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La conferenza

«Alternativi alle bande di interesse che hanno ammalato la città. Solo noi possiamo cambiare Avellino»: SiPuò e Santoro lanciano la sfida

La campagna elettorale del Centrosinistra Alternativo parte con il passaggio di consegne da Nadia Arace ad Amalio Santoro: «Le nostre battaglie - afferma l’ex consigliere comunale - ora confluiscono in un campo più largo». Il candidato a Palazzo di Città attacca il Pd («E’ in atto una vendetta tra gruppi di potere») e snocciola i capisaldi del programma: «Legalità, Cultura, Ambiente e nuova centralità del capoluogo»

Un passaggio di consegne politico e programmatico. La campagna elettorale di Amalio Santoro e di SiPuò parte con la “benedizione” di Nadia Arace, consigliere uscente della formazione che tiene insieme Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista e Possibile, e con l’illustrazione dei capisaldi che connoteranno questa corsa elettorale: «Gratuità dell’impegno politico, legalità, cultura, opposizione alle bande di interesse». Si ricomincia dal Centro Sportivo “Le Querce”, lì dove il processo di ridefinizione della proposta politica di SiPuò si è agganciato al nome dell’ex consigliere provinciale.

La vera parola d’ordine è continuità, così come sottolinea Nadia Arace: «Sono qui per consegnare, formalmente, quel patrimonio di battaglie ed istanze che hanno segnato, fino ad oggi, il cammino del nostro gruppo in Consiglio Comunale. Un patrimonio che sarà a disposizione di un percorso più ampio guidato da Amalio Santoro. Il suo nome è la sintesi migliore per un fronte di forze democratiche unitesi a valle di un percorso trasparente. Una città che soffre la piaga del pre-dissesto, come la nostra, non può che essere affidato ad un Centrosinistra composto dalle energie e dalle forze migliori».

L’ex candidato a sindaco alle ultime Amministrative, in seguito, analizza le vicende riguardanti i processi interni alle forze di Centrosinistra, condannando senza appello l’operato del Partito Democratico: «La richiesta era quella di non sciupare la connessione sentimentale nata durante le iniziative di Controvento, ma Via Tagliamento ha, di fatto, sequestrato quel percorso. La nostra proposta politica parte da un principio di trasparenza e, soprattutto, da questioni vere». In quelle ambientali e sociali: «Da Parco Fenestrelle all’emergenza di Pianodardine, passando per la difesa della gestione pubblica dell’Acqua, per la riforma radicale del Piano di Zona e per la garanzia dei servizi comunali all’Infanzia. É democraticamente inaccettabile che l’Asilo Nido comunale venga privatizzato. Ma non dimentichiamo - continua Arace - la difesa della legalità dinnanzi ad interessi privati che, ad esempio, tentano di aggredire il Puc o alle incrostazioni relative agli Alloggi Comunali. L’obiettivo è garantire trasparenza sulla gestione dei beni pubblici e ripartire dalle cose essenziali per una città che, al momento, non si concede grandi speranze di futuro. In questo scenario - conclude - la nostra proposta è la più moderna in campo».

Poi la parola è passata al candidato a sindaco, Amalio Santoro: «Ci avventuriamo su questa strada per offrire uno spazio di aria pura ad una città in difficoltà. Sono, storicamente, un difensore del Centrosinistra largo, è questa l’unica cornice all’interno della quale la buona politica può esaltarsi. Abbiamo alle spalle anni di errori, che dalle ideologie ci hanno portati sul terreno della prassi e della tecnica. Siamo per questo chiamati - spiega l’ex consigliere provinciale - a costruire una prospettiva politica in una città in crisi. Avellino è stremata dal gigantismo pacchiano degli Anni Ottanti, noi vogliamo archiviare questa fase ripartendo dalla città reale. Quella che, oggi, è preda degli opportunismi peggiori».

Santoro, nel suo lungo ragionamento, trova nella fascia giovanile la linfa vitale tramite la quale sovvertire il quadro attuale: «C’è una potenzialità che resiste, un bagaglio di energie intellettuali sulle quali scommettere. Dobbiamo offrire ai giovani l’opportunità di un dibattito vero. La campagna elettorale, infatti, è riflessione prima ancora che ricerca del consenso». Ma, ovviamente, nell’agone di una campagna elettorale ancora non ufficialmente iniziata c’è la necessità di definire una proposta politica, per l’appunto, alternativa: «SiPuò si incunea in questo terreno impantanato. Di fronte a noi c’è uno schieramento trasversale segnato da interessi inconfessabili. Noi siamo l’alternativa alle bande di interessi che ha reso malata la politica di questo territorio. Dobbiamo - sottolinea Santoro - liberare pezzi di città prigionieri di un passato che non passa mai. É il momento, questo, di creare una smagliatura profonda».

Inevitabile un passaggio sul caos interno al Partito Democratico rispetto al quale, però, Santoro conferma la chiusura: «Ho letto le parole di Nicola Zingaretti e credo diano ragione al percorso che abbiamo voluto intraprendere. Non ci voleva molto - afferma - per capire che c’era bisogno di tentare una strada nuova. Ma non credo che dai tavoli chiusi verrà fuori granché, a Via Tagliamento si apre la stagione delle vendette tra i gruppi di potere».

Infine le basi del programma: Istruzione («E’ una questione sociale. Anche in questo caso vanno ridotte le distanze tra chi tutto controlla e chi soffre»), Urbanistica («Continuano a spuntare palazzi in ogni angolo, qualcosa non torna. Serve una variante di salvaguardia per salvare una città preda della “moneta edilizia”. Avellino deve diventare una grande centro storico che rinasce»), Legalità, Cultura e nuova centralità del capoluogo: «La nostra città deve diventare un luogo di pace, dove sia possibile avere un confronto con Napoli, con le zone costiere e con le aree interne». Ma c’è spazio per un appello al sacrificio: «Solo noi possiamo cambiare le cose, gli altri si fermano ai manifestoni e alle cordate di interesse. Rilanciamo il “riformismo dei legamenti”, quello che guarda ai bisogni delle generazioni, che trasforma l’asprezza in gentilezza. Lavoriamo alla resurrezione della comunità».

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