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La bellezza ci salverà

La Bellezza della curiosità

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La mia passione per i giornali ed il giornalismo iniziò presto.

A casa mio padre comprava costantemente un quotidiano. Fin dalla mia infanzia.

Al liceo, poi, un’illuminata docente di Lettere, volle introdurre nel programma curricolare almeno un’ora alla settimana di giornalismo: capirlo, analizzarlo, magari farlo.

Utilizzammo un testo che conservo gelosamente: Informazione e quotidiani (a cura di Vittorio Russo e Biagio Scognamiglio, Liguori Editore), il quale divenne per me una sorta di bibbia, miracolosamente valida anche ai nostri giorni.

Lo riprendo spesso dai miei scaffali, perché raccoglie esempi mirabili di giornalismi, di sintassi, di riflessioni. Oltre a dimostrarci come il tempo cambia le persone. (Alberoni scriveva cose interessantissime e molto progressiste nel 1978, per esempio.)

Grazie a questo libro ho capito che non si può fare giornalismo se non si capisce di sociologia (oltre - e soprattutto - a padroneggiare grammatica, lessico e sintassi), perché l’economia, la politica, ma anche la cultura sono prodotti dell’umanità, delle comunità/società di uomini.

Grazie all’amato manuale di giornalismo degli anni Ottanta, ho imparato a destrutturare un testo per inferire l’autore, come pure il lettore di riferimento. Grazie a questo libro ho imparato che oggigiorno troppi giornalisti scrivono peggio di come mangiano, manchevoli di basi culturali, oltre che di morale, se non quella del marketing e del marketting©.

Ho provato, durante sei ricchi incontri al Convitto Nazionale “Pietro Colletta” di Avellino, nell’ambito di un progetto educativo, a trasmettere la mia esperienza e le mie conoscenze in materia ad una ventina di ragazzi curiosi di sapere cosa in realtà ci sia dentro e dietro una pagina di giornale, on line o cartaceo, quotidiano o periodico.

Abbiamo avuto numerosi momenti di dibattito e confronto, durante i quali è stato innaffiato il seme del dubbio, prezioso strumento di ogni uomo alla ricerca del Vero, attività preziosa in tempi di massificazione e depauperamento cognitivo, per un’umanità sempre meno interessata ad istanze culturali, individuali e collettive.

Abbiamo visitato la redazione di Orticalab e siamo stati felici, a nostra volta, di ospitare il Direttore Marco Staglianò, e il suo Vice, Luigi “Giggino” Salvati.

I ragazzi hanno voluto raccontare e/o commentare questa loro esperienza. Ho raccolto, qui di seguito, una sintesi di alcuni loro pensieri, come contenuti negli elaborati finali.

Grazie a tutti voi ragazzi - la cui intelligenza e applicazione cognitiva mi fanno ben sperare per un futuro migliore - e grazie al vostro tutor, il Prof. Pellegrino Caruso, persona entusiasta ed innamorato della sua missione educatrice.

“A sorprendermi è stata la dose di umiltà che Marco [Staglianò] ha mostrato nel rispondere a noi ragazzi curiosi. Rispetto e condivido appieno il suo parere e credo che oggi siano pochi a rimanere seri nel proprio mestiere, restando con i piedi per terra. In un mondo in cui si dà spazio alla fama, alla gloria, ci si vende per denaro e si fa di questo una ragione di vita, risaltano le persone come il Direttore Staglianò, capo di una testata per cui uomini e donne lavorano con dedizione e passione, credendo fortemente nel ruolo dell’informazione e dell’educazione. Gente così non dovrebbe passare inosservata nella società. Questo mio parere comprende tutti quegli individui che svolgono dei compiti essenziali per la società, ma che desiderano fare dell’umiltà un precetto di vita e preferiscono restare ignoti ai molti, pur fornendo un contributo silenzioso ed essenziale a tutti.” Luis Davide Gentile

