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L’estate calda

Destino dell’Avellino nelle mani del Tribunale, la Sidigas valuta la scelta giusta

Nonostante l’accettazione del concordato in bianco, la Sidigas continua ad avere i beni sotto sequestro e, di fatto, non può garantire un futuro dignitoso alla squadra visto che i tempi della giustizia, per un eventuale dissequestro, giocano a sfavore. L’ipotesi migliore sarebbe quella di cedere al miglior offerente. L’operazione si può completare in tempi relativamente brevi ma deve passare per le mani dell’amministratore giudiziario e dei tre commissari giudiziari nominati. Nessuno, nemmeno De Cesare, avrebbe mai immaginato un epilogo simile. A questo punto meglio farsi da parte

Intere settimane a scrivere che il 12 luglio sarebbe stato il giorno più importante per il futuro dell’azienda Sidigas, del calcio e del basket e invece tutto si è risolto con 24 ore di anticipo. I giudici della sezione fallimentare del tribunale di Avellino, accettando la proposta di concordato in bianco proposto dai legali Massimo Di Lauro e Marcello Penta, hanno di fatto reso inutile l’appuntamento odierno nel quale si prenderà solo atto della decisione rinviando tutto di 4/6mesi.

L’aspetto più importante della vicenda è aver scongiurato il fallimento dell’azienda e aver tutelato il posto di lavoro di tutti i dipendenti Sidigas. Resta ancora aperto, e chissà per quanto altro tempo, il lato sportivo. Che ne sarà della Sidigas Scandone Avellino? Che ne sarà dell’U.S. Avellino 1912? La situazione in entrambi i casi resta ancora complessa. Innanzitutto perché sulla Sidigas pende un sequestro preventivo disposto da Procura e Guardia di Finanza per 100 milioni di euro che, di fatto, blocca qualsiasi operazione sia per quel che riguarda la pallacanestro che il calcio. I beni sono e restano sequestrati e, tra GIP che dovrebbe esprimersi sulla convalida o meno e Riesame, passeranno molti giorni prima che questa matassa si possa sbrogliare.

I tempi della giustizia sono inversamente proporzionali a quelli dello sport, ma in questo momento, con l’U.S. Avellino ancora nelle mani della Sidigas, tutto quel che riguarda l’allestimento della squadra deve passare necessariamente per il via libera del tribunale. Ottenuto il via libera dall’amministratore giudiziario e dai tre commissari giudiziari Si può anche immaginare di costruire una squadra, ma sarà una squadra ovviamente costruita a ribasso, pro forma, giusto per presentarsi ai nastri di partenza.

La soluzione migliore, in questo caso, sarebbe procedere alla vendita del titolo sportivo U.S. Avellino 1912. E’ un’operazione complessa ma di sicuro più veloce ed efficace rispetto alla precedente. L’amministratore unico della Sidigas, Gianandrea De Cesare deve rassegnarsi e cedere la società. Esonerato in tempi record dalla piazza, mai un presidente si era meritato il "vattene" dopo meno di un anno, e sinceramente impegnato in vicende giudiziarie più importanti di quelle sportive, la scelta migliore del Patron sarebbe quella di accettare una delle proposte che gli sono arrivate.

In questo caso il possibile acquirente o la cordata di acquirenti, dopo aver palesato la volontà di voler acquisire il titolo sportivo, devono andare a trattare direttamente, anche in questo caso, con l’amministratore giudiziario e con i tre commissari giudiziari in regime di concordato preventivo che saranno guidati dal Professore Nicola Rascio. Sarà anche una scelta dolorosa per chi si era lanciato nell’avventura calcistica con i migliori propositi e non avrebbe mai immaginato un epilogo simile, ma sarebbe la scelta più giusta. Per se stesso e per il calcio Avellino.

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Commenti

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cittadino scrive:

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Crotalo scrive:

"Nessuno, nemmeno De Cesare, avrebbe mai immaginato un epilogo simile. A questo punto meglio farsi da parte". A QUESTO PUNTO MEGLIO METTERSI L’ANIMO IN PACE E, A PARTIRE DAL 2020, ROCOMINCIARE DAI DILETTANTI.