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Il caso

I cedri monumentali di Castelvetere non ci sono più: uno squarcio nel cuore della comunità

Lo scorso 9 settembre si è provveduto all’abbattimento delle piante secolari determinando la forte reazione dei cittadini, insorti contro il sindaco accusato di una decisione che avrebbe dovuto essere condivisa

Una polemica rovente, quella che, da qualche giorno, corre lungo i social a Castelvetere sul Calore. La vicenda è quella relativa all’abbattimento dei monumentali cedri del Libano posti lungo Viale Clorindo Sullo. Gli alberi secolari, piantati alle porte del paese, sono stati per anni il biglietto da visita di Castelvetere. La prima cosa che i visitatori vedevano salendo dall’Ofantina. Di fatto, una sorta di istituzione per i cittadini.

Ebbene, lo scorso 9 settembre, si è proceduto al loro abbattimento. L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Giovanni Remigio Romano si è giustificata sostenendo che lo scorso 19 giugno la Comunità Montana aveva presentato un’ulteriore relazione tecnica, a firma del Dottor Gerardo Bruno, in cui veniva effettuata una descrizione dello stato fitosanitario di alcune piante nel territorio comunale. Tale relazione evidenziava la necessità di procedere all’abbattimento di alcuni dei cedri siti lungo Viale Clorindo Sullo.

Su facebook si è immediatamente aperto il dibattito tra chi denuncia mancanza di trasparenza da parte dell’Amministrazione e chi si chiede se si potevano trovare alternative. Alcuni sperano che i cedri tagliati verranno almeno sostituiti. Per altri l’abbattimento è stato addirittura un fulmine a ciel sereno. Erano pericolanti? Erano malati? La maggioranza di coloro che in queste ore sta inondando di messaggi la pagina social di Castelvetere sul Calore giura di non conoscere le reali motivazioni che hanno portato alla decisione della Fascia Tricolore.

L’architetto Michelangelo Sullo è tra i più duri con l’Amministrazione Romano. «Circa venticinque anni fa – scrive - un’altra perizia di un agronomo sosteneva che le piante fossero malate ed a rischio crollo. Lo impedimmo con una raccolta firme che vide quasi metà del paese sottoscrivere la petizione. Son passati 25 anni e numerose nevicate (anche rilevanti) e gli alberi erano ancora là. È semplicemente ingiustificabile».

Sullo fa poi riferimento alla legge n. 10 del 14 gennaio 2013: Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani. L’articolo 7 dispone la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. Questo articolo, oltre alla definizione giuridica di albero monumentale, prevede il censimento di questi esemplari per definire un elenco a livello nazionale.

«Mi piacerebbe sapere - continua - e sono atti che dovrebbero essere pubblicati, quali prove strumentali ha fatto l’agronomo e se siano state richieste ulteriori perizie. Così come mi piacerebbe sapere se il Comune di Castelvetere ha compiuto gli adempimenti relativi al censimento obbligatorio degli alberi monumentali». Sullo non esclude la possibilità di ricorrere agli organi giudiziari per andare in fondo alla vicenda.

La mancanza di manutenzione è un’altra delle accuse che vengono mosse alla giunta Romano. «Io non so se l’imperizia protratta negli anni abbia prodotto la necessità di abbattimento – scrive un altro cittadino - Io non so tante cose che riguardano questa scelta e nessun cittadino lo sa. Ma so di sicuro che, da cittadino castelveterese, avrei voluto essere informato. Avrei voluto condividere una scelta così importante, avrei voluto provare a dire la mia al riguardo e avrei voluto provare a lottare per salvare qualcosa a me caro. Credo che Castelvetere abbia urgente necessità di un dialogo costruttivo e non di parte. Credo che vi sia necessità di provare a ricucire un tessuto sociale ormai disgregato. Credo che vi sia necessità di confronto, di discussione. Di un dialogo con tutti».

Già in passato l’Amministrazione Comunale dell’ex sindaco Walter Pescatore aveva previsto una ristrutturazione urbanistica di Viale Clotildo Sullo. «Come cittadino spero che il tutto rientri in una progettualità più ampia di sistemazione organica del tessuto urbanistico e che l’abbattimento degli alberi non rimanga un fatto fine a se stesso. Sarebbe assurdo…»: afferma amaramente l’ex assessore comunale ai Lavori Pubblici Enzo Vena.

Nei fatti, la maggior parte critica l’assenza di un confronto tra Amministrazione e cittadinanza su un tema di tale importanza. Per alcuni ci sono scelte che un sindaco deve saper condividere con i cittadini. Cercando opinione e partecipazione. Comunque la si metta è proprio la mancanza di dialogo l’accusa principale che, in queste ore, viene mossa al primo cittadino di Castelvetere.

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Commenti

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Davide Follo scrive:

Come cittadino di Castelvetere sono molto amareggiato per la scomparsa dei nostri preziosi alberi che da anni adornavano il viale Clorindo Sullo e chiedo all’amministrazione comunale il perché di questo scempio

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roberto scrive:

Di fronte a questo ennesimo scempio spero che gli abitanti di castelvetere controllino cosa realemtne c’è nelle intenzioni di questi sciagurati, se, cioè, al posto dei cedri si voglia realizzare altro e per conto di chi. E’ un atto vergognoso, avrebbero dovuto alzare le barricate gli abitanti.

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carmone scrive:

Dopo il Palazzo scolastico un altro pezzo di storia va cestinato.Non conosco il sindaco e tanto meno il motivo dell abbattimento degli alberi ma visto dal di fuori mi sembra assurdo.Non mi permetto di puntare il dito contro nessuno ma ci sono tante piccole o grandi cose da fare a castelvetere. .......nooo dai l alberi propio no.Carmine