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L’intervista

«Leu è apparsa vecchia, gli uscenti dovevano mettersi da parte. Per la città il Pd dica cosa vuole, servirà il massimo rinnovamento»

Lucio Fierro, dirigente provinciale di Mdp Articolo 1, analizza la debacle della sinistra alle politiche: «Il problema non è mai stato Todisco-Giordano, ma, se devi fare una campagna elettorale in cui ti guidano al massacro, è normale che non sia produttiva». Possibile ora il dialogo con il Pd, senza Renzi, per ricostruire il centrosinistra in città «ma su un programma di sinistra». «Candidando personalità di altri partiti - sentenzia - Renzi ha svenduto il partito per le sue esigenze complessive»

Lucio Fierro, dirigente provinciale di Mdp Articolo 1 dopo una lunga militanza nel Pd, partiamo subito dalla debacle politica della sinistra: in Irpinia "Leu" è sotto il 3 per cento, avendo peggiorato un già magro risultato nazionale, appena superiore alla soglia per l’ingresso alla camera. Molti hanno sentenziato che la sinistra non c’è più. E’ così?

«La sinistra come riferimento politico, come forza organizzata, tocca uno dei suoi punti più bassi della storia repubblicana. La sinistra, come esigenza di dare risposte a coloro che la crisi l’hanno pagata, a coloro per i quali non vi sono prospettive, sta tutta in piedi, anche se ha in gran parte scaricato la sua rabbia, le sue ansie, i suoi bisogni nel voto ai 5Stelle e nell’astensione. Infine, sul dato irpino inferiore a quello nazionale, chi se lo aspettava diverso forse immaginava un’Irpinia culla della sinistra».

Qui non è stato eletto alcun deputato. Hanno influito di più la scelta dei candidati o le divisioni interne tra Mdp e Sinistra Italiana?

«Per la verità, questo è pur vero se riferito al collegio Avellino Benevento; non è vero se riferito alla circoscrizione, dove registriamo l’elezione di Federico Conte. Rispetto alla questione delle divisioni, lei ripropone una stanca lettura, tutta provincialistica e riduttiva delle vicende politiche, che la uniformità dei risultati dovrebbe aver spazzato via definitivamente. Quello che è successo stava scritto nelle scelte sbagliate di "Leu" a livello nazionale. L’Irpinia è semplicemente uno dei tanti luoghi dove queste scelte sbagliate hanno prodotto un effetto che è eguale dappertutto».

Quali scelte sbagliate?

«Non mi piace citare quanto da me detto e scritto, anche sulle vostre colonne, prima del voto, perché, a differenza di tanti altri, i sordi mormorii che precedevano la frana, io, nelle mie orecchie li avevo avvertiti per tempo. Il problema non è mai stato Todisco-Giordano, anche se questo consente un cicaleccio da bar, o da facebook che è poi la stessa cosa, che purtroppo sembra essersi sostituito alla politica. "Leu" ha perso perché è apparsa vecchia, legata indissolubilmente ad una storia passata, sia nella componente proveniente dal PD, che ha fatto tardi ed in un modo sbagliato una scissione che andava fatta già sullo job act, che nella componente di SI, vissuta dagli elettori come un sinistra che non si sporca le mani ma non risolve i problemi. Era necessario mettersi nelle condizioni di poter dire agli elettori: noi vogliamo portare gente nuova in Parlamento per portarvi idee nuove. Per far questo, occorreva un atto di generosità degli uscenti. Il loro mettersi da parte, il correre solo nei collegi perdenti, per aprire le nostre liste alla società, ad una nuova rappresentanza. Avremmo avuto in sovrappiù una forza d’urto capace di battere tutta l’Italia per trasmettere un messaggio unificante su poche e centrate parole d’ordine, proposte capaci di semplificare il senso della nostra presenza. E’ stata scelta una altra strada, quella che ha dato conferma all’abito che ci era stato cucito addosso di una formazione fatta per assicurare a coloro i quali avevano il serio rischio di restare a casa un posto in Parlamento. Lo abbiamo detto e scritto; ma inutilmente».

