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L’intervista

«Essere protagonisti e decidere per questo territorio»: da Teora parte la sfida delle associazioni irpine

Da una birra tra amici ad un’idea che si realizza: il consigliere comunale – con delega alla cultura e al turismo – Pietro Sibilia ha condiviso la sua proposta di mettere insieme le associazioni di questa provincia ed ha avuto subito il sostegno di molte e diverse realtà, tanto da convocare un’assemblea pubblica nella Pinacoteca del suo Comune per cominciare a dare forma a questo grande progetto. Non sarà facile, ma è necessario ci dice: «Per evitare quei progetti calati dall’alto che non tengono conto dell’impegno dei cittadini, per creare un’unione di intenti e una proposta comune»

A Teora ci sono meno di millecinquecento abitanti. E’ un piccolo comune in mezzo ad altri comuni dell’Alta Irpinia che sono Caposele, Conza della Campania, Lioni e Morra De Sanctis. Ora che abbiamo le informazioni geografiche e demografiche, possiamo concentrarci su qualcosa di più importante, vale a dire la spinta propulsiva che può avere una birra tra amici.

No, non è uno scherzo. L’idea del consigliere comunale – con delega alla cultura e al turismo – Pietro Sibilia è nata proprio così, ed è stata subito condivisa da MGA – Sindacato Forense (che in passato si era occupato di organizzare proprio a Teora un corso di Diritto dell’Immigrazione): riunire tutte le associazioni del territorio e cominciare da un’assemblea pubblica a condividere proposte, opinioni e competenze.

L’appuntamento è fissato per sabato 30 marzo - alle 17 - negli spazi della Pinacoteca. Certo di assemblee pubbliche l’Irpinia ha grande esperienza, troppe ce ne sono state e altre ce ne saranno. Questa dunque non si può considerare un’iniziativa innovativa e non sappiamo se il suo destino sarà più breve o più lungo delle precedenti esperienze, quello che possiamo sapere con certezza è che muove da una forte volontà di attivarsi per riconoscere valore e merito alle realtà protagoniste di questa provincia: «Tutto è partito da un pensiero molto veloce in una serata tra amici che però ha saputo dare la giusta forza ad un’idea che avevo in testa da qualche anno – ci spiega Pietro Sibilia – vale a dire quella di mettere insieme le associazioni impegnate in Alta Irpinia. Fino ad ora abbiamo avuto un bel numero di adesioni alla prima assemblea, soggetti molto diversi, si va dalle Proloco, alle APS, passando per gli operatori turistici, arrivando alle associazioni ambientaliste e ad InLocoMotivi che si occupa della tutela della ferrovia storica Avellino-Rocchetta. La risposta è stata immediata e devo dire anche entusiasta, partiamo sotto un buon auspicio».

E l’estate si sa è la stagione in cui possiamo dare il meglio di noi, con la speranza però di non eclissarsi nel più lungo inverno: «Di sicuro è un periodo che gode di grande vitalità, le associazioni possono mettere in campo un maggior numero di attività e muoversi molto meglio, perciò l’abbiamo scelta come primo banco di prova. L’intento è quello di mettere a disposizione le proprie capacità e di coordinarle in modo che si crei un reale supporto da un territorio all’altro, questo senza negare le singole autonomie e senza interrompere il lavoro che ognuno porta avanti. Si tratta di sostenersi a partire dalla promozione delle attività - coinvolgendo anche i Bed and Breakfast, i ristoratori - di evitare che gli eventi si sovrappongano e di guardare alla creazione di un progetto più ampio. Non una semplice unione fisica, ma più una forma di solidarietà, un’unione d’intenti».

Abbiamo smesso di ragionare di rete e questo non è per forza un male, anzi: «Il nostro è un territorio morfologicamente difficile, quindi pensare di tenere tutti stretti sotto un unico campanile non è realistico. E il concetto di rete è diventato ormai poco sopportabile, piuttosto bisogna arrivare a superare i personalismi e cominciare a camminare insieme, ognuno con la sua volontà e la sua indipendenza ma mettendo tutto in comune, aiutandosi reciprocamente. In questo modo potremmo evitare quei progetti sul turismo, sulla cultura e sugli eventi calati dall’alto, quelle aggregazioni di comuni insensate, quei pacchetti a scatola chiusa per iniziare davvero a decidere sul nostro territorio con la consapevolezza di chi ne conosce le specificità, perché si impegna da sempre per vederlo crescere».

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