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L’intervista

«Va bene il Ferragosto, ma è tempo che Festa passi dai balli ai fatti. La città deve sapere di che morte deve morire»

Dino Preziosi, riferimento delle opposizioni in Consiglio comunale, pretende chiarezza sul piano di riequilibrio proposto dall’assessore Cuzzola per affrontare il predissesto: «Solo lunedì, i revisori dei conti hanno consegnato la relazione sul piano. In tre hanno impiegato trenta giorni, sia dato tempo e modo a tutti i consiglieri di analizzare quelle 518 pagine. Non consentiremo giochetti, in gioco c’è il futuro della città e dalle poche informazioni in mio possesso non c’è da essere ottimisti. Pretendiamo trasparenza in primo luogo dall’assessore, che a quanto pare non era in giunta quando è stata approvata la delibera e che al Comune non c’è mai forse per il caldo. Più facile, probabilmente, incrociarlo a Mercogliano»

Avvocato Preziosi, Lei non perde mai il vizio…

«A cosa si riferisce direttore?»

Insomma, era proprio necessaria quell’impugnativa per far riconvocare la Conferenza dei Capigruppo?

«Direi proprio di sì. Se vogliamo restituire credibilità all’Istituzione comunale dobbiamo ripartire dal rispetto dei regolamenti, dalla serietà dei comportamenti. La Conferenza dei Capigruppo era convocata per le 15 di lunedì pomeriggio: superata la mezz’ora di tolleranza, preso atto dell’assenza di una larga maggioranza dei convocati, oltre che del Presidente del Consiglio e del Segretario, ho ritenuto di andare via. Quelli che in tanti si ostinano a non voler capire è che alla Conferenza dei capigruppo si applica lo stesso regolamento delle Commissioni, anche per quel che riguarda i tempi. Ecco perché, preso atto del fatto che la Conferenza s’è comunque riunita, ho presentato formale diffida alla Presidenza del Consiglio, chiedendo la riconvocazione. Il vice Presidente Picariello ha accolto il mio invito e, come noto, la conferenza è stata riconvocata per oggi pomeriggio alle 15.00. Tanti, in Italia come nella nostra città, si riempiono la bocca evocando il popolo, ma la democrazia vive nelle istituzioni e il primo dovere di chi è chiamato a rappresentare il popolo è quello della serietà, del rispetto delle regole. Questo è il solo modo per riavvicinare il Palazzo alla cittadinanza, questo è il primo passo per qualsiasi cambiamento»

Ad oltre due mesi dal ballottaggio, finalmente, si torna a parlare dei problemi della città. Chiaramente, tutto ruota attorno al piano di riequilibrio con il quale l’amministrazione intende affrontare il predissesto. Quali le sue impressioni?

è stato un Ferragosto ricco di eventi che ha in qualche modo restituito vita alla città. Va bene, siamo contenti, anche se starei attento a scambiare lo spettacolo e l’intrattenimento per cultura

«Prima di pronunciarmi vorrei comprendere quali sono le indicazioni dell’assessore e le impressioni e i giudizi dei revisori dei Conti del Comune. Ieri, come saprà, hanno consegnato, dopo circa trenta giorni, la relazione sul piano di riequilibrio presentato dall’assessore Cuzzola. Stiamo parlando di 580 pagine, credo che il sindaco abbia il dovere di consentire a tutti i consiglieri di studiare ed analizzare quella relazione, se i revisori, in tre, hanno impiegato trenta giorni, non si può pretendere che un consigliere impieghi una settimana. Stiamo parlando del futuro della città, pretendiamo serietà e trasparenza. Tanto premesso, mi pare di capire, venendo alla sua domanda, che l’assessore abbia impostato il piano di riequilibrio puntando su tre leve: i costi del personale, la vendita dei beni immobili, quindi il recupero dell’evasione. Se tanto mi dà tanto, visto e considerato che a breve ci saranno molti pensionamenti in settori strategici, non si capisce in che modo la macchina amministrativa potrà rispondere compiutamente ad una sfida tanto ardua. Forse l’idea è quella di esternalizzare, ma questo non avrebbe senso, posto che in bilancio si sostituisce solo la voce costo personale con la voce costo per servizi e si finirebbe con lo spendere di più. Allo stesso modo, nessuno pare essersi accorto che il Comune di Avellino, in ragione di una decisione assunta dal commissario Priolo, ha avuto accesso al fondo di rotazione per 16milioni di euro. Prima di pronunciarmi sul piano di rientro vorrei comprendere quali sono le indicazioni dell’assessore e le impressioni e i giudizi dei revisori dei Conti del Comune. Da quel po' che capisco non c'è da essere ottimisti
Stiamo parlando di ulteriore debito contratto con lo Stato, un debito che, ovviamente, graverà sulle spalle degli avellinesi. In tutto questo, rilevo, da quello che si sente in giro, che il Fondo rischio contenzioso è stato dimezzato, contravvenendo al buonsenso e alla norma, e portato a 4 milioni. È uno strumento concepito per garantire copertura ad eventuali squilibri di bilancio dovuti a contenziosi, e il Comune di Avellino, purtroppo, da questo punto di vista è messo malissimo. Basterebbe perdere una causa di sei milioni e il Comune dovrebbe correre ai ripari. Potrei continuare, di incognite e contraddizioni ne ho sentite molte, ma il punto è che non mi pare vi siano le condizioni per essere molto ottimisti»

