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L’analisi

Gli Immortali

I dante causa dell’ex sindaco Ciampi hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza e miopia politica, ma i guai di oggi del Comune di Avellino vengono da lontano: più lontano di quanto si voglia far credere datandoli con il “primo” Galasso. Ergo, sarebbe illusorio immaginare di poterli affrontare e risolvere senza andare all’origine che, purtroppo, è anche l’epilogo dei fatti di oggi. Un’origine e un epilogo – possiamo girarci intorno quanto vogliamo – che hanno sempre gli stessi due nomi e cognomi: Ciriaco e Nicola, De Mita e Mancino. E vi spieghiamo perché

Sgombriamo subito il campo da ogni possibile equivoco con una brevissima premessa. L’Associazione culturale avellinese “Controvento” è costituita da persone di sicuro spessore intellettuale e morale, sinceramente impegnate a dare un contributo per far uscire la città capoluogo dallo stagno in cui è precipitata a causa della malapolitica di ieri e di oggi.

Ciò detto, è proprio perché c’è questo sentimento nei cuori e nelle menti di quelle persone che non si comprende come esse abbiano potuto commettere l’errore, decisamente grossolano, di entrare a gamba tesa nel gioco politico del centrosinistra irpino, quando peraltro mancano solo un paio di mesi alla delicata partita elettorale che deciderà le sorti amministrative di Avellino dei prossimi cinque anni.

Partiamo dalle due ultime considerazioni testé accennate, dunque.

Appare del tutto scontata la ragione per cui le elezioni comunali di maggio rappresentino un passaggio estremamente sensibile per la città. Il capoluogo esce devastato da una fase di precarietà politico-amministrativa che sarebbe falso addebitare ai pochi mesi di guida 5 Stelle. I dante causa dell’ex sindaco Ciampi hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza e miopia politica, ma i guai di oggi del Comune di Avellino vengono da lontano: più lontano di quanto si voglia far credere datandoli con il “primo” Galasso. Ergo, sarebbe illusorio immaginare di poterli affrontare e risolvere senza andare all’origine che, purtroppo, è anche l’epilogo dei fatti di oggi. Un’origine e un epilogo – possiamo girarci intorno quanto vogliamo – che hanno sempre gli stessi due nomi e cognomi: Ciriaco e Nicola, De Mita e Mancino (più avanti vedremo perché).

La seconda considerazione. “Controvento” è entrata a gamba tesa nel gioco politico del centrosinistra irpino perché non poteva non sapere, date le condizioni in cui versa il Partito Democratico, che la proposta di un’assemblea aperta di quest’area politica, non per discutere dei massimi sistemi, ma per decidere cosa fare, ossia quale programma e quale candidato sindaco per il capoluogo, avrebbe acuito le lacerazioni all’interno del Pd, come in effetti sta accadendo.

La domanda che nasce spontanea, allora, è proprio questa: se “Controvento”, i cui soci son tutte persone dotate di cervello ed esperienza, non poteva non sapere, perché l’ha fatto? E quale spiegazione può mai trovare la seconda, singolare coincidenza per cui, appena il nuovo segretario regionale Pd, Leo Annunziata, ha accennato all’opportunità di un’assemblea aperta del centrosinistra, il primo a dire “Sì, qui e subito!” sia stato – non il segretario provinciale Pd Di Guglielmo, come sarebbe stato naturale attendersi - ma l’ex deputato Udc Giuseppe De Mita (oggi genericamente “popolare”), seguito a ruota dagli amici di “Controvento”? I quali – udite, udite! - dopo sole 48 ore dal “dixit” di Annunziata avevano già bell’e e fissato per il 20 marzo la data dell’assemblea: quasi un’involontaria confessione che tutto era già stato studiato e deciso a tavolino.

Certo, per stare alla scuola della grande Maestra del “Giallo”, Aghata Cristhie, due coincidenze sono soltanto due coincidenze. Ma eccoti la terza, fresca - fresca di giornata. Nell’intervista rilasciata a Marco Staglianò, Leo Annunziata tenta di minimizzare quanto è accaduto dicendo che un’assemblea di centrosinistra non è un “tavolo” di centrosinistra. Aggiunge che lui il 20 marzo ci sarà, ma soltanto per ascoltare. La sola cosa veramente importante che non spiega è perché, ritenendo (giustamente) molto opportuna una iniziativa del genere, non ne ha incaricato il segretario irpino del suo partito. Quale occasione migliore, oltre tutto, per inaugurare il suo mandato con una questione politicamente rilevante?

Tre coincidenze costituiscono un indizio. Se ci mettiamo una quarta coincidenza, e cioè che Leo Annunziata, in ragione della sua lunga storia politica, è uno che ben conosce De Mita e i demitiani, allora – Signore e Signori – è chiaro che tutto era stato preordinato. E che una manina, all’interno di “Controvento”, ha fatto soffiare le cose nel senso desiderato da De Mita.

L’origine, Signore e Signori, è anche l’epilogo dell’ennesimo capitolo della storia Pd irpina che è recitata dai Mancino, dai De Luca, dalle D’Amelio e via via fino ai pupi delle fattezze di un Di Guglielmo, ma che viene sempre e puntualmente scritta da Ciriaco: resta soltanto da capire, a questo punto, se all’insaputa o alla “saputa” del Governatore De Luca (il sottoscritto, a differenza del suo ex allievo Marco Staglianò, continua a ritenere che il Presidente della Campania sia troppo preso dai problemi seri della Regione per perdere tempo in questi giochetti da briscola e tressette).

