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L’iniziativa

In piazza per dire No alla Fonderia: «La Valle del Sabato non ha bisogno di altre industrie inquinanti»

Cittadini, associazioni e forze politiche si sono ritrovate questa mattina in Piazza Libertà al fianco del Comitato Salviamo la Valle del Sabato che ha convocato una manifestazione in vista della Conferenza dei Servizi che si esprimerà sull’apertura di una fonderia nell’area di Pianodardine. Il Presidente Franco Mazza si è espresso anche sulla chiusura della Novolegno: «Gli ambientalisti non esultano, quella è un’azienda che non doveva nascere in un centro abitato, siamo con i lavoratori, Fantoni ha solo sfruttato il territorio»

Questa mattina - nonostante le condizioni climatiche avverse – cittadini, associazioni e forze politiche si sono ritrovate in Piazza Libertà al fianco del Comitato Salviamo la Valle del Sabato.

Una manifestazione nata a seguito della convocazione della Conferenza dei Servizi che dovrà esprimersi sull’approvazione del progetto, da parte della Regione Campania, per una fonderia nella zona di Pianodardine: «Si tratterebbe di aprire ad un’azienda che brucia rifiuti metallici come rame, bronzo, piombo – ci spiega il presidente dell’associazione “Salviamo la Valle del Sabato”, Franco Mazza - parteciperemo a questo incontro previsto per il 28 febbraio, ma ci sembrava giusto richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione dell’inquinamento nella Valle del Sabato, perché nonostante le denunce che vanno avanti da anni si cerca di impiantare nuove industrie con un potenziale carico di inquinamento. Crediamo che vada presa una posizione forte, richiamiamo le istituzioni in modo particolare, visto che loro decideranno in conferenza dei servizi, in particolare Arpac e Comune di Avellino che avranno un ruolo fondamentale. Non si può infatti certificare lo stato di inquinamento e poi dare parere favorevole per altre attività inquinanti, anche l’Ente di Piazza del Popolo si è espresso in più occasioni all’unanimità in maniera contraria, sarebbe incoerente oggi andare in Conferenza dei Servizi e prendere una decisione diversa anche rispetto alla volontà popolare, espresso attraverso i consiglieri comunali».

Restando sul Capoluogo, il limite di PM10 è stato nuovamente sforato e il Commissario Priolo ha emanato una nuova ordinanza antismog che blocca il traffico per altri trentacinque giorni. Un argine insufficiente secondo Mazza: «Negli ultimi giorni ci sono stati altri sforamenti, il Comune ne ha preso atto ed è stato costretto dagli eventi ad intervenire con questa decisione drastica. Eppure l’argomento andrebbe affrontato in un contesto di area vasta, smettendo di pensare esclusivamente alle automobili e a qualche camino, va ragionata in maniera complessiva».

E sulle dichiarazioni di Valentino Tropeano che ha annunciato il parere negativo dell’Ato sulla fonderia in Conferenza dei Servizi, il Dottor Mazza conferma la disponibilità al dialogo: «Dopotutto non lo abbiamo mai interrotto, il problema è stato constatare un continuo cambiamento di opinioni sulle questioni ambientali da parte di Tropeano. Ci fa piacere che abbia assunto questa posizione, probabilmente si è reso conto della veridicità dei nostri dati e della fondatezza delle denunce».

Ma c’è anche la chiusura della Novolegno da affrontare e quelle malelingue che vogliono gli ambientalisti sollevati dalla fine di questa azienda: «Noi non stiamo esultando, prendiamo atto del fatto che un imprenditore ha sfruttato il territorio e oggi lo abbandona nelle condizioni in cui è, questo dando il benservito agli operai che si vedono messi alla porta dopo anni di sacrifici. La Novolegno non ha mai investito sull’area, e se vogliamo dirla tutta non doveva proprio nascere ad Arcella, perché è un’industria insalubre di prima classe posta in un centro abitato. Oggi chiude non per colpa degli ambientalisti, ma per la scelta di Fantoni di investire altrove, vedremo in che modo e in che forma avverrà la dismissione. La nostra associazione esprime piena solidarietà ai lavoratori che sono vittime di azioni calate sulle loro teste».

Impegnato nella difesa del diritto alla salute anche l’ex consigliere comunale dei popolari, Alberto Bilotta, che insieme al Parroco di Borgo Ferrovia – Don Luigi Di Blasi - ha fatto partire una petizione popolare con sottoscrizione indirizzata al Procuratore Capo della Repubblica: «L’intenzione sembra essere quella di realizzare un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti nella zona tra Pianodardine e Borgo Ferrovia e al momento sono 800 le persone che hanno firmato contro questo ennesimo scempio ambientale, continueremo ad impegnarci coinvolgendo anche i quartieri limitrofi e lunedì abbiamo intenzione di consegnare tutto al Procuratore. Abbiamo il dovere di evitare che la vita dei cittadini sia ulteriormente condizionata, ciclicamente ci ritroviamo a dover intervenire per evitare che si lasci spazio ad attività inquinanti in un quartiere già notevolmente compromesso dalla presenza dell’Isochimica. Questa volta il caso è peggiore, si tratta addirittura di una fonderia, mentre vediamo che a Salerno le Fonderie Pisano vengono chiuse, noi ragioniamo di aprirne una a Borgo Ferrovia in una zona satura per inquinamento. Quando sembrava che si potesse tornare alla normalità – grazie al processo di risanamento che è cominciato – vogliono dare alla comunità quest’altro pensiero, ignorando le morti, le difficoltà e lo spopolamento del quartiere».

Il rischio avvelenamento non è infondato, nessun allarmismo dunque: «Esistono dei dati di fatto che testimoniano e confermano lo stato delle cose, è necessario che si prenda coscienza del disastro ambientale perpetrato nel tempo e che si cominci seriamente a parlare di risanamento per l’intera area. Non possiamo immaginare di lasciare i cittadini a vivere nella paura o nella preoccupazione, la questione va affrontata in maniera tecnica, bisogna che qualcuno dica che non c’è più inquinamento e allora si potrà ripartire. Serve un piano strutturale e sistemico, le singole ordinanze, come l’ultima che prevede un nuovo blocco delle auto, servono solo da tampone ad un’emergenza, ma non risolvono il problema. L’inquinamento va prevenuto».

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