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L’analisi

Aias - Noi con Loro: vogliamo la verità, tutta la verità, solo la verità

Verità giudiziaria, certo. Ma prima ancora, verità politica e istituzionale. E, soprattutto, un momento prima, verità “umana”. Senza queste verità, al di fuori e al di sopra delle aule giudiziarie, il problema di fondo – che è la correttezza dei comportamenti davanti alla sofferenza e ai bisogni essenziali delle persone – resterà irrisolto

Le domande sono tre, sono tutte e tre retoriche ed hanno tutte e tre la medesima, obbligata, lapalissiana risposta: No!

La prima domanda è: possono alcune centinaia di pazienti e un consistente numero di lavoratori pagare sulla propria pelle le conseguenze dello scandalo Aias – Noi con Loro?

La seconda: le istituzioni statali (Prefettura) e regionali (Commissariato per il rientro del debito sanitario) stanno facendo fino in fondo il loro dovere per proteggere pazienti e lavoratori, indipendentemente dagli sviluppi del percorso giudiziario di questa vicenda in sede penale e amministrativa?

La terza: si può consentire ai protagonisti diretti e indiretti dello scandalo di usare il disagio di pazienti e lavoratori per distrarre l’attenzione dalle proprie responsabilità, certamente di natura amministrativa e morale, e con ogni probabilità anche giudiziaria, stando almeno agli ultimi sviluppi dell’inchiesta della Procura?

Ci sarebbe poi una quarta domanda, che non è retorica, ed alla quale per ora non si può rispondere né sì né no, perché si riferisce ad un capitolo Aias- Noi con Loro mai aperto, sia sul piano amministrativo (e chissà perché!) che giudiziario, e che andrebbe invece indagato con rigore e perizia, nell’ambito delle rispettive competenze di Asl e Procura, per accertare che almeno sul versante delle terapie riabilitative effettuate, ancorché operando abusivamente in regime di accreditamento provvisorio, l’Aias abbia impiegato con correttezza contabile le risorse del sistema sanitario regionale.

Il quarto interrogativo è: quali controlli sono stati fatti, e chi li ha fatti, per stabilire che ai pazienti Aias siano state effettivamente erogate le prestazioni terapeutiche contabilizzate; e sulla base di quali verifiche preventive - effettuate e firmate da chi? - è stato possibile definire che quei pazienti avessero realmente necessità delle suddette terapie riabilitative? Non pare possano esservi dubbi sulla legittimità di questo interrogativo dopo tutto il marcio Aias – Noi con Loro già portato a galla dalla Procura della Repubblica e culminato, per ora, con i sequestri dei conti correnti – convalidati venerdì scorso dal Gip – di Gerardo Bilotta, di Annamaria Scarinzi De Mita e delle sue due figlie Simona e Floriana.

Al riguardo, del resto, non è ininfluente la deposizione resa in Procura dal commissario Aias, Remo Del Genio. Il quale ha raccontato che all’atto del suo insediamento, nel dicembre scorso, non poté rivenire il “registro di giunta con le voci contabili e le relative delibere” perché “era stato sottratto da ignoti” dalla cassaforte di Bilotta, secondo la versione da quest’ultimo riferita. Per di più, lo stesso commissario, ancora nel corso di quella deposizione, non ha fatto mistero di aver trovato cose da pazzi nella documentazione residua che Bilotta è stato in grado di dargli: una per tutte, da circa 15 anni l’Aias di Avellino paga l’Ires di “Noi con Loro”, quasi a conferma di quanto verbalizzato dal direttore amministrativo Francesco Grammatico, e cioè che la moglie di Ciriaco De Mita “è la vera padrona dell’Aias”, oltre che di “Noi con Loro”: ergo, dire Aias o “Noi con Loro” e viceversa sarebbe esattamente la stessa cosa.

In attesa che da qualche parte arrivino lumi sul quarto interrogativo, allora, proviamo a motivare i “No” alle prime tre domande.

1) Pazienti e lavoratori hanno già sofferto abbastanza sulla proprio pelle il Grande Imbroglio che vede coinvolti i diretti responsabili della gestione Aias di Avellino. I lavoratori più che i pazienti, in verità. Perché le terapie riabilitative sono state comunque garantite fino a quando non è stata revocata l’autorizzazione sindacale della struttura di “Noi con Loro” (proprietà comunale) che ospita l’Aias, a fronte di un fitto i cui ricchissimi proventi finiscono nelle casse di Annamaria Scarinzi De Mita. La maggiore sofferenza è dei lavoratori. I quali da mesi (antecedenti agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria) non percepiscono gli stipendi. Nella sostanza delle cose, insomma, con la vicenda Aias – Noi con Loro, e sulla pelle dei lavoratori, sin qui ci ha guadagnato l’indagata Signora Scarinzi De Mita, con la rendita - per grazia ricevuta – del fitto d’un immobile non suo, bensì beffardamente di proprietà comunale; e ci ha guadagnato l’ex presidente Gerardo Bilotta - dimissionatosi a dicembre scorso in quanto indagato per truffa, associazione a delinquere e riciclaggio – al quale sono stati sequestrati 120mila euro che, secondo la Procura, egli ha distratto dai conti Aias per ristrutturarsi la casa. E tanto senza contare gli importi dei mancati versamenti - per anni - dei contributi ai lavoratori. Va aggiunto, per completezza di cronaca, che il debito Inps, unitamente a quello dell’evasione fiscale accertata, pari a complessivi sei milioni di euro circa, lo sta pagando l’Aias tramite la contrazione d’un mutuo: la quale cosa, cioè il Grande Imbroglio, spiega anche perché non c’erano i soldi per pagare i dipendenti.

