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L’intervista

«Con De Mita e D’Agostino il Pd è un mero collante del moderatismo. Dalla sconfitta di Renzi il nuovo centrosinistra di governo»

Lucio Fierro, dirigente di Mdp Articolo 1, indica la rotta di "Liberi e Uguali". Riapre al dialogo con il Pd, ma solo «dopo la fine della deriva renziana». Possibili anche convergenze con i Cinque Stelle, sulle polemiche esplose in Irpinia nel fronte guidato da Pietro Grasso è netto: «Strumentali le accuse a Todisco, il sostegno a De Luca non è una macchia. Liberi e Uguali non sarà il luogo in cui gli uscenti potranno trovare conferma». Infine un passaggio sulle candidature di De Mita e D’Agostino con il Pd: «Sarà interessante vedere come si appenderanno alle ragnatele Famiglietti e Del Basso De Caro»

Le polemiche interne alla sinistra irpina, la sfida per le politiche, il recupero di un dialogo con il Pd, ma solo dopo la sconfitta di Renzi, e le possibili convergenze con i Cinque Stelle. Ma anche un duro affondo ai democrat sulle possibili candidature di Giuseppe De Mita e Angelo D’Agostino e un affondo alla deputazione uscente. Lucio Fierro, dirigente di Mdp Articolo 1, a tutto campo sugli scenari che si aprono in vista delle prossime elezioni politiche.

Fierro, le elezioni politiche sono sempre più vicine ed il fronte di sinistra “Liberi e Uguali” sembra ancora attraversato da qualche fibrillazione. Le polemiche dei giorni scorsi tra il consigliere regionale, Todisco, e il parlamentare di Sel, Giordano, sono emblematiche di una litigiosità che ha sempre contraddistinto la sinistra in Italia. Non crede sia giunto il momento di fare davvero fronte comune?

«E’ una ovvietà che le polemiche non siano utili. Ma la questione va posta a chi la polemica l’ha aperta ed in maniera strumentale, in funzione di un fine neppure tanto nascosto, di delegittimare Todisco, quasi che il sostegno alla giunta De Luca sia una macchia, volendo caricare su di noi un percorso di contrapposizione, peraltro personalistico con De Luca, che non ci appartiene. "Liberi e Uguali" nasce per essere un’altra cosa sia rispetto a MdP che a Sinistra Italiana. E non nasce per essere una sinistra di testimonianza, ma una sinistra di governo. Io non mi sento alternativo al Pd, ma alla destra ed al populismo. Combatto Renzi e la sua deriva moderata. Combatto perché dalla sconfitta di Renzi si ricreino le condizione di un fronte di centro-sinistra fatto di soggetti diversi con un programma comune che si proponga di dare risposte avanzate ad un Paese che ne ha enorme bisogno. Chi, per beghe di pollaio, apre una querelle sul sostegno di Todisco al centro-sinistra campano dimostra di non aver capito nulla dell’operazione difficile che stiamo tentando, di andare al di là di noi, delle nostre storie, dei nostri fallimenti. Noi stiamo tentando di allargare uno spazio a forze che hanno altri passati, ma che condividono o possono condividere un percorso che si apre davanti a noi. E si tratta di forze e di individui che vengono dal mondo cattolico, da esperienze associative, da impegno umano e persino professionale a raddrizzare le storture di questo Paese. E’ questo il senso dell’operazione Grasso. "Liberi ed Uguali" non nasce per tentare di riportare in parlamento un poco di uscenti. Se questo fosse, sarebbe del tutto illusorio immaginare un possibile risultato a due cifre e non andremmo al di là delle fallimentari esperienze di aggregazione elettorale a sinistra che già ci sono state nel passato. Chi immagina un tavolo di spartenza e di garanzie ha sbagliato interlocutori. E se Mdp dovesse piegarsi da una logica conservativa e spartitoria condannerebbe non solo "Liberi e Uguali" ma anche se stesso alla dissoluzione».

Chi pensa che Liberi e Uguali sia un tavolo di spartenza e garanzie elettorali ha sbagliato interlocutori. Vogliamo essere una sinistra di governo

Il Pd, che in Regione governa anche con Mdp e Popolari, resterà solo un avversario per voi o questo schieramento si potrà replicare anche a livello nazionale? Del resto pare sempre più scontato che Giuseppe De Mita sarà in coalizione con i democrat.

