Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

L’assemblea

Il diesel crolla: -17%. L’ibrido vola: +25%. Dramma futuro alla FCA di Pratola. La Fiom nazionale chiama il Ministero e le altre sigle sindacali

Il segretario De Palma: «Non vogliamo trovarci nella condizione di dover rincorrere i ministri per gli ammortizzatori sociali, noi vogliamo affrontare il futuro della produzione del nostro paese per capire quali saranno i livelli occupazionali». Ai colleghi di Fim, Uil, Ugl e Fismic: «Chiedo di ammainare le bandiere e innalzare un vessillo comune che è quello del futuro industriale occupazionale»

Il coordinatore FCA e segretario Nazionale della Fiom Cgil, Michele De Palma sta incontrando i lavoratori dello stabilimento di Pratola Serra per discutere della situazione produttiva, del contratto di lavoro, e tutte le questioni aperte.

Il numero uno della Fiom vuole fare il punto della situazione alla luce del confronto che si è avuto con l’azienda al Comitato aziendale europeo dove e dei dati sull’auto che registrano un calo di vendita del diesel pari al 17% in Italia e 6% in Europa e un incremento del 25% dell’ibrido. Tra una riunione e l’altra ha anche trovato il tempo per fare il punto con gli organi di stampa.

«Al comitato aziendale europeo - ha spiegato - abbiamo posto una questione semplice rifacendoci a quello che ha dichiarato l’amministratore delegato nell’Investor Day del primo di giugno. Se Marchionne ha dichiarato che entro il 2021 si supererà la produzione dei motori diesel abbiamo chiesto quali fossero le scelte future e quali i tavoli di discussione con l’azienda per ragionare del processo di transizione. Non abbiamo avuto risposte».

Per la Fiom Cgil, l’argomento relativo ai livelli occupazionali è prioritario e dovrebbe esserlo anche per le altre organizzazioni sindacati. «Qualcuno - ha piegato - continua a dire che c’è ancora del tempo a disposizione. Noi diciamo che se non si stabilisce ora quale sia il futuro dello stabilimento, c’è il rischio di trovarsi con l’unica soluzione degli ammortizzatori sociali. Bisogna ragionare dal punto di vista industriale e occupazionale di quale è la soluzione».

Il Prefetto di Avellino già è stato investito della questione ma per la Fiom la questione deve finire direttamente sui tavoli ministeriali: «Come negli altri paesi europei, anche in Italia ci deve essere un ruolo attivo del Ministero dello Sviluppo Economico. Non vogliamo trovarci nella condizione di dover rincorrere i ministri per gli ammortizzatori sociali, noi vogliamo affrontare il futuro della produzione del nostro paese per capire quali saranno i livelli occupazionali. Chiediamo al Prefetto e al Ministro dello sviluppo Economico di aprire un tavolo con tutte le organizzazioni sindacali e con l’azienda su quello che sarà il futuro».

Infine l’appello alle altre sigle sindacali: «Devono fare un salto di qualità. Per un attimo dovrebbero ammainare le bandiere e innalzare un vessillo comune che è quello del futuro industriale occupazionale. Come Fiom siamo soli perché gli altri non vogliono ragionare con noi. E’ una debolezza per i lavoratori di Pratola Serra sapere che le altre organizzazioni sindacali continuino a frapporre il contratto per non affrontare il problema del lavoro. Dico loro che senza lavoro non c’è contratto, quindi l’invito è quello di ragionare sempre insieme».

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.