Per stare alla metafora giallista, se c’è un delitto dev’esserci un movente. Cosa muove Ciriaco De Mita su questa scena che alla fine, con ogni probabilità, vedrà il Pd “cadavere” alle amministrative di Avellino? Decisamente semplice: il riciclaggio proprio, e soprattutto del Nipote Preferito, in un centrosinistra a trazione Pd, per forza di numeri, ma senza gli ingombri rappresentati dai De Caro, dai Festa, dai D’Agostino e dallo stesso Cipriano: vittima innocente, quest’ultimo, che ha la sola colpa d’aver catalizzato attorno al suo impegno un 14 per cento di consensi (alle scorse amministrative), più o meno la stessa percentuale raccolta in città da mezzo secolo di demitismo strapieno di potere e di scandali, ultimo la storiaccia Aias-Noi con Loro.

Ciriaco, che resta il cinico e intelligentone politico che è, ha capito come sempre prima di tutti che per prender palla, nel gioco del centrosinistra alla partita del capoluogo, doveva evitare che nel Pd scassato qualcuno - “Enze” De Luca, ad esempio – potesse almeno tentare di mettere insieme i cocci. E quando si è presentata l’occasione del buon Annunziata, che rientra a pieno titolo nella categoria demitiana dei "comunisti intelligenti", s’è inventato una fantasia degna di Maradona ed è ora solo davanti al portiere pronto a mettere la palla in rete.

C’è un “però” che il fuoriclasse De Mita stavolta non ha calcolato: i De Caro, i Petitto, i Festa, i D’Agostino, i Cipriano – tutta gente che a lui non sta bene – insieme fanno una bella quantità di voti: quanti bastano per provocare un “Pizza Bis”, stavolta inutilmente soccorso dalle crocerossine presunte immacolate con la faccina di Giancarlo Giordano, oltre che da quegli amici di Di Nunno che hanno dimenticato, o fingono di dimenticare, con quanto cinismo De Mita e i demitiani ostacolarono l’opera riformatrice e di pulizia morale perseguita da Tonino. Ma tant’è.

L’origine è sempre lui. Ed è davvero penoso che i destini del capoluogo debbano essere eternamente in qualche misura condizionati dai giochini di un ex Grande Leader, il quale non ha mai amato la città di Avellino e che - tuttavia - proprio qui dispone ancora di un nugolo di caporaletti, altrimenti detti servi sciocchi, che fuori dal Pd, ma soprattutto dentro il Pd, fanno “ammuina” per creare caos, ben sapendo che nel caos qualcosa possono acchiappare.

L’origine, e purtroppo l’epilogo dei fatti di questi giorni, è anche Nicola Mancino. Al fondo delle cose, egli ha sempre avuto un debole per Ciriaco, se di debolezza e non di complesso d’inferiorità si tratti. Egli sa bene dove conduce il gioco di De Mita, ma non muove un dito: non si capisce se per rassegnazione o per omaggio all’antica amicizia.

Di certo c’è che i “Due Immortali” stanno rendendo eterna anche la crisi del centrosinistra e della politica in Irpinia. Con buona Pace dei richiami a Sturzo, ad Aldo Moro e, perché no?, molto immodestamente anche a se stessi.

Ciò che infine non si comprende è cosa ci guadagni il Pd dal gioco al massacro che lo stesso segretario regionale sembra avallare. E’ logica matematica elementare, infatti, che se per fare il centrosinistra di Avellino che piace a Ciriaco, complice Leo Annunziata, aggiungi quattro gatti sospinti dal vento e sottrai pezzi importanti del Pd o di area Pd, il risultato finale è un Pd molto più debole e un centrosinistra che perde.

Vaglielo a far capire a Lorsignori che di presunta immortalità si muore, e per giunta male.

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Commenti

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pipco scrive:

Purtroppo il nostro destino è segnato..... un sindaco senza la maggioranza in consiglio è destinato a cadere o a piegarsi. Finché ci saranno quei 5 che lei ha nominato (aggiungerei una sesta) che hanno al seguito 3/4 mila voti ciascuno non andremo da nessuna parte. Egregio Direttore, purtroppo sono i padroni della città. Personalmente visita l’ultima esperienza, dove hanno dimostrato tutto il loro potere (grazie alla scelleratezza dei loro elettori) il giorno delle elezioni andró al mare..... il voto ad Avellino è una giornata persa. Perdi anche se vinci. Avellino per raddrizzarsi necessita di un sindaco o meglio di un commissario e di una giunta ESTERNI. Buon voto.

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Crotalo scrive:

E allora tenetevi a Festa, Petitto e Cipriano. Si è già capito che per voi questi sono quelli buoni. Quindi... votateli voi.

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amico pipco scrive:

Una persona con un minimo d buon senso capisce che il non voto indica una totale impraticabilità di partecipazione . Il bene della res pubblica si consolida anche senza votare. Quando i numeri cambieranno ne parleremo.

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Mario45 scrive:

E invece bisogna votare eccome e scegliere il candidato lontano dai giochi che stanno cercando di organizzare sotto sotto come ha detto il direttore e il gioco secondo me è di comune accordo tra il regista e il governatore senza sapere che ad Avellino il nipote nessuno lo ha mai sopportato. Per cui bisogna saper votare altrimenti si rischia di rimanere nella oltretomba dello sviluppo.

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New York scrive:

"Controvento" più che un’associazione in cerca di uno spazio mi sembra un’associazione in cerca di un ospizio.

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scrive:

Sono pienamente d’accordo....al peggio non c’e’ fine.Avellinoha il dovere di impegnarsi e riscattarsi da chi tesse tele malsane e vergognose.Come si fa a piegarsi tanto?Ci si deve sentire una vera nullita’ per acconsentire a tanto....

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scrive:

Aaaaaaaaaa

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pipco scrive:

Amico, lascio a te il piacere di partecipare.....