il povero Di Somma a reclutare un po di scarto di mercato come la frutta che si regala di sabato alle 2 al Partenio in un commento scrissi che saremo stati la squadra materasso, i tre punti per tutti, vorrei tanto essere smentito dal campo ma dai fatti le figurelle sono iniziate. De Cesare risparmiaci l’agonia consegna le chiavi dello stadio al sindaco e sparisci.