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L’intervista

«D’Amelio e De Caro ritrovino il buonsenso, ad Avellino serve un Pd unito e le primarie sono la soluzione»: parla Tonino Caputo, militante arrabbiato

L’ex sindaco di Aiello, storico militante del Pd, esprime tutto il suo disappunto per quanto sta accadendo nella città capoluogo: «Insopportabile il continuo richiamo alla memoria di Di Nunno. Io non appartengo a nessuno ma appartengo al Pd e credo che quello che sta accadendo nella città di Avellino sia assurdo. Deve essere il Partito democratico, nell’unità, a dettare la linea per la costruzione di un Centrosinistra rinnovato e credibile»

«Proprio non capisco, da militante senza padroni del Pd, le ragioni per le quali l’onorevole de Caro e il Presidente D’Amelio continuino a bloccare il partito. Sono personalità di assoluto valore e di assoluta autorevolezza, spetta a loro il compito di dare la linea e di portare il Pd fuori dall’immobilismo». A parlare è Tonino Caputo, ex sindaco di Aiello del Sabato, militante della prima ora del Pd, Generale della Guardia di Finanza in ausiliaria.

Caputo, cosa la spinge a queste riflessioni?

«Il senso di appartenenza. Io non appartengo a nessuno ma appartengo al Pd e credo che quello che sta accadendo nella città di Avellino sia assurdo. Deve essere il Partito democratico, nell’unità, a dettare la linea per la costruzione di un Centrosinistra rinnovato e credibile. Il Pd non può andare a traino di altri, men che meno di singoli riferimenti o di entità associative. Intendiamoci, io sono assolutamente favorevole al confronto e all’inclusione, ma nel momento in cui il Pd continua ad essere lacerato questa prospettiva viene meno. E non possiamo permettercelo, dunque mi rivolgo ai due massimi riferimenti istituzionali del partito affinché ritrovino la via del buon senso. E poi, direttore, trovo davvero insopportabile questo continuo richiamo alla memoria di Tonino Di Nunno»

Che intende dire?

«Di Nunno era un uomo per bene, che a prescindere dai giudizi che si possono dare su quella stagione politica, non ha mai rinunciato alla libertà e per questo ha pagato un prezzo enorme. È insopportabile il fatto che tanti continuano a richiamare il suo nome, utilizzando la sua memoria per dare legittimazione ad ambizioni. L’unico a cui può essere consentito il richiamo alla memoria di Di Nunno è Tonino Gengaro, per il resto siamo davvero alla miseria»

Lei dice che il Pd deve essere unito, ma sa perfettamente che nella città di Avellino di Pd se ne contano diversi e che diverse sono le ambizioni in campo. Come se ne esce?

«Con lo strumento costitutivo del Pd, ovvero con le elezioni primarie. Coloro che il Pd lo hanno fondato e costruito, se uniti, hanno la forza di cacciare via trasformisti e opportunisti. Noi sappiamo che c’è chi il Pd lo ha costruito e chi il Pd se l’è comprato, e l’unica via che abbiamo per fare piazza pulita e ripartire sulla via della serietà, dell’appartenenza e della buona politica è quella delle primarie. Se i riferimenti del Pd hanno paura allora vuol dire che sono riferimenti per modo di dire, vuol dire che non rappresentano nulla. Non credo sia così»

Grazie Caputo

«A Lei…»

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Commenti

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Carlo scrive:

Caro sindaco di Aiello, (ha fatto tanto bene in questo ruolo e per questo la fregio ancora di questo titolo), purtroppo ritengo che le personalità a cui fa appello non siano tanto nobili ed autorevoli come lei dice, perché anche loro sono colpevoli dello stato in cui versa il PD irpino, per volontà esplicita o per mancanza assoluta di autorevolezza. Cordialità.

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Carlo scrive:

Caro sindaco, (l’ho apprezzata in questo ruolo e per questo per me resta tale), ritengo abbia fatto un errore di valutazione quando parla di "personalità di assoluto valore e autorevolezza". I personaggi in questione non hanno nessuna delle due qualità da lei elencate perché primi colpevoli dello stato in cui versa il PD, in ogni caso, sia se attori principali di questa commedia dell’arte sia se mere comparse.