Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Riflettendo

Comunque i sacchetti biodegradabili li potete utilizzare in tanti altri modi...

Queste shopper sono le principali responsabili dell’inquinamento dei mari, però – direte voi – ad Avellino il mare non c’è e quindi io le arance le prezzo ad una ad una e trovo comunque il modo per non pagare e ingannare la nuova norma. Se avete partorito questa idea, prima che vi facciate un applauso con i piedi, sappiate che nei prezzi dei prodotti acquistati sono già contenuti i costi a carico del supermercato, quindi la bustina la pagate lo stesso, come d’altronde accadeva prima, solo che non lo sapevate: ora se comprate cinque clementine e ve le infilate in tasca, pagherete cinque buste. E’ proprio vero che solo chi è ignorante è felice

Allora vediamo un po’, il nuovo anno è iniziato da quattro giorni e già promette benissimo. Noi che volevamo essere semplicemente vivi e abbiamo chiesto di stare bene – sereni – tra attimi di grazia e momenti di fragilità, abbiamo avuto in cambio la polemica sui sacchetti di plastica biodegradabili al supermercato e con questa – chiaramente – anche chi se ne fa promotore, perché vedete il problema è sempre questo: non tanto il caos che monta, ma chi lo fomenta pensando di essere un genio e di fottere il sistema.

Facciamo ordine o almeno proviamoci. Dal primo gennaio 2018 è entrata in vigore una legge, approvata lo scorso agosto, che porta delle novità nell’uso dei sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri nei supermercati. La legge è quella di conversione del decreto legge 2017 n. 123, Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno, e dice che i sacchetti (chiamati spesso “shopper”) con spessore della singola parete inferiore a 15 micron siano biodegradabili e compostabili, certificati da enti appositi. I nuovi sacchetti dovranno essere composti da materiali biodegradabili per il 40 per cento, che diventerà 50 per cento dal primo gennaio 2020 e 60 per cento dal primo gennaio 2021. Il costo dei sacchetti potrà variare da un negozio all’altro, ma dovrebbe aggirarsi tra 1 e 5 centesimi ciascuno.

I sacchetti, come già quelli biodegradabili venduti alle casse dei supermercati, potranno essere usati per contenere i rifiuti organici (e ci terremmo a ricordarvi che ad Avellino è anche da poco partita la differenziata, per cui il cosiddetto umido non può essere gettato nella busta delle scarpe, quella di normale plastica, ma per essere smaltito necessita di materiali biodegradabili a fare da contenitore).

Queste shopper qui, vale a dire quelle utilizzate per imbustare frutta, verdura, carne, salumi, sono le principali responsabili dell’inquinamento dei mari, però – direte voi – qui il mare non c’è e quindi io le arance le prezzo ad una ad una e trovo comunque il modo per non pagare il sacchetto e ingannare la nuova norma. Se avete partorito questa idea, prima che vi facciate un applauso con i piedi complimentandovi da soli, sappiate che nei prezzi dei prodotti acquistati sono già contenuti i costi a carico del supermercato, quindi la bustina biodegradabile la pagate lo stesso, come d’altronde pagavate il sacchettino leggero trasparente prima, solo che non lo sapevate, ora se comprate cinque clementine e ve le infilate in tasca, pagherete cinque buste. E’ proprio vero che solo chi è ignorante alla fine è felice.

No non potete portarvelo da casa: per motivi igienico-sanitari, devono essere nuovi e integri, idonei al contatto con gli alimenti, ma potete sempre optare per un cambio di dieta fatta di sole ananas e angurie, che tanto per quelle il sacchetto non vi serve, ahinoi.

O altrimenti potete sempre chiedere di abbassare il prezzo delle mele o del piede di insalata. Tanto comunque ormai si paga anche l’aria che respiriamo e sicuro agli immigrati le bustine biodegradabili le daranno gratis, o no? Intanto ci sono stati diversi aumenti nel 2018, ad esempio sulle bollette di luce e gas, sul costo dell’autostrada, l’assicurazione dell’auto, la Tari, i servizi bancari, i ticket sanitari, però vuoi mettere pagare 1 centesimo per salvare l’ambiente?

Però mentre ragionate e vi infiammate, sapete cosa si può fare anche con un sacchetto biodegradabile vuoto? Non ve lo diciamo, sarebbe istigazione al suicidio.

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.