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Lo scenario

Asi, la tentazione di Sirignano: lasciare con il prossimo Bilancio

Entro fine mese il Consorzio per l’Area di sviluppo industriale dovrà approvare il Consuntivo 2018. Anche quest’anno, sarà un esercizio in perdita, anche se il rosso dovrebbe risultare inferiore rispetto all’anno precedente. E mentre il fronte caldo del Cgs, passato all’Asi Dep, potrebbe riesplodere su iniziativa del sindacato, il clima infuocato nel centrosinistra irpino potrebbe riverberarsi negativamente sulla riunione del Consiglio generale. I sindaci saranno chiamati ad approvare il Consuntivo in un frangente segnato da una spaccatura profonda nel Pd e dall’implosione dell’area Popolare. Sirignano potrebbe "togliere il disturbo" un attimo prima

All’Asi di Avellino si avvicina il termine per l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2018. E come sempre, l’appuntamento con il Consiglio generale – che non potrà cadere oltre la fine del mese - prefigura una resa dei conti politica tra i sindaci che compongono l’assemblea. Nel frattempo, il rumors che rimbalza dalla sede del Consorzio per l’Area di sviluppo industriale della provincia di Avellino è che il presidente, Vincenzo Sirignano, potrebbe anche lasciare anzi tempo.

Eletto nel 2016, amministra in forza di un mandato che scade nel 2021. Ma, vuoi per le croniche e pesanti criticità economiche dell’Asi, vuoi per le difficoltà organizzative interne, vuoi – non da ultimo – per le conflittuali dinamiche nel centrosinistra irpino, con la spaccatura interna al Pd e la rottura tra Ciriaco De Mita e Maurizio Petracca nell’area Popolare, i focolai di tensione sono tanti. E l’esito del prossimo Consiglio generale non è affatto scontato. Sul punto, Sirignano non entra nel merito, ma ricorda: «Il mio mandato scade nel 2021. Magari tolgo il disturbo prima». Si tratta, per il momento, solo di una battuta. Il presidente dell’Asi rinvia ogni valutazione nel merito, almeno con la stampa. Quel che è certo, è che la calma è solo apparente.

Nel Consiglio direttivo dell’Asi, del resto, questa eventualità circola ed è circolata. Anche se Angelo Lanza, esponente dell’organismo e sindaco di Flumeri, la mette così: «Personalmente, escludo che Sirignano possa lasciare prima del tempo». Al netto delle incognite politiche, con l’asse Pd-Popolari sul quale si regge l’amministrazione di Asi profondamente lacerato, soprattutto dopo le ultime amministrative, le evidenze numeriche del Bilancio restano pesanti ed allarmanti.

Sul piano generale, l’Asi continua a scontare una fortissima esposizione debitoria. «Rispetto ai 15 milioni maturati nel tempo – spiega Lanza- una parte è stata ridotta grazie alle operazioni di risanamento ed alle transazioni avviate negli ultimi anni». Ma il grosso è ancora lì. L’esercizio – riferisce ancora l’esponente del Comitato direttivo – chiuderà ancora una volta in rosso. «Contiamo però di arrivare al di sotto dei 400.000 euro». Il Consorzio, insomma, si conferma economicamente non autosufficiente. Le passività, infatti, hanno cominciato a maturare quando, negli anni scorsi, si sono interrotti i trasferimenti nazionali.

Emblematica la situazione di quello che era il braccio operativo dell’Asi, ovvero il Consorzio Gestione Servizi (Cgs), impegnato nella depurazione delle aree industriali e nei servizi alle imprese. L’azienda, interamente pubblica e con 70 dipendenti, ha cessato le attività ed è attualmente in Concordato in continuità indiretta. Ad ottobre, i creditori dovranno esprimersi sulla bontà del piano presentato. Nel frattempo, le attività svolte dal Cgs si sono sdoppiate: la depurazione è passata all’Asi Dep, altra azienda pubblica di proprietà dell’Asi; le altre prestazioni, sono state aggiudicate alla «Società multiservizi».

Ma il sindacato teme che la situazione non sia cambiata. I lavoratori sono attualmente in solidarietà per circa il 40 per cento e il sindacato ha chiesto un incontro ai vertici dell’Asi per avere garanzie: «La situazione – sintetizza il segretario della Uilm, Gaetano Altieri – non ci sembra migliorata. Temiamo per la tenuta occupazionale». I fronti caldi, dunque, sono diversi. Da qui alla fine del mese, non è possibile escludere alcun colpo di scena.

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