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Il riassunto della settimana

Il riassunto della settimana/13

  • Art Magazine

RIASSUNTO DELLA SETTIMANA

  • Elezioni politiche. Non voglio analizzarle, mi pare tutto molto chiaro, più del finale di Inception. Il popolo ha espresso il suo volere, adesso guardiamo avanti e cerchiamo di ricordarci che prima di essere di destra, sinistra o 5stelle, siamo tutti umani, ma soprattutto abbiamo in comune una cosa fondamentale: viviamo la nostra esistenza nello stesso periodo storico, diamoci una mano. Mi sento più accomunato da esperienze generazionali che da un partito. Non sei mio fratello se votiamo lo stesso partito. Sei mio fratello/sorella se:

.Ti senti spaesato in un mondo che corre, puntualmente è più veloce di te, a volte ti senti come wile con il coyote

.Siamo un popolo pessimo, in tempi pessimi, peró quando senti l’inno nazionale ti senti orgoglioso, quasi come Roby Facchinetti quando sente cantare il figlio Francesco

.Sai che sei in Italia e qualcosa sicuramente andrà storto, ecco perchè riesci a cavartela sempre e comunque, sai che devi essere sempre pronto ad un mezzo in ritardo o ad un impiegato che a stento sa usare il Commodore64, sai che l’imprevisto è la regola, un po’ come vivere in un Monopoli e dormire sulle panchine di parco della Vittoria.

.Hai visto il milan di Sacchi e ogni volta che lo ricordi trovi la pace interiore

.Accendi la tv, ti viene la nausea per il degrado che vedi, poi per disintossicarti metti Focus sul canale 56, se anche Focus ti delude ripieghi su Rai Storia, così le immagini in bianco e nero dell’Istituto Luce ti ricordano che se vivevi nel dopoguerra erano cazzi, meglio non lamentarsi.

.Sei un precario, disoccupato, occupato maltrattato e malpagato, deriso e dimagrito, e ti amo Mario.

.Pensi alle generazioni passate, ai nonni e la guerra, ai genitori e al posto fisso, pensi e ripensi, alla fine sei comunque contento di vivere nell’epoca di Youporn.

Torniamo alla politica.
Evitiamo di parlare di politica come si fa di calcio, la politica è una cosa seria, serve a risolvere problemi, risolvere problemi serve a vivere meglio la propria esistenza.
Siamo arrivati al momento in cui Mattarella non puó fare più moniti dal Quirinale, ma deve prendere una decisione, caro Mattarè è finita la pacchia, raccogli le tue ultime forze, alzati dalla bara, bevi pure un altro bicchiere di sangue e dai questo benedetto mandato.

Dai il mandato, prima che il padreterno dia il mandato a te.

fonte:

https://www.quotidiano.net/politica/elezioni-2018-mattarella-1.3774292

  • Trovato in Australia il più vecchio messaggio in bottiglia, risale al 1886. In realtà niente di romanzesco, solo un esperimento dell’epoca. Si cercava di capire le correnti marine. Gettavano bottiglie in mare con dentro le coordinate di partenza, poi osservavano dove e in quanto tempo arrivavano. Appena mi fermano per l’alcool test dico la stessa cosa, sto facendo un esperimento. Svuoto bottiglie per vedere dove arrivo e in quanto tempo. Questa notizia mi ha fatto pensare a cosa scriverei io in quella bottiglia se fossi un naufrago, e voi ci avete pensato? Io ho pensato a varie ipotesi:

.Non venite, sto bene da solo
.Venite, non riesco più a stare da solo
.Faccio tardi per cena
.Giusto in tempo perchè sto vino iniziava ad avere una punta
d’aceto
.Nomino Valeria Marina
.Passa a Sorgenia
.Roma - Inter 2 a 0 da 3€
.L’insalata di riso è in frigo
.Quando si butta il vetro?

Poi ho pensato anche a quale potesse essere l’equivalente odierno del messaggio in bottiglia. Dopo giorni e giorni di riflessione sono arrivato alla soluzione: i messaggi nel bagno dell’Autogrill.
Cos’è l’asciugamani elettrico se non una tempesta che fa naufragare la tua nave, cos’è la tavoletta pulita del water se non una zattera grazie alla quale galleggiare, cos’è il rumore del rubinetto aperto se non il rumore della burrasca, cosa sono quelle mattonelle del muro se non una pergamena in cui lasciare le ultime volontà…o anche le ultime voglie.

fonte:

https://www.ilpost.it/2018/03/08/australia-messaggio-in-bottiglia-1886/

  • 8 Marzo Auguri, però tutto l’anno non solo oggi. Così togliamo subito i convenevoli. Voglio fare un appello: care donne, educate maschi migliori, figli, padri e mariti migliori. E’ paradossale che a maltrattarvi siano esseri che educate voi. Educateli, fatelo meglio, con ancora più pazienza e scrupolo. Ne guadagnerà l’intera società intera.

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