“La nostra lunga intervista al Direttore Staglianò si è conclusa con alcune riflessioni e soprattutto con il regalo di qualche consiglio per noi studenti. Ciò che mi ha colpito di più è il fatto che secondo Marco sono più importanti cento punti interrogativi che uno esclamativo a testimonianza che non vi è una soluzione facile a problemi difficili e che attraverso le domande che ci poniamo riusciremo a risolvere il problema, per scalare la vetta della Verità, certamente affaticati, ma molto più felici. Infine, ricorderò a lungo questa giornata per una preziosa raccomandazione del direttore, e cioè di essere sempre noi stessi andando oltre i pregiudizi . Sarà esattamente così che imposterò la mia vita per realizzare i miei sogni e, chissà, magari proprio quello di diventare un giornalista professionista!” Ciro Picone

“Per concludere, abbiamo romanticamente parlato del rapporto che intercorre tra il mondo del giornalismo e quello della scuola e come questo si è evoluto nel tempo. Al giorno d’oggi, questo sembra essersi notevolmente indebolito a causa delle strategie di marketing, sempre più diffuse tra gli istituti i quali, attraverso le loro offerte formative sempre più accattivanti, si propongono di dare (quasi di vendere) certezze, invece di coltivare la “cultura del dubbio”, ovverosia di insegnare ai ragazzi come porre e porsi domande al fine di indagare la realtà che li circonda. Secondo Marco Staglianò, la scuola, a questo proposito, potrebbe trasformare il giornalismo in una risorsa educativa tramite l’organizzazione di attività come quella cui abbiamo preso parte noi in questo anno scolastico. È stato un vero e proprio assaggio della vita lavorativa in una redazione, un’occasione che si conferma preziosa anche se abbiamo ancora molto da imparare e anche se, ad oggi, non sappiamo ancora se il nostro destino è quello di diventare dei giornalisti professionisti. Per adesso, ciò che conta è divertirsi e arricchirsi grazie ad iniziative come questa, per lo svolgimento della quale ringrazio, in particolare, la nostra esperta Marika Borrelli e il nostro professore-tutor Pellegrino Caruso che ci hanno seguiti per tutta la durata del PON e, naturalmente, la redazione di Orticalab.” Alessia Ruta

“[Marco Staglianò] ci ha detto anche che per problemi complessi non esiste una soluzione semplice e se tra tanti punti interrogativi dovessimo riuscire a trovare anche solo un punto esclamativo, non si tratterebbe della soluzione ai nostri quesiti. Avere tante domande, tanti dubbi e una buona dose di curiosità sono elementi alla base della comunicazione e alla base di un dialogo: infatti, se uno solo di questi elementi dovesse mancare, di conseguenza inizierebbero a sparire tutti gli altri, fino al silenzio tombale. Ci ha anche raccontato di aver deciso di fondare un giornale online per far sì che le notizie arrivino in minor tempo a più persone, nonché più adatte - per modalità e contenuti - target di età differenti. Ha concluso con una frase che ho apprezzato moltissimo: “Se avete delle scarpe viola e vi piacciono, indossatele, anche se il vostro compagno di banco, insieme a tutti gli altri avrà da ridire. Non abbiate paura, siate sempre voi stessi.” ” Giusy Altavilla

“Ciò che ci ha colpito di più è stata la disponibilità e l’apertura del Direttore nei nostri confronti, dandoci consigli, offrendoci riflessioni e punti di vista. Queste, a nostro avviso, sono opportunità che solo pochi possono cogliere, esperienze che segnano lasciandoci con importanti insegnamenti. Ringraziamo il professore Caruso e la nostra esperta, Marika Borrelli, per aver fatto sì che noi giovani redattori potessimo conoscere più cose sul mondo dei giornalisti, andando oltre ad una semplice lezione in aula. Ringraziamo la redazione di Orticalab per averci dato la possibilità di realizzare questo piccolo nostro desiderio.” Chiara e Benedetta Rosanova

Un ringraziamento particolare a Sissi Menna per il montaggio della videoclip in collaborazione con i suoi compagni di corso (oltre ai sopra citati: Benedetta Malanga, Giuseppe Aliberti, Rosalba Ciampi, Emanuele Colantuono, Giulia Cuomo, Francesca De Benedictis, Aurora De Giorgio, Camilla Giannitti, Filomena Iasuozzo, Micaela Pennacchio, Antonio Sementa, Marco Simonetti, Carolina Tommasone), nonché per la collezione delle domande rivolte dai ragazzi al Direttore Staglianò.

Spero di incontrare ancora lungo mia strada ragazzi partecipi come voi.

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