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Il punto

In B ma con l’incognita debiti: Scandone, De Cesare deciso a restare

L’Ingegnere avrebbe scelto di non lasciare il club, accollandosi i debiti e l’onere della ripartenza anche sul piano sportivo. Restano da appianare contenziosi e passività e da ricostruire, per intero, management e roster. Chi vivrà vedrà...

Nessun acquirente all’orizzonte, nonostante gli appelli del Sindaco Festa. Poche sicurezze a breve termine, soprattutto se si guarda ad un, sempre più improbabile, passaggio di proprietà. In attesa del 12 luglio, giorno più caldo per la Sidigas spa e decisivo per le sorti del club di pallacanestro, la Scandone, sempre in stato comatoso, resta attaccata ai macchinari.

Il 9 luglio, giorno nel quale bisognerà definire, carte alla mano, l’iscrizione nel campionato di B, è dietro l’angolo e, per ora, provare ad inserirsi nella terza categoria, per ordine di importanza, del basket italiano è l’unica strada quantomeno definita. Bisognerà, come detto, riaffiliare la società, variandone la ragione sociale, e pagare la tassa d’iscrizione.

Passaggi che condurrebbero ad una ripartenza targata, ancora, Sidigas. Gianandrea De Cesare ed i suoi collaboratori avrebbero, infatti, deciso di non mollare la presa e di restare al timone del club. Alla luce del contesto, che non registra interesse in merito all’acquisizione della società, il gruppo Sidigas avrebbe scelto di fare da sé, provando ad appianare la massa debitoria del club. I rumors raccolti raccontano della volontà dell’Ingegnere di provare a sanare la società senza lasciare ad altri il palcoscenico per quanto riguarda il lato meramente sportivo.

Toccherà, quindi, a lui ridefinire l’organigramma societario (che, dopo l’autoretrocessione, ha perso anche il direttore sportivo, Nicola Alberani) e provvedere alla costruzione del roster in vista del torneo di B. Tutto questo mentre il tempo scorre e le scadenze sono a dir poco ravvicinate.

Come già sottolineato ieri, tutto resta appoggiato su gambe d’argilla. Sulla "casa madre", come noto, pende l’istanza di fallimento della Procura di Avellino che sarà discussa il prossimo 12 luglio, su quella della Scandone, invece, le passività accumulate negli anni ed i contenziosi con giocatori, procuratori e fornitori ancora aperti e che potrebbero tramutarsi in lodi esecutivi. Chi vivrà vedrà.

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