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L’intervista

Il Laceno ha bisogno di aiuto

A confermarlo è il vicesindaco - con delega al turismo - del Comune di Bagnoli Rino Ferrante con cui abbiamo provato a contestualizzare lo scenario, cercando di capire quali sono i grandi progetti in fase di sviluppo e quali le idee più facilmente realizzabili. Non ci sono tempi, né promesse, ma un’unica certezza, per il momento: «Ci sentiamo soli come Amministrazione, con l’interesse della Regione, il sostegno dei privati e il percorso tracciato da noi in questi pochi mesi alla guida del Comune possiamo rilanciare l’intera area»

Non è passata neanche una settimana dalla nostra visita al Laceno innevato, quella che ci ha offerto l’occasione di mostrarvi – per immagini – l’effettiva bellezza di quei luoghi e allo stesso tempo di affrontare una riflessione sulle potenzialità di sviluppo turistico per quell’area.

L’amarezza, forse la rabbia, i primi sentimenti che si fanno avanti alla vista di tutto quel bianco, della stazione sciistica chiusa e di un Altopiano che lentamente muore. Ma per approfondire ulteriormente il discorso non ci siamo fermati alle impressioni di una sola giornata, abbiamo deciso che c’era bisogno di contestualizzare lo scenario e di capire quali sono le azioni sia immaginate che realizzate, dove troviamo ancora solo teoria e a che punto invece possiamo cominciare a parlare di una fase concreta per il rilancio dell’intera piana.

Per farlo abbiamo ascoltato la voce di Rino Ferrante: avellinese e vicesindaco di Bagnoli per amore, perché questo è un territorio che conosce e con cui ha da sempre un legame profondo. Sua è anche la delega al turismo, a cui si dedica con grande impegno, senza risparmiarsi, come – ci ha assicurato – il resto della Giunta guidata dalla Sindaca Teresa Di Capua. Eppure tutto sembra mostruosamente difficile. Ci siamo fatti spiegare perché.

Proviamo a descrivere le attuali condizioni del Laceno…

«Come Amministrazione abbiamo consegnato ai tecnici di Invitalia - nel mese di settembre - tre progetti relativi all’Altopiano del Laceno: il primo riguarda la riqualificazione dell’area del lago, il secondo ha a che fare con la valorizzazione delle Grotte del Caliendo e l’ultimo è invece relativo alla zona su cui insiste la stazione sciistica. E su questo punto è stato sancito dal Consiglio di Stato che il Comune è attualmente in possesso sia delle piste che degli impianti. Esiste però ancora un piccolo problema di ordine tecnico, perché all’interno di quell’area di concessione ci sono delle particelle ancora di proprietà della famiglia Giannoni, rispetto alle quali c’è un giudizio in corso. In primo grado abbiamo avuto ragione, ma successivamente c’è stato il ricorso in appello, per cui questa è una situazione che resta da definire. Siamo al governo di Bagnoli da sei mesi, abbiamo ereditato una situazione complessa e pesante, in questa fase proviamo a rimuovere le macerie del vecchio per cominciare a ricostruire. Non possiamo non occuparci anche e soprattutto della gestione quotidiana, bisognerebbe rendersi conto che quella del Laceno è una questione regionale».

In che senso? Ci spieghi meglio…

«Noi siamo dotati di grande volontà, ci impegniamo allo stremo per il Laceno, però chiaramente manca un supporto tecnico valido, una mobilità generale, un interesse appunto da parte della Regione, perché l’indotto dell’area - in questi giorni di nevicate e con una stazione funzionante avremmo avuto fino a 20mila presenze - avrebbe fatto bene anche a tutti i paesi limitrofi. Non pensiamo di sottrarci alle nostre responsabilità, ma serve l’aiuto di tutti per fare in modo che questa stazione possa riprendere a funzionare. Dal canto nostro abbiamo portato avanti altri tre piccoli progetti da realizzare in tempi brevi, ci sarà un Parco Avventura, una pista ciclabile all’interno dell’anello del lago e una Zip Line (cavi d’acciaio sospesi per fare un percorso in volo, ndr) che dovrebbe collegare l’uscita delle Grotte del Caliendo con un sentiero vicino. Tutto questo perché siamo convinti che il Laceno – per avere un futuro – vada destagionalizzato, ha bisogno dunque di una stazione che non sia soltanto sciistica ma che funzioni almeno dieci mesi all’anno e non sia strettamente legata alla neve, come la seggiovia».

C’è qualcosa che si sente di chiedere?

«La collaborazione di tutti gli attori. Immaginavo nei prossimi mesi di sollecitare le associazioni di categoria, ma anche Confindustria, per cercare di non restare soli e dare forza e valore ai progetti che vorremmo realizzare. Gli operatori sono sempre meno al Laceno e probabilmente continueranno a diminuire se lasciamo che il tempo passi e l’area muoia».

Quindi non escludete il supporto – non esclusivamente economico – dei privati?

«Assolutamente, siamo aperti. Non escludiamo il project financing, né un confronto sulle idee o sulle proposte. Il nostro obiettivo è quello di ripristinare gli impianti e non c’è alcun tipo di pregiudizio. Viviamo però una situazione non facile, che spesso ci pone in una condizione di isolamento, nonostante il nostro obiettivo principale sia quello di fare e di fare bene».

Può aggiornarci anche sulla vita del Consorzio Turistico, nato poco più di due anni fa?

«E’ attivo e propositivo malgrado tutto. E’ costituito da persone entusiaste che si danno da fare nonostante le difficoltà e le possibilità scarse. La comunità bagnolese è abituata a lavorare molto, a fare anche sacrifici, è una comunità forte che non si lascia abbattere e noi con loro».

Senza volersi dare dei tempi certi, né prendersi l’onere di promesse, ci dice qual è il vostro impegno per il Laceno?

«E’ chiaro che non siamo in grado oggi di dare certezze. A titolo personale, assumendomi la piena responsabilità, mi sono attivato su più fronti, intanto per far si che quella del Laceno possa essere valutata come area strategica da parte della Regione e poi ho cercato anche di attivare dei contatti con il Ministero dei Trasporti. Però mi rendo conto che noi qui siamo da soli».

Dopo qualche mese di lavoro come Amministrazione a quali conclusioni siete giunti?

«Se i nostri politici si rendessero conto dell’importanza strategica del Laceno – ad esempio, con la Lioni-Grottaminarda questa area sarebbe baricentrica rispetto a tutta l’Italia meridionale – in termini di lavoro e di ricchezza per l’intera provincia, potrebbero fare un piccolo sforzo che sommato al nostro lavoro come Amministrazione e al supporto dei privati, porterebbe a dei risultati significativi. Abbiamo bisogno di aiuto. Perché non possiamo fare tutto da soli, come Amministrazione dobbiamo essere attenti alla gestione ordinaria, ai piccoli problemi che sorgono e in più cerchiamo in maniera costante di ritagliarci del tempo anche per pianificare, però non è semplice, soprattutto senza risorse economiche».

Grazie vicesindaco

«A lei».

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