Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Il punto

La tempesta Zingaretti nel bicchiere d’acqua di Annunziata: a via Tagliamento solo un tavolo del Pd

Dopo la nota stampa del Segretario Nazionale del Pd che investiva il Segretario Regionale del compito di tentare l’ultima mediazione nel partito, l’improvvida convocazione, da parte di Annunziata, di un tavolo aperto a tutte le forze di Centrosinistra. Veemente la reazione dei vertici di via Tagliamento, di D’Amelio e De Luca, e del consigliere regionale Petracca. Messo spalle al muro, al cospetto del rischio di un’implosione definitiva del partito in città, il Segretario Regionale ha compiuto un passo indietro: nessun vertice di coalizione, ma solo una verifica tra le diverse anime del Pd

La nota stampa con la quale il Segretario Nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, ha investito il suo omologo campano, Leo Annunziata, del compito di ricercare l’unità del Partito Democratico nella città di Avellino, pregiudiziale ineludibile per la costruzione di una coalizione di Centrosinistra larga e coesa in vista delle Amministrative, ha generato il caos.

Nelle ore successive tutto sembrava tornare in discussione, dalla candidatura a sindaco di Luca Cipriano a quella di Gianluca Festa, passando per il destino dei demitiani. A notte inoltrata, invece, ogni cosa pare essere tornata al suo posto. Alle parole di Zingaretti, come noto, è seguita, a strettissimo giro, la nota stampa del Segretario Regionale che, facendosi carico dell’investitura arrivata dal Nazareno, ha convocato un tavolo a via Tagliamento aperto, però, non solo alle diverse anime del Pd ma, inopinatamente, a tutte le forze del Centrosinistra.

Una mossa, quest’ultima, azzardata ed improvvida che ha ulteriormente agitato le acque e compattato il fronte ritrovatosi attorno alla candidatura a sindaco di Luca Cipriano così come testimoniato dal comunicato stampa firmato dalla Segreteria Provinciale del Partito Democratico che ha ribadito, con fermezza, l’indisponibilità a rimettere in discussione il percorso compiuto ribadendo la determinazione a proseguire sulla via tracciata sabato scorso. In realtà, al di là della nota di via Tagliamento, il tentativo di rimettere tutto in discussione è stato disinnescato dall’intervento risoluto e fermo del Presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D’Amelio, dell’ex senatore Enzo De Luca e del consigliere regionale Maurizio Petracca che hanno elevato un vero e proprio muro a protezione della linea definita lo scorso weekend, riaffermando, a Roma ma soprattutto a Leo Annunziata, l’indisponibilità a qualsiasi passo indietro. Nel partito così come nella coalizione.

Particolarmente significativo lo scontro interno al Partito Democratico, ovvero tra il tandem De Luca-D’Amelio ed il Segretario Regionale: i primi avrebbero letteralmente sfidato Annunziata sino al punto di contemplare il commissariamento della Federazione Provinciale ed il conseguente ritiro del simbolo alle Amministrative, eventualità, questa, che avrebbe condannato Annunziata al più grottesco dei fallimenti, posto che la città di Avellino è l’unico capoluogo campano chiamato al voto il prossimo 26 maggio. Un passaggio cruciale per un Segretario Regionale eletto poco meno di due mesi fa, un passaggio che, evidentemente, se affrontato senza simbolo avrebbe oggettivamente minato il percorso, peraltro nascente, del numero uno del Pd Campania.

Ecco, dunque, che il tavolo di Centrosinistra convocato da Annunziata si è trasformato in una mera verifica tra le varie componenti del Pd con l’ardita ambizione di trovare una via d’uscita. Che non c’era ieri e non ci sarà nemmeno oggi.

Resta, sullo sfondo, l’incognita relativa alle ragioni che hanno spinto Nicola Zingaretti ad intervenire nel merito a sette giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste. Tutte le indiscrezioni condurrebbero a Ciriaco De Mita che, come noto, si ritrova, allo stato attuale, fuori da tutti i giochi e alla disperata ricerca di 32 candidati da presentare al cospetto degli elettori del capoluogo.

Salvo ulteriori colpi di scena, la tempesta di Zingaretti pare destinata ad esaurirsi nell’amaro bicchiere d’acqua che il Segretario Regionale del Pd sarà costretto a bere in giornata.

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Comment

gino scrive:

Se Cipriano dovesse arrivare al ballottaggio sarà ripagato con la stessa moneta usata da lui l anno scorso quando ha appoggiato i 5 stelle e a quel punto il bicchiere d acqua sarà molto amaro .

Comment

Gianfranco scrive:

Speriamo sia un bel bicchiere di limonata per tutti....#facciamofesta

Comment

giuma scrive:

D’accordo con gino..per quelli di orticalab per ovvi motivi Cipriano è diventato.il migliore dei candidati..hanno già dimenticato.il tradimento si un anno fa..Enzo de luca uno statista al pari di Rosetta d’amelio, stesso discorso per Maurizio petravca che non rappresenta nessun movimento o partito ed ha tradito colui il quale gli ha consentito di sedersi in cons regionale..tutto dimenticato, tutto bellissimo, tutto con la massima coerenza, tutto questo perché non c’è LUI..ripeto non siete credibili

Comment

Mario45 scrive:

Una cosa è chiara i popolari stanno cercando in tutti i modi di entrare in alleanza con il Pd mettendo veti e praticamente come si dice trasino è traverso e si mettono e chiatto mettendo gli incapaci accapo degli enti che già stanno in sofferenza per le scelte del passato :comune, alto calore, Air, Asl ed è già abbastanza, e pertanto non li vuole neanche l ’aria puzzolente che siamo costretti a respirare in città. Perciò iatevenne ma definitivamente a nanz’e pieri.