Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

L’intervista

«Al fianco di Martina ed Annunziata, questa stagione di congressi rilancerà il Pd. Primarie in città, perchè no?»: parla Santaniello

La presidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico rende noti i suoi auspici in vista del Congresso Nazionale: «Il governo gialloverde continua a contorcersi nelle sue contraddizioni. Eleggiamo il miglior segretario per il nostro partito e torniamo ad essere forti più di prima. Le diversità diventino confronto ed unità». Sullo stato di Via Tagliamento: «I numeri del tesseramento sono modesti, ma servono persone in carne ed ossa per rilanciare il partito sul territorio. La Federazione Provinciale è aperta a tutti, si abbandonino le lotte di "corrente" per il bene del Pd»

Roberta Santaniello, presidente dell’Assemblea Provinciale del Partito Democratico, il Pd è entrato nella sua lunga fase congressuale che porterà all’elezione di un nuovo Segretario Nazionale e a quello, per quanto riguarda la Campania, di un nuovo Segretario Regionale. Il partito, in generale, vive un innegabile momento di crisi: qual è il suo auspicio in attesa del voto del 3 marzo?

«Credo sia giunto il momento di smetterla di piangersi addosso, continuando a ripetere che quella attuale sia la fase più difficile nella storia del Partito Democratico. Dobbiamo passare all’azione e lavorare per recuperare i nostri elettori. Gli attuali protagonisti della politica nazionale e locale ci offrono, e continuano ad offrici, la possibilità di recuperare la nostra credibilità. Il governo gialloverde si perde, giorno dopo giorno, tra la deriva fascista di Salvini e la totale incompetenza e per l’incoerenza del Movimento 5Stelle. Il caso Carige, in questo senso, è più che indicativo: accusavano il Pd di salvare le banche, poi l’hanno fatto loro. Abbiamo un dovere, quello di recuperare prima le parole e poi i fatti: il Partito Democratico, a differenza dei movimenti populisti, parte da una posizione di vantaggio. Abbiamo competenza politica ed amministrativa, riusciamo a comprendere le persone: per riuscire a riconnetterci con il Paese, però, abbiamo bisogno di essere uniti e compatti. La diversità delle posizioni interno alla nostra comunità-partito deve essere sfruttata per creare un’unità di intenti. Questo è quello che auspico per questo lungo percorso congressuale: partire da punti diversi per dar vita ad una fase di confronto e di discussione per, poi, eleggere il migliore segretario per il nostro partito. Forse potremo continuare a pagare dazio alle prossime Europee, ma sono sicura che, percorrendo questo sentiero, riusciremo ad essere più forti di prima. Percepisco, comunque, un clima diverso rispetto a qualche mese fa. La contrapposizione è vissuta nell’accezione meno negativa del termine, vedo molto fermento attorno ai candidati alla segreteria nazionale e regionale anche ad Avellino».

Lei è uno dei riferimenti irpini del Governatore De Luca: su quale candidato, la sua componente, troverà una convergenza rispetto alla corsa per il Nazareno?

«Il Governatore della Campania ha lasciato a tutti una certa discrezionalità rispetto a questa scelta. Personalmente mi sento di dare continuità, rispetto al filone riformista, a Maurizio Martina. Ma sto apprezzando i vari focolai di diversificazione. L’iniziativa che ha visto Nicola Zingaretti di scena ad Avellino ha avuto molto successo, lo stesso accadrà anche con Roberto Giachetti. Tutto questo fa bene al partito».

E a livello regionale?

«Al Congresso Regionale sosteniamo la candidatura di Leo Annunziata. È il sindaco di una realtà complessa, ha lavorato tanto, è competente ed ha una storia politica importante. E’ certamente all’altezza di rappresentare il Pd a livello regionale. Lavoreremo attorno al suo nome. Da presidente del Partito Democratico irpino mi auguro che, quella a questa stagione congressuale, sia una partecipazione libera, incondizionata e segnata da temi di discussione importanti. Per quanto riguarda la Segreteria Regionale c’è anche la candidatura di un riferimento territoriale, ovvero Umberto Del Basso de Caro, sarà una bella sfida per quanto riguarda il piano dei contenuti. Non ci sarà nessuna guerra, questo è sicuro».

