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Il commento

Cenere e carbone

A Pesaro è andata bene, questa volta no: Nanterre viola il Del Mauro ed obbliga la Sidigas a giocarsi il tutto per tutto in cinque gare. I lupi scivolano sul più bello ed in francesi ringraziano. Fattore campo ancora una volta stravolto, mentre il Girone D diventa infernale

Forse a Pesaro la Sidigas non meritava di portare a casa la posta in palio. Forse contro Nanterre non meritava di perdere. Ma in entrambi i casi Avellino, in pieno controllo della gara (all’Adriatic Arena era sul +21, ha toccato il +13 contro i francesi) ha perso in malo modo il controllo della stessa. In campionato è stata l’esperienza di Maarten Leunen a fare la differenza e a mettere la più classica delle pezze a 25’ di errori e superficialità varie. Al Del Mauro la sua prestazione e quella di Kyrylo Fesenko (28 punti e 11 rimbalzi in una gara monumentale) non sono bastati a "sfangarla", detta volgarmente.

Questo perché gli uomini di Donnadieu, rispetto a quelli di Leka, sono scafati, esperti, freddi e caldi all’occorrenza. Freddi a sfidare un Del Mauro rovente, soprattutto all’overtime, caldi da riuscire a bruciare la retina anche quando il tabellone segnava un passivo impietoso. Shaffartzik, Shuler e Petteway, già decisivi all’andata, hanno regalato il bis in una sfida che, rispetto a quella di Parigi, si è mossa su binari opposti ma che hanno trovato la stessa fine. Insomma, i francesi c’hanno creduto. La Sidigas, probabilmente, aveva già creduto di averla portata a casa ed ha allentato un po’ troppo la corda.

E’ pur vero che, sfide come queste, hanno negli episodi il proprio ago della bilancia. Ed è forse su questi che Avellino potrebbe recriminare con gli dei della palla a spicchi. Per due volte i lupi hanno avuto il tiro della vittoria, per altrettante volte il ferro, in combutta con il tabellone, ha cacciato via il pallone che avrebbe dato il terzo posto ai ragazzi di Sacripanti. Non è bastato, come dicevamo, un Fesenko in forma smagliante. E non sono bastati neanche Rich (non in giornata di grazia ma che, comunque, ne ha messi ben 22 a referto), né Filloy. Sarebbe servito sfruttare più uno Scrubb che non ha certo demeritato in luogo di uno Zerini nuovamente abulico? Forse.

Ma ogni appunto lascia il tempo che trova. Bisogna guardare alla classifica del Gruppo D e pensare che, quella pre-natalizia, è stata un’occasione persa. Ora la Scandone è al quarto posto in condominio con l’Aris Salonicco (che ha vinto all’andata) ed Oostende (che ospiterà Avellino alla ripresa delle ostilità. In tutto questo l’ex cenerentola Bonn, lo Zielona Gora ed il Cez Nymburk sono ancora pienamente in corsa. E visto il calendario questo non è proprio confortante. Cenere e carbone per questo Natale biancoverde che premia gli altri biancoverdi, quelli d’Oltralpe. Si perde a testa alta, sì. Ma si perde. Ed il fattore Del Mauro, almeno in coppa, si è tramutato quasi in una maledizione.

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