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Verso le politiche

D’Agostino chiama il Pd: «Non basta ottenere una candidatura, poi bisogna vincere. Io sono pronto da tempo»

Il parlamentare uscente ex Scelta Civica attende il via libera dal Nazareno: «Sono pronto, lo sa Roma e lo sa il territorio. Il Pd decida, visto che i suoi uscenti sono due». Escludendo un’alleanza in extremis con il centrodestra, rilancia: «Non penso che non si voglia concedere nulla all’alleato, ma il tempo stringe e bisogna presentare le liste»

Angelo D’Agostino sprona il Pd in vista delle ormai imminenti elezioni politiche e del toto candidature: «Decida cosa fare, io sono a disposizione in coerenza con la scelta di appoggiare il centrosinistra operata nel 2013». Come è noto, il parlamentare uscente di quel che era Scelta Civica attende il via libera del Nazareno per ritentare in coalizione con il centrosinistra la corso verso Montecitorio o, chissà, verso Palazzo Madama».

Proprio ieri, però, il presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, ha chiarito che due posti per gli alleati Giuseppe De Mita ed appunto Angelo D’Agostino sono troppi, e la stessa determinazione è emersa dal vertice tra la segretaria regionale, Assunta Tartaglione, e i vertci nazionali. Il posto disponibile per gli alleati è solo uno.

La ressa, insomma, non manca. D’Agostino la mette così: «Il Pd faccia quello che deve fare, decidendo al suo interno. Ho appreso della dichiarazioni di D’Amelio ma credo che si definirà tutto nei prossimi giorni. E’ chiaro, è un momento difficile per tutti, ma al di là dei due uscenti, penso che il Pd abbia anche la necessità di vincere».

Il parlamentare argomenta ancora: «Non so a chi si riferisca D’Amelio quando dice che c’è un posto di meno. Gli uscenti del Pd sono due, ma io credo che il partito abbia prima di tutto la necessità di portare a casa il risultato. Le candidature si possono anche prendere, ma poi – ribadisce - bisogna vincere. Non credo che pensino di non concedere nulla all’alleato».

D’Agostino, ovviamente, punta ad essere della partita: «Certamente aspiro ad essere candidato, l’ho detto già in passato quando eravamo sul punto di entrare nel Pd. Ho avanzato la mia candidatura e so che posso impegnarmi sul territorio come ho sempre fatto».

Il parlamentare chiede quindi ai democrat un atto di chiarezza definitivo. Del resto, il tempo stringe: «Entro il 29 – ricorda – vanno presentate le liste ed entro il 20 bisogna chiudere. I tempi sono brevi ed io sono a disposizione, lo sa Roma e pure il territorio. Valutino loro, io non ho chiesto alcun posto bloccato, ma solo di correre insieme agli altri». I prossimi giorni, insomma, saranno decisivi.

E’ anche evidente che, nel caso in cui il centrosinistra dovesse decidere clamorosamente di non candidarlo, D’Agostino potrebbe legittimanente correre in un’altro contenitore politico anche se sul punto, ovviamente, non si sbilancia.

Nel frattempo, però, il palamentare resta saldamente ancorato al centrosinistra. Non manca, quindi, un passaggio sull’ennesima sceneggiata del Congresso Pd, saltato per l’ennesima volta in pochi mesi su decisione del Nazareno: «Credo che sia meglio così – commenta – perché il momento è delicato e non era certamente propizio per misurarsi. Del resto – chiosa D’Agostino – ci sono ancora delle divisioni all’intenro del partito e non sarebbe stato, da quello che ho capito, un congresso unitario funzionale agli interessi del Pd e del centrosinistra».

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