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Da Palazzo di Città

Area Vasta, Tomasone incontra gli amministratori e "chiama" il Ministro Franceschini: «Gli mostreremo il nostro modello di sviluppo»

L’architetto del protocollo guarda al reinserimento di Solofra («Avviati i contatti con Vignola»), invita il Ministro dei Beni Culturali ad Avellino e rilancia la sfida sulle vie del Vino. Tra dieci giorni il nuovo incontro per la definizione del Documento Operativo Strategico

Documento Operativo Strategico, prospettive future di sviluppo ed Accordo di Programma Quadro con la Regione Campania. Questi i passi compiuti questa mattina nell’incontro sull’Area Vasta tenutosi a Palazzo di Città alla presenza degli amministratori di tutti i 37 comuni coinvolti all’interno del protocollo. Un passaggio tecnico, nel quale sono emerse proposte, richieste e piccole modifiche che verranno rianalizzate nel prossimo appuntamento fissato, ufficiosamente, a lunedì 6 febbraio.

L’inserimento dell’Agenda Digitale all’interno del Fondo di Rotazione, oltre ad aver segnato il pieno riconoscimento dell’Area Vasta, ha anche segnato un punto di partenza rispetto ad un anno, il 2017, che dovrà essere quello decisivo per il decollo del progetto.

«Ci siamo dati 10 giorni di tempo – spiega il vicesindaco di Atripalda, Luigi Tuccia - per limare alcuni dettagli e valutare quali progetti inserire nella programmazione. Siamo chiamati a narrare una storia a far comprendere le motivazioni che ci spingono a mettere in rete i nostri valori, a guardare a Salerno e non a Napoli e a credere nell’hub di interscambio che passa da Montoro e Solofra. L’Assessore all’Urbanistica del Comune di Avellino, Ugo Tomasone, sta guardando all’inserimento proprio di Solofra, punto fondante di una Area Vasta che guardi al salernitano e sia totalmente in sintonia con quel territorio».

Anche Pasquale Giuditta, primo cittadino di Summonte è fiducioso rispetto alle prospettive future del protocollo: «Si sta cambiando musica rispetto al passato. Questa Area Vasta guarda e dovrà guardare allo sviluppo del territorio, rompendo le logiche delle vecchie e ristrette aree vaste che si limitavano a reperire ed utilizzare finanziamenti senza una visione globale. Questa unione non sarà una somma di piccole cose, - spiega Giuditta - ma dovrà essere la concretizzazione di una visione futura che parte da Avellino e tocca tutti gli altri 36 comuni coinvolti. I territori, che rappresentano una forza per il capoluogo, vanno valorizzati partendo dai Parchi Naturali del Partenio e del Terminio, passando per i prodotti tipici e, soprattutto, per Montevergine che per la nostra Area Vasta dovrà avere un valore centrale. Ma prima di guardare a tutto questo dobbiamo dar vita ad un progetto valido ed, appunto, vasto».

Poi la “provocazione” a Palazzo di Città: «L’Agenda Digitale è un ottimo punto di partenza, - afferma il sindaco di Summonte - ma dobbiamo istituire dei tavoli politici per poter dar vita ad una seria strategia di sviluppo. Si parta dal Consiglio Comunale di Avellino, comune capofila, e ci si chieda quale dimensione dare al capoluogo entro i prossimi venti anni. Non dobbiamo essere un supporto di Napoli o Salerno, ma rappresentare un territorio capace di dare opportunità che queste due città non riescono a dare».

Giuditta, infine, sottolinea la necessità di reinserire Solofra all’interno del progetto: «Guardando seriamente al significato di Area Vasta è certo che Solofra debba parteciparvi. Dobbiamo muoverci, se no ai nostri ritardi fisiologici se ne aggiungeranno altri».

Sul punto, Ugo Tomasone è chiarissimo: «E’ necessario avviare il discorso per coinvolgere Solofra, visto che guardiamo a Salerno. Ne stiamo già parlando con il Sindaco Vignola, non ci sono motivi ostativi a mio riguardo. Siamo chiamati a rafforzare l’idea progettuale dell’Area Vasta. Cosa faremo tra vent’anni? È una bella domanda. Il capoluogo deve candidarsi a riferimento vero per tutti i comuni che hanno aderito al protocollo, garantendo sviluppo e valorizzando le politiche ambientali, salvaguardando in primis la Valle del Sabato. Oltre ad essere una cerniera con i grandi sistemi presenti sul territorio, dalle università, alla logistica e alla retroportualità»

Il titolare all’Urbanistica di Piazza del Popolo ed architetto del protocollo annuncia i prossimi passi per rafforzare la solidità del progetto, richiamando ad Avellino il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini: «Mostreremo a Franceschini come il nostro territorio si sta organizzando, prospettandogli il sistema di valorizzazione dei nostri beni ambientali e culturali. L’idea è di visitare insieme le abbazie di Montevergine e del Loreto. La speranza è che, al suo arrivo, il Consiglio Comunale abbia già approvato la convenzione dell’Area Vasta. In Assise valuteremo sia il Dos del protocollo che quello della città, due documenti strettamente connessi».

Ieri, però, è arrivata la bocciatura, proprio da parte dei tecnici del Mibact, del progetto relativo alle “vie del Vino”. Tomasone chiarisce la questione e rilancia la sfida al prossimo giugno: «Abbiamo approfondito la questione. Per essere ammissibile, un progetto avrebbe dovuto raggiungere la quota di 65 punti. Abbiamo sfiorato questo punteggio, non raggiungendolo per alcune questioni specifiche e che non riguardano la bontà e la validità degli elaborati presentati. La prima riguarda il punteggio assegnato ai progetti già inseriti nella Programmazione 2014/20 cosa che possiamo vantare adesso, ma non al momento della presentazione della domanda. Presentando lo stesso progetto nel prossimo bando (che sarà ripubblicato a giugno, ndr) riusciremmo, tranquillamente, a scavallare quota 65. Ci riusciremo anche puntando sulle delle partnership esterni, valide ad aumentare il punteggio. Stiamo già ragionando sul bando. Era difficile entrare nella prima tranche, vista la presenza di giganti come Napoli, Pompei e Costiera Amalfitana».

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