Orticaland - Le rubriche di Ortica

La cugina di Parascandolo

Felicità è dimenticare

  • Art Magazine

L’ho letto su di una rivista scientifica americana di gerontologia, che per essere felici bisogna pensare come se fossimo vecchi.

Le statistiche confermano costantemente che le persone avanti con gli anni sono più felici dei giovani. In Italia sarebbe facile incolpare la crisi economica, la precarietà e la cronica disoccupazione. Tuttavia, la vera ragione risiede nella rassegnazione massima: l’accettazione della morte.

Le persone anziane devono fare i conti con l’avvicinarsi della morte con più frequenza e alla fine si adattano, magari cominciando ad immaginare un Aldilà, ovvero - come insegnano le discipline buddhiste - alla morte come una sorta di passaggio, di trasformazione della vita.

L’orizzonte delle persone anziane è diverso: sanno che i giorni stanno per finire ed ogni giorno è un regalo, un’altra possibilità per cercare di stare bene.

(Ecco la spiegazione del monito: vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. Come statuì il mio grande amico Seneca.)

Che si creda o no in un dio, alla fine ringraziare - anche il Caso, se volete - è quell’esercizio mentale che aiuta gli anziani ed anche noi (che non lo siamo, ovvero che stiamo per diventarlo, che lo diventeremo) ad usare meglio il tempo.

Uno degli strumenti per avere coscienza del presente è senz’altro il dimenticare. Per carità, non auguro epidemie di Alzheimer, tuttavia dimenticare nel senso di riporre i ricordi delle tragedie e dei traumi in un album di vecchie foto che raramente sfogliamo è salutare.

Tanto, alle tragedie non c’è rimedio e non ci aiuterà rivedere continuamente il film tragico dei nostri traumi.

Rimuginare sul cattivo tempo (come quello che ci ha afflitto fino ad una settimana fa) non ha fermato le perturbazioni e le correnti fredde. La differenza tra il malumore e la serenità (qualcuno la definisce ‘felicità’) è solo il nostro atteggiamento nei confronti della situazione.

Un’estate piovosa e quasi invernale - cito un esempio da manuale - contribuì alla genesi di un capolavoro della letteratura Horror: Mary Wollstonecraft Godwin scrisse Frankenstein.

La malattia di Proust gli compulsò la Recherche. L’esperienza bellica di Hemingway fu alla base di Fiesta (Il sole sorge ancora).

La felicità, in conclusione, diventa una questione di scelta: m’incazzo, o no? Mi angoscio, o no? Mi deprimo, o no?

I giorni sono pochi, meglio di no.

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Commenti

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antonio di stasio scrive:

Fate come me cercate di vivere con leggerezza, cogliendo: la parte migliore delle persone; il bello degli affetti; il vento della sera e la luce di settembre.