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L’intervista

Brasile-Messico-Avellino: il triangolo gastronomico di Laìs Carrozza che rivoluzionerà la nostra cucina

Arriva da Pouso Alegre, ha imparato a cucinare aiutando la mamma nell’azienda di catering. Si è diplomata alla Scuola di Gastronomia Internazionale a San Paolo e in Francia, ama la cultura e i sapori italiani, è arrivata nel Capoluogo per le pratiche della cittadinanza e ha deciso di restare: studia la lingua e riscopre le origini familiari, intanto riorganizza il suo lavoro. La conosceremo domenica per l’evento di presentazione delle cene brasiliane settimanali presso il ristorante di Antonio “El Mexicano”, l’amico che le ha aperto le porte della sua cucina per aiutarla a conoscere il mondo del food nella nostra città. Ci siamo fatti raccontare da lei come nasce questa passione e cosa ha in mente per il futuro

Pouso Alegre è un comune brasiliano che conta quasi 150mila abitanti, è un centro industriale dove hanno sede grandi multinazionali, con una importante Università, la Univas – Universidade do Vale do Sapucaì. Si trova a duecento chilometri da San Paolo ed è un luogo in cui si sono concentrati nel tempo molti emigrati italiani.

Ed ecco che questa storia da un’inspiegabile introduzione generale arriva al particolare della nostra città. Sì, perché da Pouso Alegre arriva Laìs Carrozza che da poco ha scelto di cambiare la sua vita spostandosi ad Avellino. E’ qui che vive uno dei suoi zii, è qui che si trovano le sue origini ed è dell’Italia che si è innamorata fin da giovanissima.

Arrivata nel Capoluogo per chiudere le pratiche della cittadinanza, si è fermata per studiare la lingua: «L’ho preferito ad una grande città perché qui tutti mi parlano con molta calma, hanno la pazienza di ascoltarmi anche se il mio italiano non è perfetto, mi aiutano e mi correggono quando serve. Le persone di Avellino sono molto ricettive, non perdono la pazienza e si sono mostrati tutti disponibili. Sento che avrò la possibilità di fare molte cose positive e di cominciare da qui il mio nuovo percorso».

Laìs è una chef che è arrivata fino a noi per scoprire la terra dei suoi avi, studiarne le peculiarità, ma soprattutto ha la curiosità di conoscere a fondo la cultura gastronomica del nostro Paese. La sua passione per la cucina è nata quando era molto piccola: «Da trent’anni la mia famiglia gestisce un’azienda di catering e organizzazione eventi e per imitare mia madre la seguivo ai fornelli e provavo a fare tutto quello che faceva lei. Così quando ho concluso la scuola, mi sono iscritta alla Facoltà di Scienze alimentari e ho conseguito il diploma alla Scuola di Gastronomia Internazionale a San Paolo e in Francia, specializzandomi in cucina sana con la volontà di creare dei piatti e degli abbinamenti utili al benessere e alla salute del corpo».

Ora la conosciamo un po’ meglio, ma avremo la possibilità di apprezzare le sue doti durante l’aperitivo Brasiliano che ha organizzato con il supporto del suo amico Antonio, proprietario del ristorante “El Mexicano” in Corso Umberto - tutte le informazioni sull’evento le trovate qui - che si replicherà ogni mercoledì sera, come una sorta di scambio interculinario: «Laìs è una persona molto preparata che stimo – ci spiega Antonio - per questo ho deciso di supportarla aprendole il mio locale e dandole l’opportunità di iniziare ad inserirsi nel mondo del food qui ad Avellino. Ogni settimana ci saranno le sue proposte, l’aperitivo di domenica è una sorta di presentazione, la faremo conoscere in tutta la sua bravura ai nostri clienti e ai curiosi».

Solo piatti del suo Paese, preparati con impegno e attenzione, soprattutto nella scelta degli ingredienti: ci saranno i fagioli tropeiro con farina di manioca e salsiccia, una pasta di manioca e gamberi tipica della regione di Bahia e l’escondidinho, uno sformato di carne e patate.

Quello che a Laìs piace fare è cucinare e attraverso gli alimenti prendersi cura di se stessa e degli altri. Ha tanta voglia di tornare a fare il suo lavoro e progetti ambiziosi a cui guardare: «Per quattro anni ho insegnato all’Università di Gestronomia in Brasile, avevo le mie classi di studenti a cui facevo lezione, mi piacerebbe farlo anche qui, magari con lezioni a domicilio che vanno dalle basi - i tagli o le salse - fino alla cucina internazionale, sono esperta sia di cucina araba che francese. Come mi piacerebbe cucinare durante gli eventi - l’ho fatto per dodici anni - in modo da portare avanti la tradizione di famiglia. Poco a poco imparerò anche i segreti della cucina italiana, Avellino mi sembra il posto giusto da cui ripartire per ricomporre tutti i pezzi della mia identità e tracciare una nuova strada».

Avellino è il mondo, un luogo aperto e plurale. Ed è questo il modo che abbiamo per raccontare la città in una forma nuova.

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