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Riflessioni

Ci sono già troppi squali intorno a queste "Sardine"

Sì, è possibile essere ambiziosi senza pensare ad una candidatura. Sì, è possibile scommettere sui cittadini senza voler per forza creare un partito. E no, non devono essere le migliaia di persone nelle piazze dell’Emilia Romagna a salvare la sinistra...

Avete voi memoria dei girotondi? E del Popolo Viola? I Vaffa Days vi dicono qualcosa? Ricordate i forconi?

Ecco, tutta antipolitica. Tanto popolo indignato nelle piazze. Movimenti spontanei che sono andati incontro ad una vita breve e se vogliamo anche paradossale. Tutti volevano rottamare qualcuno, tutti volevano andare contro qualcosa e si sono disfatti. Perciò le Sardine delle Piazze Emiliane non dovrebbero essere proprio paragonate al resto delle esperienze che più o meno in venticinque anni hanno attraversato il Paese.

Le Sardine sono più di questo. Intanto quattro giovani laureati - Andrea Garreffa, Giulia Trappoloni, Roberto Morotti e Mattia Santori – possiamo dire di sinistra, se lo intendiamo nel senso di democratici, pensanti e antifascisti, che sono di Bologna e in Piazza Grande hanno fatto arrivare migliaia di persone, in risposta all’evento del leader leghista Matteo Salvini che si esibiva poco distante da loro. In Emilia Romagna a gennaio si voterà per le Regionali. E l’Emilia Romagna non è l’Umbria per attaccamento alla sua storia e al territorio, la forza delle sardine sta proprio in questo incredibile radicamento, oltre che nel loro essere degli anti-criticoni, perché le sardine stanno facendo politica e la politica la sostengono, quello che fino ad ora non si è visto in piazza sono i partiti. E i centri sociali, che - ça va sans dire - hanno fatto un corteo autonomo.

Sì, è possibile essere ambiziosi senza pensare ad una candidatura. Sì, è possibile scommettere sui cittadini senza voler per forza creare un movimento. Le Sardine portano nelle strade e nelle piazze dei contenuti e pongono dei serissimi interrogativi e questo i partiti non se lo aspettavano. Diciamoci la verità, forse non si aspettavano nemmeno queste folle e così ora che gli si sono palesate davanti agli occhi, le Sardine hanno pensato di poterle mettere in scatola.

Le Sardine dovrebbero mordicchiare – dare la sveglia, come si legge da più parti – fare da coscienza ai partiti del centrosinistra e non servire da appiglio. Quelle piazze dovrebbero essere ascoltate, non sfruttate. L’onda di gente non dovrebbe essere cavalcata, dovrebbe piuttosto essere allargata con la passione e le cose da dire che queste Sardine hanno. Perché - e vi facciamo una sconvolgente rivelazione - non devono essere le Sardine a salvare la sinistra. Invece quello che sta succedendo è un Movimento Sardine, completamente decontestualizzato, che si allunga in tutta Italia sponsorizzato da quella rappresentanza politica che con le Sardine non ha niente a che spartire.

Qua nessuno chiede di dire una cosa di sinistra, qua si fa resistenza e si traccia una linea chiara. Quella che è difficile da vedere per chi segue le correnti, per chi fa tessere e organizza congressi ripiegando i discorsi e alzando le mani. O almeno, per noi questo vuol dire la Piazza di Bologna prima e quella di Modena poi: una piazza bella come non si vedeva da un po’. Ed è per questo che non vorremmo vedere le sardine annegare, soffiate via dal vento, perché questa non è una giusta causa partitica, è la domanda che arriva dopo anni di vuoto.

Se finirà, sarà perché non esiste più nessuno capace di incanalare queste energie. A parte la Lega.

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