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La prima campanella

«I giovani sono il nostro presente. A loro chiediamo scusa per non aver protetto la Terra»: don Patriciello apre l’anno scolastico al Perna-Alighieri

Il parroco da sempre in prima linea nella lotta alla camorra ha visitato l’I.C. Perna Alighieri per un saluto agli alunni: «Tornare ad Avellino è sempre una gioia, la collaborazione con le varie agenzie educative, chiesa, scuola e famiglia fanno molto bene». Sulla "Terra dei Fuochi": «E’ cambiato molto poco se non la legge sui reati ambientali che prima non esisteva nemmeno»

Prima campanella al l’I.C. Perna Alighieri che ha aperto i battenti per il nuovo anno scolastico. A dare il benvenuto a circa 1200 alunni che dall’Infanzia alla Scuola Secondaria di Primo Grado cominceranno la nuova avventura didattica e umana ci hanno pensato il nuovo Dirigente Scolastico, Attilio Lieto, il vicepresidente della Caritas Don Vitaliano Della Sala e Don Maurizio Patriciello, parroco conosciuto e noto in ambito nazionale perché da anni in prima linea nella lotta alla camorra.

«Noi adulti dobbiamo essere d’esempio per i più piccoli - ha detto don Patriciello - dobbiamo consegnare loro tutto il nostro bagaglio culturale ma anche umano. E la scuola deve convincersi che deve andare di pari passo anche con la vita vissuta. Questa collaborazione con le varie agenzie educative, chiesa, scuola e famiglia fanno molto bene».

Grande accoglienza per il parroco partenopeo a cui gli insegnanti hanno voluto donare del materiale didattico da poter distribuire ai bambini della sua diocesi. «Vengo spesso ad Avellino e spero di tornarci spesso perché è sempre una gioia - ha continuato Patriciello - è importante che i ragazzi incontrino persone che non siano i loro insegnanti ma che vengano da fuori. Se siamo insieme a dire le stesse cose, presidi, insegnati, papà, mamma, sacerdoti, i ragazzi comprenderanno che maltrattare il creato significherà maltrattare se stessi».

Il messaggio ai ragazzi: «Abbiamo fiducia nei ragazzi. C’è chi dice che sono il nostro futuro, a me invece piace dire che sono il nostro presente. Dobbiamo chiedere loro perdono perché abbiamo rubato quello che gli spettava. La terra non è un tesoro da saccheggiare, un fratello o una sorella da rispettare. Dobbiamo ricordare che la terra non è nostra, dobbiamo avere rispetto perché poi verranno le future generazioni. I ragazzi lo sanno, i grandi un po’ meno».

E, infine, sugli sversamenti tossici di rifiuti nella "terra dei fuochi": «E’ cambiato molto poco se non la legge sui reati ambientali che prima non esisteva nemmeno. Grazie a Dio e anche alle nostre lotto abbiamo questa legge che punisce i delinquenti. Per il resto è cambiato poco perché non si vuol capire che il discorso ambientali e il discorso della legalità devono andare di pari passo. Se continuiamo a tollerare il lavoro nero è normale che dobbiamo aspettarci i roghi tossici».

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