Pensa al giudizio della Corte dei Conti e del MEF?

«Nutro seri dubbi sul fatto che questo piano di riequilibrio possa reggere alla prova dei fatti. Ricordo a me stesso e a tutti che sono innumerevoli i casi di Comuni in predissesto che a distanza di sei mesi o un anno dall’approvazione del piano di riequilibrio hanno alzato bandiera bianca per percorrere la via del dissesto. Al punto in cui siamo spero che Avellino non vada ad ampliare quella casistica ma è noto, e Lei mi è testimone, che dal mio punto di vista sarebbe stato molto più saggio percorrere direttamente la via del dissesto. La città avrebbe potuto costruire la rinascita in un tempo molto più breve, senza perdersi in un percorso tanto angusto, ma è mancato il coraggio»

Ricordo a me stesso e a tutti che sono innumerevoli i casi di Comuni in predissesto che a distanza di sei mesi o un anno dall’approvazione del piano di riequilibrio hanno alzato bandiera bianca per percorrere la via del dissesto

Ha avuto modo di confrontarsi con l’assessore Cuzzola?

«Non mi è stato possibile, l’assessore non c’è mai forse per l’eccessivo caldo. Forse a Mercogliano avrei meno problemi ad incrociarlo. A quanto pare non era nemmeno presente in giunta all’atto dell’approvazione della delibera sul piano di riequilibrio, è vero che l’assessore non è tenuto ad esserci ma non mi pare un bel segnale, vista la posta in palio che, lo ricordo, coincide con il futuro della città. Ribadisco quanto detto prima: i consiglieri comunali devono essere messi nelle condizioni di comprendere, la città deve sapere di che morte deve morire»

Sullo sfondo resta l’eco di questo Ferragosto scoppiettante…

le linee programmatiche esposte dal sindaco in Aula non hanno restituito alcuna certezza. Non ha detto niente, perché non sa cosa dire, non sa che risposte dare ai problemi drammatici della città. Speriamo mi smentisca

«Sì, è stato un Ferragosto ricco di eventi che ha in qualche modo restituito vita alla città. Va bene, siamo contenti, anche se starei attento a scambiare lo spettacolo e l’intrattenimento per cultura. Dopo di che, nel ricordare a tutti che il Ferragosto è stato finanziato con i fondi del Poc, ovvero con fondi regionali che ogni anno Palazzo Santa Lucia destina ai capoluogo di provincia, mi pare di poter dire che il tempo dei festeggiamenti è finito e che ora è tempo di fare i conti con la realtà, di passare dai balli alle soluzioni. Da questo punto di vista, premesso che rinvio ogni giudizio su questa amministrazione allo scadere dei primi cento giorni, le linee programmatiche esposte dal sindaco in Aula non hanno restituito alcuna certezza e men che meno una visione strategica, il sindaco non ha indicato alcuna soluzione, non ha fatto alcun riferimento a cifre e coperture. In buona sostanza, non ha detto niente. E probabilmente non ha detto niente perché non sa cosa dire, non sa che risposte dare ai problemi drammatici che gravano sul presente e sul futuro della città. Speriamo mi smentisca»

Grazie avvocato

«A Lei»

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Commenti

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Andrea De Luca scrive:

Buongiorno Direttore, ottimo articolo con ottimi spunti.
Peccato che sia indicato a leggerlo solo chi non conosce la storia dell’avvocato, diventato ultimamente un saltatore di palo in frasca che la Bonino a confronto impallidisce.
Buon lavoro.