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L’intervista

«Carullo non ha mai militato, Morano andava candidato. Ma sosterremo il centrodestra, per il governo e per la città»: D’Ercole rilancia

L’esponente di spicco della destra irpina, già capogruppo del Pdl al Comune di Avellino sottolinea i limiti delle candidature del centrodestra, ma assicura l’impegno: «Questa campagna elettorale è stata resa inutilmente difficile, ma siamo abituati. Nel 1992 mio padre fu candidato per Camera e Senato, oggi bisogna mandare a casa il disastro chiamato Pd»

Giovanni D’Ercole, le candidature nel centrodestra hanno alimentato diversi focolai di tensione. In Forza Italia, Morano ha accusato a viso aperto della sua esclusione i big Caldoro e Gambacorta. In Fratelli d’Italia, la scelta a sorpresa del sindaco di Mercogliano, Massimiliano Carullo, ha generato un malcontento generale, che ha interessato anche uno storico esponente di An, come suo padre, Franco D’Ercole. Si poteva fare di meglio?

«Io credo che, a proposito di metodi, non ci sia un partito, in tutto l’arco costituzionale, che possa vantare un meccanismo di totale aderenza e coerenza con la volontà dei militanti. Purtroppo, tutto discende da una legge elettorale assolutamente infame, che consente alle segreterie nazionali dei partiti di decidere le sorti dei territori, in maniera disancorata dalla realtà. Quello che è accaduto nel Centrodestra è accaduto anche nel Centrosinistra. E persino nel Cinque Stelle, con 2 candidati non scelti dalla base, ma dal centro, agli uninominali. Questa legge è addirittura peggiore del Porcellum. Detto questo, il momento delle polemiche è passato con la presentazione delle liste. Ora siamo in campagna elettorale, c’è una battaglia da combattere e vincere per assicurare un governo alla Nazione».

D’accordo, ma qual è la sua opinione sull’esclusione di Morano e sulla scelta di Carullo?

«Che Morano meritasse la candidatura non ho alcun problema a dirlo. E che Carullo abbia aderito a Fratelli d’italia il giorno stesso in cui è stato presentato come capolista, è un altro fatto incontrovertibile. Non c’è necessità di commentarlo. Non è un fatto contestabile che non abbia fatto militanza nella destra, quella destra che ha una storia antica e che parte da prima di An. Certo, avrei preferito una candidatura più identitaria, soprattutto per un partito identitario come Fdi, ma le scelte, ripeto, sono il frutto di questa legge. In alcuni casi, i partiti agiscono anche contro il proprio interesse, non candidando soggetti che porterebbero voti e consenso».

Crede che, nelle urne, il Centrodestra irpino ne risentirà?

«Sicuramente credo questa campagna elettorale sia stata resa inutilmente più faticosa. Ma io ho una certa dimestichezza con le campagne difficili. L’ho fatto quando nessuno voleva candidarsi. Ricordo che nel 1992 si votò per Camera e Senato, e nel Movimento Sociale non c’era nessuno che volesse candidarsi. Un fesso, cioè Franco D’Ercole, dovette correre per Camera e Senato. Spero, tuttavia, che la gente esprima voti utili per dare un governo alla Nazione. Affidandola ad una coalizione capace di fare il suo bene. Il resto è un prodotto scaduto, di nome Pd, che ha dato pessimi risultati a Roma, Napoli e Avellino».

Intanto, almeno per ora, i temi cari alla destra sembrano fuori dalla campagna elettorale. Colpa, anche qui, delle candidature?

Mi preoccupa molto il fatto che Avellino città non abbia candidati nel centrodestra e nel centrosinistra, ed ha assoluto bisogno di attenzione

«Probabilmente, c’è un vuoto di temi da parte di tutti i partiti. Se, in questi giorni, si parla ancora di fascismo e antifascismo, mi sembra evidente che siamo di fronte alla volontà dei partiti di allontanarsi dalle cose. Il mio impegno è riportare i cittadini sul concreto. Non credo che Fratelli d’Italia abbia modificato le proprie istanze rispetto alle questioni sensibili: dalla natalità alla sicurezza, fino al contrasto dell’immigrazione clandestina. Ovviamente, la campagna elettorale è appena partita e siamo ancora in fase di start up. Quello che mi preme sottolineare, piuttosto, è che Avellino città non ha candidati, sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Spero quindi che gli altri candidati comprendano che ha assoluto bisogno di attenzione, perché è in paralisi da 5 anni».

Chiudiamo proprio con la città. In presenza di un buon risultato il centrodestra punterà dritto a Piazza del Popolo per le amministrative. Lei resta a disposizione?

«Ho imparato sulla mia pelle che proporsi non porta bene. L’ ho imparato quando avevo un ruolo più importante. Quindi, confermo di essere a disposizione. Poi, se ci sarà un nome migliore, sarò ben felice di sostenerlo, ma dico anche che il centrodestra dovrà fare tesoro degli errori del passato. Perché la distruzione della città operata dal centrosinistra nasce anche dalla nostra incapacità di esprimere una proposta che la gente abbia potuto raccogliere per tale. Evidentemente, le strategie del centrodestra non hanno funzionato. Né nella scelta delle persone né nella presentazione tardiva del candidato».

Grazie D’Ercole

«A lei

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Commenti

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ilpastoredichiusano scrive:

Puro a sto guaglione nc’anno rato lo tuossico e adda rice che è buono....

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Elettore scrive:

Papa’ invece si che militato parecchio ......