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De Mita - Petracca: la verità

Che la rottura tra il partito della famiglia De Mita ed il consigliere regionale Maurizio Petracca si sarebbe consumata nel capoluogo, alla vigilia di queste amministrative, era persino scontato: in realtà quello che si è consumato in questi giorni ad Avellino è solo l’ovvio punto di caduta di un processo che viene da lontano e che trova la sua genesi nel giorno stesso in cui, ormai quattro anni fa, Maurizio Petracca fu eletto in Consiglio Regionale.

Petracca, nella testa di De Mita, non avrebbe dovuto far altro che utilizzare il proprio ruolo istituzionale per dare rappresentanza ai suoi interessi, per lavorare a servizio del nipote preferito, non avrebbe dovuto far altro che continuare a “portare acqua”, rinunciando ad esercitare in pieno la propria funzione di riferimento del territorio, rinunciando alla propria autonomia di pensiero e di azione. Così non è stato e non sarebbe potuto essere per il semplice motivo che Petracca non è un ebete, né un soldatino di piombo, ma molto più semplicemente un persona dotata di quella che De Mita definirebbe l’umiltà dell’intelligenza.

Proprio con quell’umiltà, Maurizio Petracca ha interpretato il ruolo di Consigliere regionale, lavorando con grande intensità sui territori, allargando sensibilmente la propria sfera di influenza su sindaci, amministratori e riferimenti, così come testimoniato, d’altro canto, dai risultati ottenuti in ogni angolo della provincia in tutte le elezioni amministrative susseguitesi nel corso di questi anni, sino ad imporsi, quasi per inerzia, come il vero riferimento dell’universo popolare provinciale.

Tutto questo è accaduto in virtù delle capacità indiscutibili di Petracca, il quale, questo è il punto, nel corso di questi anni non ha mai assunto una posizione di distacco nei confronti di De Mita, non ha mai ceduto alle sirene che lo invitavano a rompere con il sindaco di Nusco per approdare in altri lidi, non ha mai ceduto alla tentazione di far saltare il tavolo, nonostante la solitudine nella quale zio e nipote hanno tentato in ogni modo di isolarlo, nonostante la guerra sottotraccia che gli è stata mossa da Nusco, una guerra che proprio nell’ultimo anno, ovvero dalla mancata rielezione di Giuseppe in Parlamento, è esplosa in tutta la sua virulenza. Sono mesi che i De Mita si muovono sui territori con l’unico obiettivo di marcare Petracca, sono mesi che provano in ogni modo a fargli terra bruciata senza, però, ottenere i risultati sperati.

Il punto è che Ciriaco De Mita, nella sua pluridecennale storia politica, ha sempre soffocato nella culla tutti i suoi potenziali eredi e con Petracca ha tentato di fare lo stesso, ma non ci è riuscito in ragione di molte variabili: il tempo, che passa per tutti ed è passato anche per lui, dunque la necessità di sindaci, amministratori e riferimenti di ritrovarsi in una prospettiva concreta, di poter contare sulla interlocuzione istituzionale, infine per la palese inadeguatezza del nipote preferito che, come zio ha sempre sostenuto, meglio avrebbe fatto a continuare a fare l’avvocato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, evidentemente, è arrivata nel momento in cui, dopo mesi di guerra fredda, i De Mita hanno tentato l’operazione Controvento in città, senza nemmeno pensare di coinvolgere Petracca, ma con il chiaro intento di costringerlo a rimanere al suo posto, ovvero a servizio del "casato". Petracca, semplicemente, si è ribellato ignorandoli, sottraendosi a quella farsa e operando in coerenza con lo schema che il suo ruolo politico ed istituzionale gli imponeva, con la giusta compostezza ma con la determinazione necessaria a rivendicare, con il silenzio e con i fatti, la propria dignità, la propria autonomia di pensiero.

Siamo ai titoli di coda, come testimoniano le velenose righe - dall’umiltà passiamo alla supponenza dell’intelligenza - con le quali Antonia De Mita, dal suo profilo facebook, ha in qualche misura dettato la linea.

Tutto è compiuto, ma a tradire non è stato Petracca. È stato De Mita, che ancora una volta ha tradito la sua intelligenza e la sua storia. Stavolta, a differenza di quanto accaduto in passato, ne sta pagando le conseguenze.

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Commenti

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giuma scrive:

non siete credibili in quanto partite da un pregiudizio di fondo..

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gino scrive:

Sì ma questo al cittadino medio quanto può fregare? Pettegolame politico che interessa solo ai giornalisti di sinistra radical chic .

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Pietro scrive:

Grande Maurizio, noi siamo con te, hai dimostrato la tua intelligenza e la tua autorevolezza con garbo ed eleganza. Sei vicino alle popolazioni senza arroccarti nei santuari aspettando i pellegrini solo per essere adulato e venerato. Le prossime elezioni ci vedranno sicuramente al tuo fianco, spero che sceglierai bene il lato politico.