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L’intervista

L’Irpinia è pronta per il suo Carnevale d’estate: «I ventiquattro anni dell’Ariano Folk Festival saranno una grande festa»

Di giorno e di notte, dal 14 al 18 agosto, il Tricolle attraverserà i generi, gli stili e le nazioni della world music con il festival di musica e cultura più longevo della nostra provincia: un’edizione che si preannuncia bella accesa con performance live, dj set e street parade in tutta la città. Il direttore artistico fin dalla prima edizione - Francesco Fodarella – ci ha raccontato da quali suggestioni nasce il programma 2019 e ci ha lasciato con un’importante lezione che arriva da oltre vent’anni di esperienza e 20mila presenze ogni anno: «Osiamo e ci apriamo a diverse contaminazioni, sentiamo una responsabilità nei confronti della comunità e dei visitatori, perché in questo modo ci presentiamo. Dobbiamo fare quel passo in più verso la promozione del territorio, perché aspetta solo noi per crescere e cambiare»

Di giorno e di notte, dal 14 al 18 agosto, la città di Ariano attraverserà i generi, gli stili e le nazioni della world music con l’Ariano Folk, il festival di musica e cultura più longevo della nostra provincia che quest’anno veste il suo abito della festa per regalarci una ventiquattresima edizione che si preannuncia bella accesa, senza un attimo di noia o di sosta dalla frenesia.

Ma qual è il segreto di una vita così lunga? E’ semplice e vale per tutte le cose, la felicità deve essere condivisa, come ci spiega Francesco Fodarella, da sempre direttore artistico della rassegna: «Dietro questi folli giorni d’estate ci sono grandi persone, infatti il valore aggiunto della manifestazione è certamente l’amicizia che lega i membri dell’associazione Red Sox. Nata quasi per caso, in tutti questi anni è stata capace di consolidare non solo i rapporti, ma soprattutto gli obiettivi per cui tutto è cominciato. La nostra passione per la musica è il collante del festival, ci impegniamo molto, ci confrontiamo e rispettiamo le idee e le opinioni di tutti, camminando su una strada unica, insieme».

Nessun interesse meramente economico, nessuna voglia di prevalere, nessuna brama personale, eccolo l’elisir magico di questo Festival a cui si aggiunge il meglio della world, folk e gipsy music: «E’ molto facile far morire un evento nella nostra provincia, noi abbiamo messo Ariano e la musica sempre prima di tutto, anche prima di noi. Il nostro parte come un progetto etnoculturale che ha sempre guardato all’inclusione e al dialogo che è diventato oggi un punto di riferimento, un festival consacrato anche a livello internazionale dalla presenza sul suo palcoscenico di artisti del calibro di Tony Allen, Chinese Man, Seun Kuti, Calypso Rose e Institudo Mexicano del Sonido, solo per citarne alcuni».

Quello che vedremo e ascolteremo in questo 2019 lo trovate qui – nome per nome, ora per ora, luogo per luogo – noi abbiamo cercato di capire da quali suggestioni si è generata la programmazione: «Per ogni edizione cerchiamo di definire una linea, questa sarà semplicemente una grande festa. Ci piace immaginarlo come un Carnevale d’estate, si comincerà in piena mattinata, da mezzogiorno, con le street parade, a guidare questi cortei ci saranno Dj Panko e Dj Lord Sassafrass, si ballerà e si suonerà dalla Villa Comunale fino al Folk Stage dove andranno in scena le esibizioni degli artisti programmate fino alle 21. Mentre la lunga notte dell’Ariano Folk coinvolgerà il centro storico con lo stesso concept che alterna musicisti live e artisti della consolle, continuando anche indoor, nei locali. Coinvolgere tutta la città è sempre stato il nostro intento principale, arriveremo fino alle zone periferiche con molte attività collaterali al festival. Ariano ha un territorio molto vasto, è la prima città della Regione Campania per estensione, ci sono centodue contrade e non è sempre semplice animare tutte le aree, ma ci sforziamo comunque di dare il nostro contributo per portare le atmosfere del festival ovunque».

C’è un’Irpinia che vale d’estate, che si mette in mostra, che coinvolge e affascina, che riconosce le sue capacità attrattive e - nel caso dell’Ariano Folk Festival – un’Irpinia che accoglie pezzi di mondo e con questi si confronta: «Diamo certamente un contributo importante alla programmazione estiva della provincia, soprattutto rispetto alle scelte musicali inedite. La nostra è una rassegna che prova a coinvolgere artisti e musicisti molto diversi, ma accomunati da una matrice popolare – ci spiega ancora Francesco Fodarella - leghiamo culture, colori, tradizioni e sapori e proponiamo tutto ad un pubblico che è entusiasta di queste contaminazioni. L’Irpinia da questo punto di vista è ricca di iniziative di positive che aggiungono molto a quello che siamo, osiamo e ci apriamo a diverse contaminazioni. Perciò sentiamo di avere un ruolo di responsabilità nei confronti della comunità e dei visitatori, presentiamo il nostro territorio e spesso siamo noi che la abitiamo i primi a non vedere il potenziale che realmente ha la nostra terra, a non fare quel passo in più per promuoverla nel modo giusto, ci auto imponiamo dei limiti, ci piangiamo addosso senza rimboccarci le maniche per cambiare la situazione. Questo è un territorio ancora vergine che aspetta solo noi per cambiare, è fondamentale costruire nuovi contenitori culturali, continuare a riempirli, farli crescere con la giusta attenzione, così anche il territorio avrà la possibilità di crescere».

Con le oltre 20.000 presenze constanti delle ultime edizioni - che da due anni includono anche una winter edition nel mese dicembre – quello dell’Ariano Folk è un successo, il festival in ventiquattro anni è diventato un brand forte e riconoscibile, un patrimonio per la provincia: «Cerchiamo di mettere insieme una proposta fuori dal mainstream, per niente commerciale e di questo siamo fieri. Facciamo un lavoro di ricerca molto intenso di edizione in edizione, guardando sempre alla qualità. Il nostro pubblico è diverso ogni anno e ci dimostra grande affetto, quello che più ci rende particolarmente soddisfatti è l’incontro con persone che arrivano ad Ariano perché non conoscono la proposta artistica e ci raggiungono curiose di scoprirla, pronte a godersi sonorità nuove. Questo calore ci rende contenti, significa che stiamo portando avanti bene questo progetto e dobbiamo farlo ogni volta con maggiore attenzione. Il pubblico si fidelizza solo se ha un riferimento e quel riferimento è capace di non creare delusione e di non tradire le aspettative. Noi ci proviamo a non essere mai scontati, a creare momenti unici, il pubblico è il nostro specchio preferito, speriamo di creare un coinvolgimento sempre maggiore per vivere insieme tutte le emozioni che Ariano riserva».

Foto in copertina: Annibale Sepe

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