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Il punto

«Avellino, Solofra e Montoro vogliono arrivare a Napoli. Dobbiamo convincere la Regione»: Foti chiama i sindaci del treno

Ieri il debutto bagnato e sfortunato della tratta che collega il capoluogo irpino a quello regionale: solo due pendolari a Borgo Ferrovia. Il Sindaco apre alla possibilità di un accorciamento dei tempi di percorrenza ma sprona i suoi colleghi alla promozione del trasporto su ferro: «Palazzo Santa Lucia si è dimostrata sensibile alle nostre richieste ma è chiaro che, senza un ritorno in termini di numeri, si fermerà». Possibile un’iniziativa con Vignola e Bianchino

Un debutto bagnato e sfortunato quello della tratta ferroviaria Avellino-Napoli. Come riportato ieri, il treno 7844 è rimasto nella Stazione Ferroviaria del capoluogo irpino a causa dell’allagamento del tratto di strada ferrata nei pressi di Montoro. Resta un dato, quello della scarsa utenza (solo due passeggeri) che avrebbe usufruito del convoglio in partenza alle 6.20 nel primo giorno della fase di prova che, come noto, durerà circa due mesi. In questo lasso di tempo la Regione Campania, che finanzia i collegamenti extraurbani su ferro, valuterà l’economicità della spesa e, quindi, se continuare o meno a tenere in vita la tratta.

Più volte Luca Cascone, Presidente della Commissione Trasporti regionale, ha sottolineato la disponibilità da parte di Palazzo Santa Lucia ad assecondare le richieste del potenziamento della linea ferroviaria da parte dei comuni irpini interessati dalla tratta (Avellino in primis), ma anche la necessità da parte delle amministrazioni comunali di mettere in campo delle politiche di promozione del mezzo su ferro.

«E’ evidente - commenta il Sindaco di Avellino, Paolo Foti - che con questi numeri sarà difficile far decollare questo progetto. E, per questo, ci impegneremo a promuovere l’utilizzo del treno. La Regione si è dimostrata sensibile alle nostre richieste ma è chiaro che, senza un ritorno in termini di numeri, si fermerà».

Il segmento che da Avellino porta a Napoli, passando per Solofra e Montoro, è l’ultima parte di una tratta che parte da Benevento: così come ieri mattina ci è stato spiegato dal personale di Trenitalia presente a Borgo Ferrovia, il treno che parte dal capoluogo sannita cambia "nome" ad Avellino dopo aver attraversato i comuni di Altavilla Irpina, Pratola Serra e Prata Principato Ultra. La fase di promozione, così come sottolinea Foti, dovrà essere portata avanti da tutti gli amministratori dei comuni coinvolti: «In questo senso ci siamo mossi con le Amministrazioni di Altavilla, Pratola e Prata, ma non c’è ancora stato un seguito da parte loro. Diverso, invece, è il discorso con Solofra e Montoro, territori che, probabilmente, trarranno più giovamento dalla tratta ferroviaria in termini di collegamento con Napoli». Potrebbe, infatti, essere possibile un’iniziativa che veda protagonisti proprio Foti, Vignola e Bianchino per invogliare la cittadinanza all’utilizzo del treno.

Il tutto si scontra, però, con le tempistiche di collegamento con il capoluogo della Campania. Novanta minuti per percorrere il tratto da Avellino a Napoli sono oggettivamente troppi e se a questo si somma la difficoltà di prendere un treno alle prime ore del mattino il rischio di non riuscire a coinvolgere i pendolari del capoluogo è molto alto: «Confidiamo nella possibilità di ridurre il tempo di percorrenza per Napoli. In questo senso si potrebbe "scendere" a 70 minuti e potremmo anche "strappare" l’istituzione di una seconda corsa. L’elettrificazione - conclude Foti - potrebbe aiutare, ma prima serve sensibilizzare l’utenza».

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Commenti

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RAFFAELE NICODEMO scrive:

1 solo treno alle 6:20 del mattino con una percorrenza stile India è un insulto a chi è schiavo della camorra air.

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antonio scrive:

Le esperienze in questo Paese non hanno alcuna valenza. Vengo da un Paesino della provincia e,in ossequio a criteri di giustizia sociale,il servizio autobus è regolarmente programmato ed esercitato da decenni.Peccato che di passeggeri,tranne le due corse che servono gli studenti, nemmeno l’ombra. Se avessero pensato ad un servizio taxi o alla Uber i costi sarebbero certamente inferiori e il tasso di soddisfazione dei cittadini accettabile. Lo spreco è la nota costante di questo bel paese e la programmazione fa a botte con gli interessi di partiti, aziende e sindacati che ratificano puntualmente i baratti concordati.