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L’intervista

Forza Italia, Sibilia vede la vittoria: «Noi oltre il 40 per cento, la sfida è con i Cinque Stelle». E per la Figc: «Se chiamato, sarò pronto»

Il numero uno dei berluscones in Irpinia avverte la coalizione: «Dialogo con tutti, ma le ladership a Forza Italia». Il senatore pensa a «candidature autorevoli e affidabili» e chiarisce su Gambacorta: «La legge non gli consente di candidarsi, io ero favorevole». Affondo al Pd, che «offre solo spettacoli negativi», sulla possibile corsa per la presidenza della Figc chiarisce: «Assemblea il 13 per decidere, fiero di essere il numero due ma se me lo chiedono ci sono»

La sfida è doppia e Cosimo Sibilia punta al bottino pieno. Per le politiche del 4 marzo, il senatore di Forza Italia serra i ranghi della coalizione di centrodestra e taglia il Pd fuori dalla partita. Ma a fine mese si voterà per la presidenza della Figc e Sibilia appare tra i favoriti. Già presidente della Lega dilettanti, rappresenta la maggioranza delle quote: «Se me lo chiedono sono pronto».

Senatore Sibilia, ormai la vostra coalizione si è consolidata anche in Irpinia. Quattro gambe e una serie di spinte per l’affermazione delle candidature. C’è spazio per tutti?

«Tutti si propongono legittimamente, ma io sono un fermo sostenitore, e non da oggi, del fatto che la guida di questa importante coalizione spetti a Forza Italia. Ovviamente, all’interno di questi rapporti di forza, dovremo discutere con tutti gli alleati per trovare una sintesi. E’ quello che stiamo già facendo».

Anche in Forza Italia, però, c’è grande fermento e una vera e propria corsa alle candidature. La sua appare scontata, per il resto a che punto siete?

«Ovviamente ora siamo ancora in una fase preliminare. Mi incontro spesso con il coordinatore regionale e sono in continuo contatto con il partito, perché ci sono importanti questioni da affrontare. Lavoriamo per mettere in campo tutti coloro che possano dare un contributo fattivo e decisivo per vincere. Candideremo gente che ha dimostrato di essere affidabile, anche nell’amministrazione, e che ha consenso. Senza dimenticarci che bisogna garantire le quote. Anche se, nel nostro caso, più che quelle femminili dovremo preoccuparci di quelle maschili. In ogni caso, al di là delle battute, metteremo in campo candidature autorevoli».

Quindi potrebbe esserci spazio anche per quella del presidente della Provincia, Domenico Gambacorta?

«Il problema qui è che la legge stavolta non lo consente. Non dipende da me. Nello scioglimento delle Camere non si è verificato ciò che avvenne nel 2012, quando ci furono prima 7 giorni di tempo. Quindi, per quanto ne so, Gambacorta non potrà candidarsi. Lo dico con dispiacere, perché io sono stato sempre favorevole a mettere in campo i migliori. Gambacorta è tra questi e mi avrebbe fatto piacere se avesse potuto candidarsi».

Guardando agli avversari, il Pd di Renzi, secondo i sondaggi, continua a perdere consensi. Crede che la sfida sarà tra voi ed il Movimento Cinque Stelle, come sostiene Silvio Berlusconi?

La candidatura di Gambacorta non è più consentita dalla legge. Non si è verificato ciò che avvenne nel 2012

«A questo punto sì. Del resto, anche qui il Pd continua a fornire uno spettacolo negativo. Non sembra avere alcuna linea di progettualità, almeno a leggere le cronache locali, e pare che anche la coalizione proceda sulla base di indicazioni che vanno oltre il Pd».

Si riferisce ovviamente alle possibili candidature di De Mita e D’Agostino.

«Insomma, mi sembra ovvio che ci siano dei problemi evidenti di convivenza».

Eppure, salvo colpi di scena, dopo il voto sarete costretti a ragionare insieme per fare il governo. Può escluderlo?

«Non tocca a me parlare per il livello nazionale di Forza Italia, ma è chiaro che bisogna vedere prima quale sarà il risultato elettorale. Se non ci sarà una maggioranza, allora servirà un atto di responsabilità. Ma io dico che supereremo da soli il 40 per cento e governeremo con una maggioranza forte. Quindi parliamo di ipotesi solo scolastiche».

Se dopo le elezioni non ci sarà una maggioranza, servirà un atto di responsabilità e potremmo dialogare con il Pd

Prima delle politiche, il prossimo 29 gennaio, si voterà per i vertici della Figc. Lei è dato tra i papabili per la presidenza. Si candiderà?

«Io rappresento la Lega dilettanti, che nell’ambito della Federcalcio ha il 34 per cento delle quote, ovvero la maggioranza. Dunque è chiaro e naturale che si parli di me. Ma il candidato verrà fuori dall’assemblea che terremo entro il 13 gennaio. Da lì arriverà l’indicazione. Ovviamente, nel caso, ci faremmo trovare pronti».

D’accordo, ma non dica che non le piacerebbe salire al vertice del calcio italiano.

«Per uno come me, che ha cominciato come collaboratore del comitato provinciale del Coni, essere diventato il numero due del calcio in Italia è già motivo di grande soddisfazione. Avere ambizioni è legittimo, ma vanno sempre supportate dai fatti e dalla realtà. Come le dicevo, se me lo chiederanno, mi farò trovare pronto».

Grazie Sibilia.

«A lei».

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Commenti

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FRANCESCO IANNACCONE scrive:

Sibilia del Centro Destra afferma che prenderanno più del 40%, Sibilia dei 5Stelle dice prenderanno pure loro il 40%, Renzi un pò più prudente punta al 35-38%, Il Partito di Grasso, D’Alema e Bersani non passa giorno se non citano la percentuale a due cifre, partendo da almeno il 15% ma sperano di arrivare al 20%, tutti gli altri sono dal 5% al 10%. Ho la vaga sensazione che devo ritornare di nuovo a scuola per studiare la matematica.

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proteo scrive:

Cari Redattori di Orticalab, mi permetto un suggerimento: quando intervistate un politico candidato e soprattutto uscente, andate dritto al sodo e chiedetegli un resoconto della propria attività parlamentare svolta durante il mandato e le iniziative concrete per il territorio che lo ha eletto.
Altrimenti dobbiamo prepararci ad una indigestione di politichese.