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L’intervista

Regionali, l’Aipa ai candidati: «Avvoltoi ne abbiamo visti abbastanza. Giù le mani dal Centro per l’Autismo»

Il presidente Spagnuolo tuona: «Pensino a far ultimare l’opera che darebbe lavoro e sarebbe un’eccellenza per il Sud Italia invece di fare proclami. Servono solo tre mesi di lavori»

Anche se l’aria di elezioni si avverte già da qualche settimana, ufficialmente la campagna elettorale per le prossime Regionali ha preso il via sabato 2 maggio con la presentazione delle liste a sostegno dei candidati alla presidenza. In provincia di Avellino le liste sono 18, cinque sostengono il presidente uscente Stefano Caldoro, dieci il principale antagonista, Vincenzo De Luca, una a testa per gli altri candidati, Salvatore Vozza, Valeria Ciarambino e Marco Esposito. Ogni lista, sempre riferendoci all’Irpinia, ha quattro candidati. Questo significa che sono 72 gli aspiranti ai quattro posti disponibili a Palazzo Santa Lucia.

Settantadue aspiranti consiglieri regionali che legittimamente, ognuno a modo proprio, hanno un mese di tempo per convincere i cittadini ad esprimere la preferenza il prossimo 31 dicembre. I temi caldi di questa campagna elettorale sono noti, si va dal problema dei forestali a quello dei precari della scuola passando per l’argomento forse più delicato, ovvero quello della sanità regionale. Tutti a prendere impegni, tutti a fare promesse nella speranza che, una volta tra i banchi di Santa Lucia, non si dimentichino di tutto. Tre gli obiettivi sensibili su cui fare leva c’è sicuramente il centro per l’autismo di Valle, quella struttura sanitaria, la cui prima pietra fu posata più di dieci anni fa, che giace lì in un cantiere ormai fermo da 15 mesi.

Per portare a termine la struttura servirebbero realmente pochi mesi di lavoro ma tra soldi che giacciono in Regione, procedure fallimentari e via libera dal tribunale che non arriva, il Centro per l’autismo resta una delle incompiute storiche della città di Avellino. A proteggere il centro abbandonato di Valle c’è l’Aipa (Associazione Irpina Pianeta Autismo). Una battaglia solitaria che, proprio dalla politica, ha ricevuto tante promesse ma pochissimi fatti. Ne abbiamo parlato con la presidentessa dell’associazione, la dottoressa Elisa Spagnuolo.

Dottoressa Spagnuolo, qualche candidato ha già sposato la causa "Centro per l’Autismo" come cavallo di battaglia per la propria campagna elettorale. Se lo aspettava?

«Mi sarei meravigliata del contrario. A promesse simili assistiamo ad ogni tornata elettorale. Il risultato poi è sempre lo stesso. Sono passati più di dieci anni dalla posa della prima pietra e da 15 mesi il cantiere è fermo e chissà se lo vedremo mai completato».

Eppure per completarlo e renderlo agibile alla provincia di Avellino e a tutto il Mezzogiorno d’Italia basterebbe davvero poco?

«Tre mesi, solo tre mesi. Sarebbe questa la risposta migliore per centinaia di famiglie invece di prendere impegni che puntualmente vengono dimenticati, o meglio, ignorati dopo la tornata elettorale. I politici irpini non si rendono nemmeno conto del vantaggio che avrebbero nel portare a termine questa opera. Si riempiono la bocca della parola lavoro ma poi quando hanno sotto gli occhi la possibilità di offrirlo sono inspiegabilmente distratti».

In termine di posti di lavoro, il Centro per l’Autismo quanti ne potrebbe offrire?

«Non meno di cinquanta posti di lavoro tra giardinieri, cuochi, infermieri, lavoratori Osa. Posti che potrebbero essere assegnati ai giovani della provincia di Avellino».

Cosa vuole dire, quindi ai 72 candidati in provincia di Avellino?

«Giù le mani dal centro per l’autismo utilizzato solo per la campagna elettorale. Di avvoltoi già ne abbiamo visti tanti. Non ce ne servono di più. La politica avellinese ha deluso sotto ogni punto di vista, parla di una città e di una provincia di qualità ma poi nei fatti mette talmente tante barriere che costringono a restare fermi. Tra l’altro quel centro sarebbe veramente un’eccellenza di tutto il Sud Italia».

C’è anche la questione relativa alla gestione…

«Questa è un’altra fastidiosa litania a cui si assiste puntualmente. Basta fare mente locale: l’Al spende attualmente tre milioni di euro all’anno, la gestione del centro costerebbe molto meno. Chi parla di campanello d’allarme relativo alla gestione fa un gioco sporco sulla pelle dei ragazzi affetti da autismo».

Per chiudere, dottoressa, ci vuole spiegare perché il cantiere è fermo?

«C’è una procedura di fallimento che riguarda la Ditta Piano. la partita ora si gioca al tribunale fallimentare dove il Presidente Marena aspetta dei documenti importanti per poter consentire all’altra ditta (Battista, ndr) di riprendere l’opera. Siamo in perenne attesa».

Grazie dottoressa.

«A lei».

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Commenti

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Sem scrive:

E la Ruggiero ? Ma perché mai avete accolto questi figuri che nulla hanno da spartire con persone come voi.