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Il riassunto della settimana

Fedez-Ferragni "Ci piace tirarci le cose durante i compleanni, il prossimo lo festeggiamo in un compattatore per rifiuti"

  • Art Magazine

COMPLEANNO FEDEZ AL SUPERMERCATO, POLEMICA PER LO SPRECO DI CIBO LANCIATO COME PALLE DI NEVE

Potrei parlare di quanto la Ferragni e Fedez siano sciocchi, iniziando un bel pippone sullo spreco di cibo che duri almeno 20 righe di Riassunto della Settimana.

Potrei parlare di quanto siano furbi, avendo usato ancora una volta la formula dello scandalo per farsi pubblicità, spiegandovi come anche Carrefour Italia abbia giovato della visibilità.

No.

Vi parlerò semplicemente di chi ha creato la Ferragni e Fedez: Noi.

Il problema vero siamo Noi.

Noi che parliamo della scorreggia di Fedez e non degli effetti del riscaldamento globale.

Noi che per non vestirci a caso e seguire la moda, guardiamo come si veste la Ferragni, che si veste a caso pure lei.

Noi che ci ricordiamo della fame nel mondo solo se Fedez butta una banana in faccia alla moglie e non quando buttiamo il nostro di cibo.

Noi che dobbiamo ridere dei piedi della Ferragni per dimenticarci la nostra cellulite.

Noi che la musica di Fedez non la mettono manco a Guantanamo per torturare i jihadisti e da noi addirittura giudica altri artisti ad X-Factor.

Noi che senza Noi a guardarli sui social questi stavano al Carrefour ma a fare i commessi.

Noi che con i like decidiamo chi diventa un influencer, salvo poi incazzarci se l’influencer non si comporta come vogliamo Noi.

Ma se si comporta come diciamo Noi, che cazzo di influencer è?

Fonte:

https://www.agi.it/cronaca/fedez_chiara_ferragni_festa_supermercato_carrefour-4527409/news/2018-10-24/

COSTRUITO IN CINA IL PONTE RECORD, LUNGO 55KM

Serve ad unire Honk Kong, Macao e Zhuhai.
Prima ci volevano 4 ore per arrivare da una città all’altra, oggi circa 30 minuti.

Il ponte è lungo 30 km, poi ci sono 7 km di galleria sottomarina, qualche rampa di accesso e arriviamo ai 55km totali.

Tutto molto bello, tranne per un po’ di cose.
I conti fatti prima della costruzione, oggi non tornano. Pare che i cinesi ci abbiamo copiato così bene che stavolta hanno fatto pure loro una minchiata.

Il ponte è costato 17,5 miliardi di euro, avevano detto che con i ricavi del pedaggio si sarebbero coperti i costi di realizzazione. Conti da rifare perchè il ponte frutta solo 74 milioni di euro l’anno a dispetto dei 1.200 previsti.

Possono circolare solo 9.200 mezzi giornalieri.
Io intervisterei ogni giorno il passante numero 9.201 per vedere quanto è incazzato.

Durante la costruzione scarsa è stata la sicurezza sul lavoro, infatti sono morti ben 20 operai durante la realizzazione del progetto.

L’ecosistema marino danneggiato con diverse specie ridotte a pochi esemplari come il delfino bianco.

Certo, però vuoi mettere la comodità di fare 30 minuti di viaggio invece di 3 ore?

Ok, però con 17,5 miliardi di euro potevi costruire un paio di aeroporti in più e ti avanzavano pure i soldi, avresti risparmiato tempo nei viaggi senza dover sodomizzare il delfino bianco.

Alla fine la mia riflessione è che questo ponte sia stato costruito un po’ a cazzo, giusto per poter dire: “guardate, abbiamo il ponte più glande del mondo”

Fonte:

https://www.ilpost.it/2018/10/23/ponte-hong-kong-zhuhai-macao-cina/

MAGNETI MARELLI COMPRATA DA GRUPPO GIAPPONESE

Non solo ci hanno comprato ma dobbiamo pure ringraziarli, altrimenti l’azienda finiva a testa in giù.

Non voglio scavare troppo nelle leggi economiche della globalizzazione e non voglio neanche bloccare lo sviluppo ai fanatici della patria.

Ecco però una lista di cose che non hanno più una proprietà italiana.

Magneti Marelli - CALSONIC KANSEI GIAPPONE

Indesit - WHIRPOOL USA

Versace - Michael Kors Usa

Valentino, Missoni - MAYHOOLA QATAR

Peroni, Nastro Azzurro, Wuhrer - ASAHI BREWERIES GIAPPONE

Ichnusa - HEINEKEN OLANDA

Algida, Riso Flora, Bertolli, Santa Rosa - UNILEVER INGHILTERRA OLANDA

Invernizzi, Fattoria Osella - LACTALIS FRANCIA

Negroni, Simmenthal, Gruppo Fini, splendid, Saiwa - KRAFT FOOD USA

Perugina, Vismara, Sasso, Pezzullo, Berni, Gelati Motta, Valle degli Orti, Surgela, La Cremeria, maxicono, Marefresco, Voglia di Pizza, Alemagna, Antica Gelateria del Corso, Bauli - NESTLE’ SVIZZERA

Pummarò, Sogni d’Oro, Gran Ragù Star, Orzo Bimbo, Riso Chef, Mellin - GALLINA BIANCA SPAGNA

Gruppo Gancia - RUSSIAN STANDART CORPORATION RUSSIA

Sergio Tacchini - HEMBLY CINA

Poltrona Frau - HAWORTH USA

Gucci - KERING FRANCIA

Ferrè - PARIS GROUP

Bulgari - LOUIS VUITTON FRANCIA

Mandarina Duck - E-LAND GROUP COREA DEL SUD

Rinascente - CENTRAL GROUP THAILANDIA

Molti hanno delocalizzato la produzione e altri no, di sicuro dobbiamo ringraziare chi ha comprato questi marchi altrimenti non avevamo manco quel poco di produzione che ci ritroviamo.

Di sicuro prima di parlare di patria, ricordiamoci che la globalizzazione ha abbattuto di molto il concetto. Se come spesso si dice, le guerre non si combattono più in trincea ma a suon di zeri in banca, è così anche per la patria che è sempre meno geografica e più economica.

Strano il mondo, la globalizzazione per la quale protestava Giuliani è la stessa che ha ammazzato la patria, la stessa patria alla quale inneggiano quelli che dicono che Giuliani doveva morire.

Fonte:

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2018/10/22/magneti-marelli-passa-a-calsonic-kansei_2fcf9295-8267-4b2b-98de-47452f8a57d8.html

https://bari.ilquotidianoitaliano.com/blog/2018/02/news/un-mercoledi-da-leone-marchi-italiani-ceduti-agli-stranieri-italia-distratta-sempre-piu-povera-188371.html/

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