Orticaland - Le rubriche di Ortica

La cugina di Parascandolo

Ecologia sabbiosa

  • Art Magazine

Una spiaggia è un microcosmo. Anzi, un sistema ecologico, nel senso che ha le sue regole di vita e relazione, anche se di ecologico, ovverosia di attenzione all’ambiente, non ha granché.

Per quanto molti Comuni marini, compreso Otranto - dove mi trovo - si spendano moltissimo in educazione ambientale, anche nei confronti dei brevi soggiornanti, la grandissima parte dei turisti assume una ‘mentalità aprés-moi’ [il copyright è mio e sta a ricordare il celebre aforima “Apres nous, le déluge”, ‘Dopo di me, il diluvio’ attribuita a Luigi XV], nel senso che (variamente) ‘chissenefrega della differenziata, del decoro, degli altri, dell’ambiente, tanto non è la mia città, tanto chi ci torna più, tanto ci sto solo una settimana, tanto faceva pure schifo il tramezzino, tanto qui costa tutto, tanto gli operatori ecologici che ci stanno a fare, tanto qui campano grazie a noi turisti’.

A proposito di tramezzino, ho visto un lercio packaging di tramezzino (di quelli triangolari preconfezionati, multistrato) nel vaso del profumato timo marittimo, sull’affaccio del costone. Ed è rimasto lì, per diversi giorni, fino a che una folata di vento (che qui funziona spesso da ramazza, tanta l’intensità) non l’ha smosso dal vaso scaraventandolo nella cunetta del marciapiedi, dove giace da diversi giorni ormai. (Anche gli operatori ecologici hanno diritto alle ferie.)

Ma santiddio, non solo sei così ignorante da cibarti di squallidi tramezzini industriali nella terra della puccia e della pìttula, ma anche così imbecille da lordare un arredo urbano in un luogo così bello. Altro che coscienza alla Greta Thunberg: ci vorrebbe un Carabiniere del NOE o della Forestale per ciascuno di noi.

Vabbe’, di coglioni simili ce ne sono dappertutto. Ritengo di avervi lungamente raccontato di Avellino di prima mattina, sporca e imbrattata dagli idioti del pomeriggio, della sera e della notte, che siano gaudenti avventori di street food, genitori di bambini-divoranti-patatine-in-busta, condomini che per strafottenza/pigrizia/dispetto lasciano il loro pattume nei sacchetti invece di conferirlo nei bidoni condominiali, alla mercé di sorci e randagi.

Vi ho promesso di parlarvi di sociologia della e da spiaggia e osservo l’impegno.

Dapprincipio ho preso di mira gli anziani. Non so perché, ma mantengono in spiaggia comportamenti sociali più opinabili di altri strati demografici. Stanno come falchi nei confronti delle postazioni balneari più ambite. Sulla spiaggia libera (dove vado io) li trovi sempre più presto la mattina a picchettare con cammellate di masserizie i primi posti, oppure gli alberelli dei famosi Gradoni.

Che si trovino in gruppo di consimili o con figli e nipoti, la loro attività di colonizzazione ed avanzamento diventa esasperante. Sono metodici, insistenti, sospettosi e cerchensi al punto da diventare antipatici.

Sono convintissimi di possedere più diritti (e di aver diritto ad alcuni privilegi) per via dell’esperienza; hanno deciso di imporre modalità di relazioni e gusti, in nome di un malinteso senso di saggezza concessa dall’età, come quell’anziano criminale che gira in auto per Otranto con lo stereo a manetta con le canzoni del Fascio. È criminale, perché in Italia l’apologia del Fascismo è reato, ma costui è straconvinto di essere dalla parte della ragione (perchè siamo invasi dai migranti) e offende la Costituzione e rompe i timpani. Nessuno lo ferma. Lo si lascia fare e costui si rinforza nella convinzione e nei suoi comportamenti. Idem per la pescheria del centro che espone merchandising mussoliniano, ricordi, nostalgie, foto, calendari.

(Un po’ come sta succedendo in Italia, con questo fascismo strisciante che emerge dal sottosuolo in tantissimi piccoli atteggiamenti prepotenti, destrorsi, spesso dispettosi e falsamente anti-conformisti, alimentati da una falsissima percezione del reale. Non siamo invasi dai migranti, non sono aumentati i furti e le rapine o gli omicidi. Che siamo immersi in un’antropologia arcaica e patriarcale, maschilista ed arrogante è però confermato dal dato delle violenze domestiche. E sappiate che lo stupro non ha niente a che fare con la sessualità, bensì solo con la prevaricazione.)

Questi nostri anziani da spiaggia, passano ore al telefono, quasi nessuno di essi legge un quotidiano, né risolve cruciverba. Osservano attenti i vicini di sabbia per scoprirci il corredo dei difetti, come al gioco ‘trova le differenze’ tra sé stessi e gli altri.

Da un po’ di stagioni, è vietato portare animali in questa spiaggia per una questione di igiene (sporcavano troppo ed i padroni non pulivano. Qui la spiaggia libera è sottoposta a controllo municipale e gestita da una cooperativa di servizi che provvede al presidio di salvataggio, nonché alle postazioni per i disabili, oltre che affittare ombrelloni e sdraio a prezzi sociali, anzi proletari, e mettere a disposizione una cassa di giocattoli ai bambini e un defibrillatore alla comunità). Così, le moltissime coppie di anziani-con-cane sono emigrate altrove e non li senti più magnificare le gesta dei loro animali, quasi come fossero i nipotini. Per carità, tutto il rispetto e l’affetto verso i vostri animali domestici, ma cert’idolatria canina ha raggiunto punti di pericoloso e spesso ridicolo parossismo.

Concludo per oggi con l’annoverare anche la tipologia di anziano/a che a telefono con i parenti - chenesò - veneti magnifica le qualità, la pulizia e la sistematezza del posto meravigliandosi a pie’ sospinto con un ‘ma chi se lo immaginava’?, oppure con un ‘non ci crederai!’, ovvero con un ‘non sembra Sud!’. Roba da strozzarli, lì su due piedi. Viecch’ e bbuon’.

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