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L’evento

«Così nasce il brand “Irpinia”»: firmato il protocollo tra Città del Vino e Area Vasta Avellino

La firma del documento questa mattina presso l’ufficio del Sindaco Foti, in quanto rappresentante di tutti i Comuni dell’area. Il presidente Zambon: «Questi territori, con i loro 3 docg, sono molto importanti. Il loro patrimonio va valorizzato». Esulta l’Assessore Iannaccone: «Avevamo visto giusto e questo protocollo ne è la prova. Sarà uno strumento per finanziare lo sviluppo e per importare buone prassi»

Firmato questa mattina, a Palazzo di Città, il protocollo d’intesa tra i comuni dell’Area Vasta e l’Associazione Nazionale Città del Vino. A siglare il documento le firme del Sindaco di Avellino, comune capofila, Paolo Foti e del presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Floriano Zambon. Al tavolo erano presenti anche Arturo Iannaccone, Assessore ai Fondi Europei del Comune di Avellino, Paolo Benvenuti, Paolo Corbini, rispettivamente Direttore e Vicedirettore dell’Ancv, e lo staff del Servizio Strategico Europa di Palazzo di Città.

«Questo protocollo - ha commentato il presidente Zambon - costituisce un rafforzamento delle attività che svolgiamo come associazione e rientra un in quadro di modalità innovative che stiamo sperimentando con i territori. A livello nazionale, infatti, abbiamo sottoscritto dei protocolli specifici per aree di questo tipo e per quanto riguarda questa zona è si tratta del primo atto di cui rendo merito all’amministrazione di Avellino per averlo caldeggiato e averci creduto fermamente».

Un documento, il protocollo tra Area Vasta Città di Avellino e ANCV, nato da una sinergia tra l’Ente Capofila e la stessa associazione. «Ci abbiamo lavorato insieme - ha proseguito Zambon - nell’ottica, qui affrontata in maniera molto intelligente, di un’area vasta in relazione con aree ancora più vaste», sfruttando gli stessi canali, nazionali e non, che l’associazione presieduta dal Sindaco di Conegliano Veneto, ha da offrire. Di fatti, «la rete di Città del Vino conta 450 comuni in Italia, sostanzialmente tutti, o quasi tutti, vitati e con le caratteristiche per essere iscritti alla nostra associazione, con un respiro europeo grazie alla sua rete comunitari».

Grandi sono le potenzialità del documento, tanto più se inserito nel più ampio quadro di riferimento di un settore che «ha fatto enormi passi in avanti sia dal punto di vista qualitativo che della caratterizzazione territoriale del prodotto. Oggi il vino non è più né bevanda né alimento ma è diventato, come io dico, “poesia della tavola”. È oramai impossibile trovare a tavola un vino che non abbia la propria etichetta e quella etichetta parla del suo territorio di provenienza. In questo senso tutte le iniziative finalizzate al rafforzamento dei brand territoriali non possono che essere oggetto di attenzione da parte della nostra associazione. Sicuramente il vino è un ambasciatore dell’Italia nel modo nonché uno strumento di richiamo. Oggi gli enoturisti in Italia sono oltre 11milioni: un flusso sul quale operare per evitare la disaffezione, riuscendo ad essere attrattivi ed accoglienti, che è la grande sfida per tutto il Paese».

Per tutto questo, come ha tenuto a sottolineare Zambon, l’Area Vasta Città di Avellino «con i suoi 3 docg, è un’area vasta importante. Stiamo parlando di prodotti affermatisi negli ultimi anni a livello nazionale ed internazionale e questo è il primo indicatore che la strada tracciata è quella giusta. Le cantine non sono più degli opifici irraggiungibili ma luoghi aperti ed accoglienti. Un patrimonio che va valorizzato e messo in rete».

Ed è esattamente in questa direzione che si muove il protocollo sottoscritto dal Sindaco, in quanto rappresentante dell’Area Vasta, e da Città del Vino e che, come spiegato dall’Assessore ai Fondi Europei, Arturo Iannaccone, «rappresenta uno degli assi portanti dell’Accordo di Programma Quadro che abbiamo allestito come area vasta e che tra i vari obiettivi ricomprende la realizzazione della cosiddette “Vie del Vino” per lo sviluppo di un turismo legato al territorio, alla produzione di vitivinicola e chiaramente l’associazione “Città del Vino” rappresenta il livello istituzionale più alto di coordinamento e raccordo tra gli oltre 400 Comuni italiani vitati e fa parte di una rete europea. Riteniamo quindi che questo protocollo possa aiutare a valorizzare ulteriormente i nostri territori».

Territori che hanno già visto positive aperture grazie al lavoro degli imprenditori del settore che, come ha ricordato Iannaccone, «in questi anni hanno lavorato molto per la valorizzazione di questa importante risorsa per il nostro territorio. Le aziende sono cresciute, da ogni punto di vista, con una grande capacità di presenza sui mercati». Un impegno che ha bisogno di riscontri a «livello istituzionale con la creazione di un ambiente esterno che possa favorire la presenza qui nella nostra provincia di un turismo legato al vino, intercettando gli importanti flussi nazionali citati dal presidente Zambon per lo sviluppo di un turismo non solo giornaliero ma anche stanziale».

Ovviamente, Iannaccone rivendica la bontà della strategia che sta al fondo dell’Accordo di Programma Quadro dell’Area Vasta Città di Avellino di cui il protocollo non rappresenta che una positiva manifestazione.

«Il protocollo di intesa - ha spiegato l’Assessore - consisterà in un partenariato tra Area Vasta e Città del Vino per partecipare ai bandi europei, quale obiettivo aggiuntivo del nostro Ufficio Strategico Fondi Europei – Area Vasta. Puntiamo, dunque, a far arrivare sui nostri territori risorse aggiuntive e, soprattutto, ad importare, pur adattandole, esperienze già consolidate altrove. Il documento è anche un modo per uscire dalla nostra dimensione per la nascita di un vero e proprio brand “Irpinia”, così come accaduto per il Salento o le Langhe e nel perseguimento di questo obiettivo molto sarà giocato dal treno Avellino-Rocchetta. Volevano - ha aggiunto - che Avellino si limitasse a coordinare un territorio di otto comuni: noi avevamo visto giusto. L’Area Vasta si sviluppa lungo gli assi ferroviari Benevento-Avellino-Salerno e l’asse Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. Con la firma del protocollo abbiamo anche dimostrato che l’espansione dell’Area Vasta verso i Comuni dei 3 docg era ed è una visione giusta e corretta e non un’esasperazione e il fatto che vengano finanziate opere che rientrano nel nostro disegno strategico ci conforta e ci fa andare oltre le polemiche passate».

Ora non resta che attendere la «firma dell’Accordo di Programma Quadro tra 45 Comuni per un valore di circa 150milioni di euro e che consentirà al nostro territorio di avere uno sviluppo più legato alle proprie risorse».

«L’Area Vasta è la vera opportunità di sviluppo per il nostro territorio - ha concluso il Sindaco di Avellino, Paolo Foti e passa dal trasporto ferroviario e dalla valorizzazione delle nostre eccellenze. L’obiettivo è creare il brand Irpinia, ovvero l’occasione di far sì che le nostre realtà si impongano nel mercato del turismo stanziale».

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