C’è anche un’altra stagione, quella del tesseramento 2019, che si è aperta e che, almeno per quanto riguarda la Federazione Irpina del Partito Democratico, si sta sviluppando attorno a numeri molto modesti…

«Non c’è dubbio. I numeri di questo tesseramento sono figli di problematiche che ci portiamo dietro da anni. Avremmo dovuto, come prima cosa, valorizzare i circoli territoriali, primo presidio da offrire ai cittadini: le nostre sezioni, nel tempo, hanno perso questa funzione. Stiamo provando a recuperarla con l’azione di questa Segreteria Provinciale. Sarà complicato, ma bisogna lavorare insieme per tornare ad essere quelli che siamo sempre stati. Ma c’è da dire che davanti ai grandi numeri dell’ultimo tesseramento non sono mancate osservazioni critiche: la verità è che tutto dovrebbe essere ricondotto nel giusto alveo. Servono persone in carne ed ossa, le tessere devono rispecchiarsi, in proporzione, nel numero dei voti che il partito riesce ad intercettare».

Negli ultimi giorni, proprio da queste colonne, sia Enza Ambrosone che Ida Grella, personalità avverse al suo fronte durante l’ultimo Congresso Provinciale, hanno mosso critiche di merito rispetto all’azione della Segreteria Provinciale del partito. Si è parlato di «mutismo» da parte di Di Guglielmo…

«Non siamo stati certo noi a generare la situazione congressuale che, poi, abbiamo vissuto. Ricordiamo bene la storia: uno dei due candidati si è tirato indietro e non è stato certo il Segretario Provinciale eletto a farlo. Non siamo stati noi, ovvero coloro che hanno appoggiato Di Guglielmo, a determinare una certa differenziazione. Non credo, comunque, che ci sia stato mutismo da parte del Segretario: anzi, ci sono state tante aperture di dialogo. La Direzione Provinciale ha, nelle sue ultime sedute, aperto alla partecipazione delle altre sensibilità sia in Segreteria che nei dipartimenti. La partecipazione è un sentimento personale: si possono tranquillamente lasciare le battaglie di “corrente” per costruire un progetto più ampio invece di portare in tribunale. Questa scelta sta alle singole persone e mi auguro, per l’appunto, che tutti coloro che si riconoscono nel Pd usino la propria voce per portare a galla proposte diverse. Via Tagliamento è aperta a tutti. A partire da chi, come Ambrosone e Grella, rappresenta per il partito un riferimento nel capoluogo».

Intanto le Amministrative sono dietro l’angolo. Con due candidati riconducibili al Centrosinistra, ovvero Festa e Cipriano, già in campo, quale sarà la posizione di Via Tagliamento?

«Credo che il modello utilizzato alle ultime Amministrative, ovvero quello di riunire il Centrosinistra al fianco di un candidato unitario, non vada abbandonato. La corsa, almeno al primo turno, è stata compatta: la vittoria di Ciampi è stata quella del “singolo” ed abbiamo visto come sia terminata. Pd ed alleati dovranno individuare una personalità che possa garantire tutti».

Magari con le Primarie?

«Discuteremo anche di questo. Il Pd, in questo senso, dovrà fare da collante e svolgere il ruolo di cabina di regia per trovare la soluzione migliore. Utilizziamo lo strumento delle Primarie anche per scegliere il Segretario Nazionale, potrebbe essere il caso di utilizzarle anche ad Avellino».

Grazie Santaniello.

«A lei».

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Comment

hannoammazzatokenny scrive:

...mi piace che adesso hanno bisogno di persone in carne e ossa..per pigliarsi il partito i meta-umani andavano bene però!!!!!! si è perso anche il senso de pudore ormai...

Comment

franco scrive:

Provo un senso di profonda pena nel leggere le banalità di questa signora,mi pongo il problema da sempre ,a che titolo parla e quale è il consenso che rappresenta,come è diventata riferimento di de luca a 130.000 euro annui se lo dovrebbero chiedere un poco tutti,è l’esempio più lampante del malcostume che sconvolge il meridione,con questi soggetti è meglio che il pd scompaia definitivamente dalla scena politica...