«Lo ripeto: il percorso che io immagino non vede nel PD un nemico, ma un avversario da battere per le scelte sbagliate fatte dal 2013, ed anche prima, con il sostegno a Monti, in avanti. L’avversario è il PdR, il partito di Renzi, che va sconfitto, spero definitivamente, come al referendum. Quella che si apre poi, dopo il voto, è un’altra storia in cui conterà meno l’etichetta che ciascuno si applicherà addosso e più le cose che si intende fare. Vale a Roma, Vale a Napoli con De Luca, vale qui da noi. Su De Mita candidato con il PD. E’ un problema del PD e dei suoi elettori. Per quel che mi riguarda fui contrario, per il poco che vale, all’intrupparlo nel sostegno a De Luca. Qui, aggiungendo anche la candidatura di D’Agostino, il PD presenta se stesso come mero collante del moderatismo, solo colla, e neppure l’essere il PD stesso il fulcro a cui il resto viene incollato. Comunque la domanda va rivolta a Famiglietti e Del Basso de Caro. Sarà interessante vedere come saranno capaci di appendersi alle ragnatele».

Nel frattempo, il centrodestra potrebbe approfittare ancora una volta delle divisioni nel centrosinistra, vincendo le elezioni. I sondaggi lo danno favorito. Non è un autogol andare separati?

Candidando De Mita e D'Agostino il Pd si presenta come mero collante del moderatismo, solo questo. E' un problema del Pd

«Può darsi. Ma la domanda va rivolta a chi ha creato le condizioni per rendere insanabili le divisioni. Noi eravamo accecati dall’odio personale per Renzi… Ma Pisapia perché si è ritratto? E, direbbe il comico, mi vien che ridere, a Renzi sono venuti meno anche gli alfaniani; ha difficoltà persino ad imbarcare la Bonino ed il tutto si riduce a liste da prefisso telefonico. Sul centrodestra, starei attento a dare tutto per scontato. Il livello delle divisioni tra i tre azionisti di riferimento è abissale. L’idea di più seggi, la prospettiva di andare a governare potrebbe anche indurli a superarli grazie anche a questa porcata di legge elettorale che Renzi gli ha regalato, con un autolesionismo pari solo al consenso alla commissione di inchiesta sulle banche. A governare assieme, per la verità, è difficile vederli. Sicilia docet».

Secondo alcuni, esistono delle evidenti convergenze tra la proposta della sinistra e molti punti forti dei Cinque Stelle. E’ impossibile immaginare un’alleanza in questo senso?

«Tentammo già con Bersani di avviare un confronto programmatico con i pentastellati. Non vedo perché dovremmo evitarlo domani anche se (ed a dirlo sono tanti dei fondatori del movimento) i cinque stelle sono sempre più un partito personale acchiappatutto che con la demagogia ed il populismo ci va a nozze. Anche qui, conta il voto, il risultato, anche l’avallo o meno alla svolta che nel movimento hanno impresso incoronando Di Maio».

Quel che è certo, è che l’Irpinia resta in affanno. Lei come giudica le esperienze di governo di Foti e De Luca?

A dialogare con i Cinque Stelle ci aveva già provato Bersani, perchè non dovremmo farlo ora? Ma sono sempre più un partito personale

«Una è un fallimento conclamato; l’altra una esperienza con luci ed ombre, ancora aperta ad interventi incisivi sui contenuti che ne raddrizzino il cammino».

Guardando al livello nazionale, ritiene che i deputati eletti in provincia di Avellino siano stati all’altezza?.

«Occorre andare a “Chi l’ha visto?". Nel migliore dei casi hanno ragionato più o meno tutti a costruire legami romani che, immaginando eterna la vecchia legge, li avrebbero ricandidati per fedeltà conclamata ai capi. Per avere un giudizio di merito, che spetta agli elettori, non a me, sarebbe atto doveroso, dovendo essi rendere conto del mandato ricevuto, di coraggio di ciascuno di loro misurarsi nell’uninominale e senza paracadute. Ma, Don Abbondio insegna, il coraggio chi non ce l’ha non se o può dare».

In che modo la proposta di “Liberi e Uguali” potrebbe incidere meglio sulle sorti del nostro territorio?

«Se incide per l’Italia, incide anche da noi».

Grazie Fierro.

«A lei».

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Commenti

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Franco Pascale scrive:

Tra i vecchi difetti della sinistra v’è sempre un atteggiamento di moralismo unilaterale pronto ad assolvere se stessi e a demonizzare gli altri.

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scrive:

Ma levateve rananzi. Avete fatto tanti troppi danni con la vostra inutile retorica. Il tempo delle mele è finito.

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scrive:

Ci mancava solo lui.......

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ivan scrive:

....andare a "Chi l’ha visto".....qualche parlamentare ha contribuito anche Fierro a farlo eleggere....

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scrive:

Cavolo non sono riuscit a strappare la tessera, debbo tagliarla...ops almeno quella e’ fatta bene!!! Ma questa gente che andra’ a Roma, a parte I Santissimi che li raccomandano; cosa hanno fatto x il prossimo, se nn x se stessi?!