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Il fatto

El.Ital., il Tribunale si è riservato: non c’è alternativa al fallimento

Questa la decisione presa dai giudici Feo, Grasso e Di Paolo. I legali dell’azienda hanno rappresentato, solo verbalmente, la possibilità di formalizzare un piano di risanamento. Possibilità respinta dagli avvocati dei lavoratori e dai giudici. Entro venti giorni i documenti che formalizzeranno la fine dello stabilimento

Vertenza El.Ital. Spa, non c’è ancora il fallimento ma il Tribunale di Avellino si è riservato. Respingere o accogliere l’istanza di fallimento, ecco cosa c’è sul piatto della bilancia che, visto il quadro che si è presentato all’udienza in Camera di Consiglio, sembra pendere tutta dalla parte del fallimento.

Lo hanno deciso i giudici Francesco Paolo Feo, Anna Chiara Di Paolo, Patrizia Grasso che in mattinata, presso il Tribunale di Avellino, hanno ripreso la procedura fallimentare, precedentemente sospesa per effetto del deposito, da parte dell’azienda, di un’istanza di concordato in bianco.

L’udienza è durata non più di dieci minuti. I legali dell’amministratore delegato Massimo Pugliese, solo verbalmente hanno rappresentato la possibilità di formalizzare un piano di risanamento dell’azienda senza, però, portare con sé alcuna prova concreta. I legali dei lavoratori: Ettore Freda per l’Ugl, Sergio Imbimbo per la Cisl e Ermanno Simeone per la Cgil si sono fermamente opposti insistendo affinché il tribunale continuasse a seguire la strada del fallimento.

I giudici si sono dunque riservati, termine che si usa per prendersi i giorni necessari a produrre tutti i documenti. Venti giorni o un mese, i tempi tecnici. C’è chi spera anche di meno. Sta di fatto che un altro passo è stato compiuto per il fallimento dell’El.Ital. Spa.

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