Abbiamo confermato l'abito cucitoci addosso, quello di una ormazione fatta per assicurare la riconferma a chi rischiava seriamente di restare a casa

Eppure, prima del voto, dopo le frizioni tra i due soggetti politici, i maligni avevano ipotizzato un mancato sostegno da parte vostra, in particolare al candidato Giordano. Ora qualcuno potrebbe affermare che è andata proprio così. Non crede?

«A me, francamente, dei suoi “maligni” non me ne può che fregare di meno. Ad Avellino, sarebbe andata meglio se in tutta Italia fosse andato meglio. Se in qualche angolino c’è stato disimpegno, questo non è nato dalla mancata candidatura di Todisco, ma dal volto complessivo che "Leu" mostrava e che era quello di una lista di mera conservazione, di mera sussistenza. Noi avevamo un sogno; un sogno di ripartenza liberi dal peso degli errori che il senso di responsabilità del passato ci aveva indotto a compiere. Per noi le elezioni erano un mero passaggio per tentare di ricostruire, il giorno dopo, una nuova sinistra di governo ricollocata in un radicalmente rinnovato centro-sinistra di governo. Le scelte, tutte le scelte, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, sono apparse invece unicamente finalizzate alla rielezione dei parlamentari uscenti con il calcolo, del tutto errato, di poter poi contare sul loro solo lavoro per poter ripartire. Esse ci sono apparse subito miopi e sbagliate, quando si sono venute appena delineando ed abbiamo cercato, per come possibile, di contrastarle. Allora, se devi fare una campagna elettorale nella quale i generali che ti guidano, sai che ti stanno guidando al massacro, con tutta la buona volontà e spirito di servizio, essa non può essere una campagna elettorale produttiva».

E adesso cosa succede? Alle porte c’è un’elezione importante per il capoluogo, ma la sensazione è che la sinistra si sia polverizzata. Non sembra un caso se il consigliere regionale Todisco ha già auspicato la ripresa di un dialogo con il Pd per ricostruire il centrosinistra ora che Renzi si è dimesso. Era questo il vostro obiettivo sin dall’inizio? E "Leu" che fine fa?

Noi avevamo un sogno di ripartenza liberi dal peso degli errori che il senso di responsabilità del passato ci aveva indotto a compiere. Per noi le elezioni erano un mero passaggio

«Che il nostro obiettivo sia sempre stato quello di ricostruire un centrosinistra diverso da quello interpretato da Renzi, è fuori discussione. A noi non serve una “linke” in salsa italiana. A noi serve riannodare, su un programma effettivamente di sinistra, quanto è possibile recuperare dalle vecchie aspirazioni riformistiche e soprattutto raccogliere quante nuove esigenze sono poste innanzitutto dai giovani e dal Mezzogiorno. Per chi ha invece bisogno solo di salvarsi l’anima ci sono tanti altri modi per farlo. Per tornare in Irpinia ed in città ho l’impressione che la dichiarazione di Todisco la si voglia fraintendere ad arte. Essa carica il PD di dire, e subito, cosa vuol fare. Se la sua scelta è un radicale rinnovamento di uomini e politiche nella direzione che noi indichiamo, non vedo perché non dovremmo confrontarci. E’ evidente che il PD ha poco tempo per decidere e non può immaginare che ci sia qualcuno in attesa davanti alla sua porta. In mancanza di parole chiare, di scelte definite in pochi giorni, ciascuno per la sua strada ed auguri. Rispetto al PD nazionale. Renzi se ne è andato; ma il PD non ha ancora un’altra linea politica. Mi auguro che se la dia presto e che sia una linea nella quale si possano individuare punti di sostanziale convergenza».

Nella debacle del Pd è evidente che ha pesato anche la scissione con la vostra componente.

«Non vi è alcun dubbio. Se si vuole, la controprova è il voto del Lazio. Non è che Zingaretti vinca per l’apporto dei nostri voti. Vince perché il messaggio era l’esatto opposto di quello renziano e non c’è dubbio alcuno che parte notevole di voti che nascono da valutazioni simili alle nostre siano confluiti nella lista intitolata al candidato».

