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Il fatto

Diamo un senso a questi new jersey

Non sappiamo se i blocchi di cemento dovevano essere rimossi al termine degli eventi natalizi, né se ci accompagneranno per tutto il resto delle nostre vite da cittadini avellinesi, in entrambi i casi è necessario fare qualcosa per definirne l’utilità e per rimediare alla loro rara bruttezza: abbiamo alcune proposte

Tutti vediamo ogni giorno – anche più volte al giorno - quei blocchi di cemento posizionati come monoliti ai due ingressi di Corso Vittorio Emanuele, all’inizio di Via Dante e anche nella traversa della Chiesa del Rosario. Ebbene mentre cercavamo un cono d’ombra in centro città, ci siamo soffermati a ragionare sulla loro utilità, ma soprattutto sulla loro rara bruttezza.

Protagonisti a più riprese delle cronache locali – dalle incivili scritte di Casapound, alla contro manifestazione della rete antifascista – li vediamo oggi usurati, vandalizzati e senza alcuna ragione di esistere.

Installati nel periodo di Natale per rispondere alla nuova normativa sulla sicurezza - trattasi infatti di barriere new jersey anti terrorismo – sono presenti in molte città d’Italia, ma non sappiamo né se dovevano essere rimosse al termine degli eventi natalizi, né se ci accompagneranno per tutto il resto delle nostre vite da cittadini avellinesi. In entrambi i casi è assolutamente necessario fare qualcosa, intervenire in qualche modo, perché risultano invasive a livello estetico. Soprattutto ora che l’arredo urbano del Corso pedonale è cambiato per lasciare più spazio al verde, per risultare più uniforme e moderno, il cemento autostradale stona e non poco.

O ci ridate le docce aliene che starebbero bene con i jersey post apocalittici, o si procede alla loro rimozione, oppure si contestuallizza rendendoli più adeguati al nuovo ambiente: magari potrebbero essere sostituiti con delle fioriere, potrebbero essere in marmo o in granito o decorate con piante e fiori come già era stato proposto da Sergio Liberale o ancora meglio diventare delle opere di arte urbana da affidare al talento dei nostri street artist.

Pensateci, non si sa mai che in tempi di amministrazione partecipata qualcuna delle proposte venga accolta e considerata.

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