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La vertenza

Non ci sono i requisiti, i lavoratori El.Ital. rischiano sull’indennità di disoccupazione. Altra pugnalata dopo il fallimento?

Per accedere alla NASpI (Nuova prestazione di assicurazione Sociale per l’impiego), le giornata di lavoro nell’ultimo anno devono essere almeno trenta. I dipendenti da marzo 2016 non ne hanno effettuata nemmeno una. I sindacati, invece di gettarsi fango sugli organi di stampa, risolvano questo problema. Appello anche a Regione e Ministero

Dopo la sentenza di fallimento, la notizia del licenziamento, la formalizzazione presso i curatori fallimentari, un’altra pugnalata potrebbe essere inferta al cuore dei 62 ex lavoratori dell’El.Ital. Spa.

Non è sicuro, infatti, che i dipendenti possano accedere alla NASpI (Nuova prestazione di assicurazione Sociale per l’impiego) che dal primo gennaio 2017 ha sostituito la mobilità. La brutta notizia sta arrivando alle orecchie dei lavoratori che si stanno recando al sindacato per firmare le lettere di licenziamento e fare domanda per la nuova indennità di disoccupazione.

Per poter accedere a quelli che a tutti gli effetti sono degli ammortizzatori sociali bisogna rispettare dei requisiti ben precisi. Tra questi c’è che nell’ultimo anno, i lavoratori che ne fanno richiesta, devono aver per forza portato a termine trenta giornate lavorative.

Quante ne mancheranno ai dipendenti El.Ital.? Cinque, sei, dieci? Magari. Ai dipendenti El.Ital. mancano tutte e trenta. Praticamente da marzo 2016 a marzo 2017, allo stabilimento di Pianodardine non si è lavorato nemmeno un giorno. Nemmeno un’ora. Si è andati avanti sulle promesse ma in realtà si è fatta sempre e solo cassa integrazione.

L’assenza di giornate lavorative pesa come un macigno e il non poter accedere alla NASpI è più di un rischio. Per i lavoratori El.Ital. sarebbe una mazzata ulteriore dopo il fallimento che li sta costringendo senza stipendio da ormai un mese e lo farà almeno per i prossimi due.

Chi si deve far carico di questo ulteriore problema? la risposta sembra evidente. Lo devono fare i sindacati evitando di gettarsi fango a mezzo stampa (vedi querelle Fismic-Fiom). Lo deve fare la Regione che al di là di qualche impegno formale poco ha fatto per questa vertenza. Lo deve fare il Ministero che si è inventata la NASpI per aiutare i lavoratori in difficoltà e non per affossarli definitivamente.

La vertenza è tutt’altro che terminata.

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