Orticaland - Le rubriche di Ortica

La cugina di Parascandolo

L’algoritmo

  • Art Magazine
  • Art Magazine
  • Thumb
  • Thumb

Leggevo qualche giorno fa su di una rivista americana che il concetto ed il significato di "algoritmo" sono la nuova dannazione dell’umanità.

Abbiamo scoperto relativamente da poco che le grosse società le quali gestiscono contenuti digitali (tipo Facebook e YouTube) utilizzano formule logico-matematiche (gli algoritmi, appunto) per selezionare ciò che troviamo sui nostri schermi, per venderci merce, per manipolarci, per farci rimanere attaccati ai display, il tutto indolore, senza accorgerci della truffa ai nostri danni.

Algoritmo, elegante parola di origine araba, è diventato sinonimo di strategia-tipo-Spectre, cambiando in segno negativo il valore del termine.

Gli algoritmi sono pericolosi, sia se lasciati all’arbitrio degli uomini che li formulano per scopi poco limpidi, sia se—pur semplici—vengono lasciati al controllo delle macchine.

È stato condotto un cosiddetto esperimento mentale (noto in ambito dell’Intelligenza Artificiale), in cui si è immaginato un algoritmo che raccolga tutte le graffette del mondo, quante più se ne possa. Un compito banale, che coinvolge un’attività semplice ed un oggetto minuscolo ed innocuo.

Se lasciate fare, dopo aver radunato tutte le graffette nei negozi, negli uffici, negli anfratti in cui si perdono, nei vecchi faldoni altrimenti dimenticati, le macchine—lige a quell’unico dovere—comincerebbero a costruire graffette dai rebbi delle forchette, dai fili metallici adatti allo scopo, in un crescendo, finendo in un’apoteosi di assurdità.

Il criterio dell’esperimento non è nuovo: vi ricordate il cartone Topolino Apprendista stregone? Quando ordina alla ramazza di pulire l’antro del mago?

Praticamente una catastrofe, perché le ramazze hanno continuato imperterrite a fare ciò per cui erano state istruite, prive del controllo umano (Topolino voleva farsi una pennica), e prive di un’intelligenza previsionale (incompetenza del programmatore, per esempio).

Gli algoritmi mal pensati o pensati col dolo possono creare devastazioni, alle menti e alle organizzazioni sociali (si pensi alla manipolazione politico-elettorale, di cui si parla tanto negli USA).

Un social network che punta a raccogliere tutta l’attenzione degli uomini, o i media che puntano a raccogliere quanti più click per gli articoli senza badare alla qualità o alla veridicità del contenuto, ma anche l’industria che punta a minimizzare i costi, massimizzare la produzione e fregarsene dell’ambiente, rappresentano situazioni in cui l’algoritmo sotteso non tiene conto dell’umanità intera e del suo salubre (sanitario, mentale, ambientale, politico e tecnologico) futuro.

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.