Se la scelta del Pd sarà di un radicale rinnovamento di uomini e politiche nella direzione che noi indichiamo, non vedo perché non dovremmo confrontarci

Cosa pensa delle polemiche che si stanno registrando in questi giorni tra i candidati democrat sconfitti, D’Agostino e Famiglietti in particolare, e l’ala deluchiana esclusa? Il primo sottolinea che il Pd avellinese ha tirato i remi in barca, con un affondo che sembra indirizzato all’ex senatore Enzo De Luca. Il secondo ha posto l’indice contro gli scandali che hanno coinvolto la Regione nell’ambito dell’inchiesta di "Fan page".

«Fare le pulci al PD irpino, francamente, non mi appassiona. Mi fermo al dato reale: due candidature date per vincenti appartenevano ad altri partiti; la terza ad un altro territorio. Ce ne vuole di più per dire che è stato Renzi a svenderlo alle sue esigenze più complessive?».

Sarà possibile davvero immaginare per la città una coalizione ampia di centrosinistra o è più alto il rischio che prevalgano le solite divisioni e le rendite di posizione?

«Vediamo».

Anche immaginando questa coalizione, sarà sufficiente secondo lei ad evitare che il vento dei Cinque stelle, che oggi spira fortissimo, non vi travolga anche nel capoluogo?

«Non sarà una coalizione a vincere. I 5Stelle li si contrasta battendoli sul loro terreno. E chi vuole intendere intenda».

Grazie Fierro

«A lei».

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Commenti

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ilpastoredichiusano scrive:

Robba re lo nienti pè ciento e non ò vonno capì

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FRANCESCO IANNACCONE scrive:

Incredibile, oggi sono d’accordo con Lucio Fierro.

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scrive:

Anche per te forse è il momento di farsi da parte ...o no ?
Si sente come la gente che da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio

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Lucio Fierro scrive:

Alla test di c... che mi invita a farmi da parte faccio notare che è dal 1990 che non mi candido in alcuna elezione e da un quinquennio che non ho funzioni dirigenti in un partito e non perché pensi che ad occupare posti di responsabilità ci siano poi tante intelligenze superiori alla mia ...
Capisco che si vorrebbe che anche non pensassi, non parlassi e non scrivessi... Questo possono farlo le teste di c... come il signore che ha commentato anonimamente perché non avendo egli funzioni cerebrali autonome il suo non sarebbe un ritiro ma il puro e semplice rientrare in se stesso... Io non appartengo, malgrado l’età, alla sua categoria
Lucio Fierro

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Alvaro de campos scrive:

Fierro fa una corretta analisi, ma scandaglia solo un fronte (quello che conviene) ed appare un tantino presuntuoso nei modi e nella forma. Ultimamente avverto lo stesso disagio di quando leggo o sento il pensiero di De Mita, e questo é un segnale poco rassicurante. L’analisi del risultato di LeU che non coglie l’azzardo politico e la velleità di tutto il movimento messo frettolosamente i piedi da rancorosi personaggi politici, non fa onore alla lucida intelligenza di Fierro. O pensava che Speranza, D’alema, Bersani, Civati & co, oltre ad essere improponibili fossero realmente in grado di guidare una forza politica che raccogliesse un mandato elettorale dagli elettori? L’altra cosa simpatica l’ho colta nella simpatica risposta, quando dice non avere un ruolo politico nei partiti. questa ce la poteva risparmiare perché si avverte che non é la realtà (ha avuto un ruolo attivo nella continua fibrillazione antiFoti del PD; ha fatto eleggere una Deputata ed un consigliere regionale) e perché la politica irpina ha sempre bisogno di contributi illuminati come quello che offre Fierro. Anche se gioca la partita con la secumera di chi calando il carico, pensa di aver vinto il raggio di briscola, e mi diventa antipatico come l’altro famoso giocatore di carte. Ma quello é il tressette.....