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Il ricordo

Bassolino ricorda Di Nunno a 5 anni dalla scomparsa: «Riprendiamo, a tutti i livelli, la sua esperienza». Festa: «Intitoliamogli un luogo della città»

L’ex sindaco di Napoli è l’ospite d’onore nell’iniziativa organizzata da "L’Irpinia": «Dissi a Tonino di non dimettersi, ma non mi ascoltò. Il suo sindacato fu fondamentale per Avellino e per la Campania». Gengaro e Picone attaccano il Sindaco di Avellino che lascia la Sala Blu dopo il suo intervento

«Dissi a Tonino Di Nunno di non dimettersi da Sindaco di Avellino anche se ne comprendevo la stanchezza ed il travaglio umano. Il 30 ottobre mi chiamò per dirmi che non intendeva ritirare le sue dimissioni. Ero al Cimitero, sulla tomba dei miei genitori, e per questo non alzai la voce, né mi arrabbiai. L’avrei fatto, se fossi stato altrove, per convincerlo a non mollare. Il suo sindacato è stato importante per la città di Avellino, ha rappresentato un’occasione importante per l’intero territorio regionale. Dobbiamo ripartire da esperienze politiche come quella di Di Nunno, quelle migliori per fermare la deriva antropologica del Sud. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte in quella che è una battaglia politico-culturale da vincere. È il modo più giusto per ricordare Di Nunno».

Antonio Bassolino ricorda così Antonio Di Nunno a 5 anni dalla sua scomparsa e a 25 anni dall’elezione del giornalista Rai a Sindaco di Avellino. L’ex primo cittadino di Napoli è l’ospite d’onore dell’iniziativa de “L’Irpinia” che, da un lustro, ricorda annualmente la figura del sindaco della città giardino.

Il tema centrale è rappresentato dalla stagione dei sindaci, quella che con l’elezione diretta del primo cittadino, rivalutò la politica agli occhi della società civile dopo gli anni di Tangentopoli: «Con Di Nunno ho avuto un rapporto molto forte, sia personalmente che politicamente. - afferma Bassolino - Oggi, invece, la politica è un deserto sentimentale, sia nei partiti che tra le persone. Un bravo sindaco, oggi, è chiamato a far emergere l’anima della città, a caricarsi di responsabilità senza sfuggire a queste. Nei comuni non si fa ideologia, si costruisce un’idea di città, dalle buche stradali da tappare all’urbanistica nel senso più alto del termine».

Di Nunno, nel convegno moderato da Aldo Balestra, è stato ricordato anche da Generoso Picone, Rosanna Repole («Un uomo con la “u” maiuscola. Tanti sindaci di “campagna”, come me, condividevano con lui sogni, esperienze e delusioni. Ha vissuto un momento di forte delusione determinata da chi gli era più vicino. Ha saputo raccontare questa terra da giornalista e guidare il capoluogo da sindaco»). Amalio Santoro («La stagione dei sindaci ci ha lasciato un’eredità preziosa, ma è anche un’occasione persa. Di Nunno è stato un sindaco dalla grande capacità aggregativa, uno sturziano intelligente che sapeva coniugare l’autonomia ad una visione alta della pratica amministrativa. La sua vicenda andava accompagnata politicamente. Ora siamo chiamati a recuperare quello stesso senso di “inizio” per restituire dignità ed autorevolezza alla politica».

Dall’attuale Sindaco di Avellino, Gianluca Festa, è arrivata la proposta di «dedicare un luogo significativo ad Antonio Di Nunno. Ha lasciato una traccia importante, ha combattuto per la nostra città. Non possiamo non ricordarlo nella miglior maniera possibile».

LE CRITICHE AL SINDACO FESTA - Non sono mancate, però, due stoccate nei confronti di Gianluca Festa. La prima è arrivata da Antonio Gengaro che, in questi giorni, ha avuto un botta e risposta con lo stesso primo cittadino in merito a Campo Genova e al Pub Cagnardi: «Festa dice che abbiamo selvaggiamente cementificato la città? Dimostra di avere poca memoria storica e lo dico fuor di polemica. Noi abbiamo fatto una variante di salvaguardia contro il cemento in collina e lungo i fiumi, sfido l’attuale sindaco a fare lo stesso provvedimento, magari insieme al suo socio di maggioranza, D’Agostino. Il più grande costruttore della città». Generoso Picone ha stigmatizzato l’assenza di Festa che, poco dopo il suo intervento, ha lasciato la Sala Blu del Carcere Borbonico: «Di Nunno non avrebbe accettato un comportamento simile. Questo è un segno di grave malcostume politico».

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Commenti

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scrive:

Giusto in tram di ricordi! Chiamato a ricordare Di Nunno l’uomo che ha “regalato” lo STIR a Pianodardine con 70 LSU napoletani, quelli delle inchieste dei stipendiati ore non fare nulla. Per non parlare dell’ostracismo fatto all’Alto Calore Servizi su sollecitazioni di ben precisi suoi amichetti locali.