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L’attesa

Ancora una corsa contro il tempo. Avellino non meritava tutto questo

Con i beni temporaneamente sequestrati, la Sidigas non può operare sul mercato per costruire la squadra di calcio né, al momento, pensare di cedere la società. Bisogna aspettare venerdì 12 luglio quando al tribunale di Avellino si discuterà dell’istanza di fallimento dopodiché attivarsi con i legali e trovare la soluzione migliore per cedere l’U.S. Avellino 1912. Se non si opera in fretta, il calcio rischia seriamente di fare una brutta fine

Saranno tre giorni di estenuante attesa per i tifosi dell’Avellino che, dopo l’estate 2018, rischiano nuovamente di veder scomparire il calcio. Sembra assurdo ma, stando a quello che è successo nelle ultime ore, è proprio così. Sulla nuca della Sidigas non bastava la mannaia dell’istanza di fallimento che si andrà a discutere venerdì 12 luglio presso il Tribunale di Avellino.

Nella giornata di ieri, forse in risposta alla richiesta di concordato in bianco da parte dei legali Sidigas o forse no, la Procura e la Guardia di Finanza hanno sequestrato in maniera preventiva i beni della Sidigas bloccando, di fatto, ogni tipo di operazione per le società sportive. Non possono essere cedute e non possono operare sul mercato.

L’U.S. Avellino 1912, che dipendente al 100% dalla Sidigas, nella persona del presidente Claudio Mauriello non nemmeno azzardarsi a pensare di programmare la nuova stagione di Lega Pro, stagione 2019/2020 che, mai come oggi, è fortemente a rischio. Non è possibile tesserare nessuno, almeno fino a quando il tribunale non si sarà pronunciato sull’istanza di fallimento e non sarà disposto il dissequestro dei beni.

E conoscendo i tempi della giustizia italiana non è affatto scontato che ciò accada venerdì 12 luglio. O meglio, una risposta sul fallimento potrebbe anche esserci ma è molto difficile immaginare che la Procura possa disporre il dissequestro dei beni Sidigas. Per quello, sportivamente parlando, passerà un’eternità.

Il destino dell’Avellino potrebbe essere segnato anche perché la Lega Pro non ha assolutamente intenzione di attendere che la Sidigas risolva i suoi problemi giudiziari. Se la squadra non si presenta ai nastri di partenza e diserta per tre partite consecutive, alla quarta è fuori dai giochi.

E’ fondamentale, per far sì che il calcio ad Avellino non sparisca definitivamente, che un minuto dopo il termine dell’udienza in Tribunale, quando il quadro sarà un po’ più chiaro, i legali Sidigas si mettano a lavoro per la cessione del pacchetto societario. Sempre che, come dichiarato da più parti, gli imprenditori disposti a rilevare il pacchetto calcio siano reali. E’ una corsa contro il tempo. Avellino non meritava tutto questo.

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