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Il commento

Calcolatori e vincenti

Fosse stato un match calcistico avremmo parlato del classico turn-over di coppa. Quella ottenuta ad Oostende è una vittoria "calcolata", un utilizzo centellinato dei pezzi forti in vista della volata per il titolo di campioni di inverno che, pur platonico in altri sport, darebbe ad Avellino la possibilità di organizzare al meglio le Final Eight di Firenze. Ma il massimo risultato con il minimo sforzo vale soprattutto per la Champions League: basta vincere in casa, ed incrociare le dita, per passare il turno

Era, probabilmente, il crocevia di questa complicata avventura europea. Buono ha fatto la Sidigas a superarlo senza affannarsi più di tanto, tenendo duro per oltre metà gara per poi mordere Oostende avvelenandola e condannandola alla sconfitta. Una sfida a ritmi bassi, oggettivamente poco godibile, con tanti errori da ambo le parti ma che ha visto la Scandone vincere alla distanza e, soprattutto, tenere il controllo del quarto posto, ultimo piazzamento utile per la qualificazione al turno successivo di Champions League.

Fosse stato un match calcistico avremmo parlato del classico turn-over di coppa. Quello che tanti allenatori fanno, con alterne fortune, per non caricare sui propri titolarissimi ulteriori fatiche oltre a quelle settimanali del campionato. Pino Sacripanti ha dato largo spazio alle sue seconde linee, riuscendo tranquillamente a cavare il ragno dal buco. Senza stressare il ginocchio di Fesenko, preservando Leunen e Filloy. Lanciando Zerini, Scrubb e Wells con i primi due tra i migliori in campo.

Il fiorentino si libera dalle sue paure ed è letale da oltre l’arco, il canadese è l’Mvp della Sidigas con dodici punti ed una miriade di palloni strappati dalle grinfie dei rimbalzisti avversari. L’americano sta recuperando i chilometri persi ed ha alzato il minutaggio rispetto alla sfida contro la Virtus Bologna. Un ottimo viatico, quello belga, che dà a tecnico e società una risposta importante: questa squadra, totalmente in forze, può invertire gli addendi senza cambiare il risultato.

Una vittoria "calcolata", un utilizzo centellinato dei pezzi forti in vista della volata per il titolo di campioni di inverno che, pur platonico in altri sport, darebbe ad Avellino la possibilità di organizzare al meglio le Final Eight di Firenze. Ma il massimo risultato con il minimo sforzo vale soprattutto per la Champions League. Ai lupi basterebbe, adesso, applicare il fattore campo ed incrociare le dita per potersi dire qualificati. Battere Zielona Gora e Aris Salonicco chiuderebbe la contesa.

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