Torna utile la memoria di questi accadimenti anche in relazione a quanto affermò Ciriaco De Mita in merito al coinvolgimento della moglie nello scandalo. Disse che: a) Aias Avellino e Noi con Loro sono cose distinte e sparate; b) la politica non c’entra niente con queste cose; c) in questa storia la Signora Annamaria ha fatto solo beneficenza. Alla luce di quanto sin qui emerso dalle indagini della Procura, nello stesso ordine si può dire che: a) Aias Avellino e Noi con Loro sono molto più della stessa cosa; b) la politica c’entra e tanto più, diversamente – come dimostrano alcune intercettazioni telefoniche, Ciriaco De Mita in persona, accompagnato da Bilotta padre, plurindagato, e da Bilotta figlio, candidato nelle liste demitiane alle comunali di Avellino, non sarebbe andato in Regione Campania a sollecitare l’accreditamento, peraltro impossibile da ottenere, dell’Aias di Avellino (fatti accaduti il 31 ottobre 2017, come da documenti richiamati nel decreto di sequestro dei summenzionati conti correnti, sequestro convalidato dal Gip); c) non sappiamo se la Signora Scarinzi De Mita abbia fatto altre beneficenze. Dal fitto all’Aias e dalle altre circostanze sostenute dalla Procura, pare indubitabile, intanto, che la beneficenza l’abbia fatta a se stessa.

2) La Prefettura e il commissariato regionale per il rientro del debito sanitario non hanno compiuto fino in fondo il proprio dovere a salvaguardia del buon diritto dei paziente e dei lavoratori Aias. Circa un mese e mezzo fa, infatti, dopo la chiusura dell’Aias di Avellino, erano state avviate le procedure per redistribuire i pazienti (e quindi i lavoratori) presso le strutture di riabilitazione accreditate presenti sul territorio. Dopo di che tutto è stato bloccato perché i commissari Aias avevano fatto sapere al Prefetto d’aver ricorso al Tar sia contro il mancato accreditamento, non per un “piccio” del Governatore De Luca, ma per mancanza dei requisiti minimi richiesti, sia contro la sospensione prima e la revoca più tardi dell’autorizzazione sindacale, ancora qui per documentatissimi motivi.

La domanda è: si è trattato di una procedura corretta? Tutto può accadere in sede di giustizia amministrativa, come l’esperienza insegna: perfino che sui “casi impossibili”, come quello in esame, arrivi la mano generosa di Santa Rita. Ma se il Tar, a meno di pronunce decisamente scandalose, dopo l’udienza fissata per il 13 giugno deciderà il rigetto delle richieste di sospensive, cosa faranno la Prefettura, il commissariato regionale e l’Asl: attenderanno l’appello e i del Consiglio di Stato prima di procedere lungo la strada molto opportunamente intrapresa? Insomma, c’era o non c’era, come ripetutamente affermato dai diretti interessati e non da noi, la necessità e l’urgenza di garantire la continuità dei trattamenti terapeutici, sì o no?

3) E’ indubitabile che i protagonisti diretti e indiretti dello scandalo Aias – Noi con Loro abbiano utilizzato pazienti e lavoratori come “scudi umani” per distrarre l’attenzione dalle proprie responsabilità. La giustizia penale farà il suo corso e alla fine ciascuno tirerà le somme e si vedrà se ci sono o meno conti da pagare e chi deve pagarli. Ma al di là dei profili penali di questa brutta storia, della loro reale consistenza a carico di questo o quel soggetto protagonista o semplice comparsa, si è già potuto disegnare un quadro di squallore politico- istituzionale-clientelare che di certo non fa onore a chi ha avuto ed ancora responsabilità di indirizzo e gestione d’uno dei settori più delicati e sensibili della pubblica amministrazione qual è quello della Sanità e, nella fattispecie, dei servizi sanitari per la disabilità.

Ecco perché, a maggior ragione, c’è bisogno che la verità, soltanto la verità, ma tutta la verità, in ogni sua piega, venga a galla. Verità giudiziaria, certo. Ma prima ancora, verità politica e istituzionale. E, soprattutto, un momento prima, verità “umana”. Senza queste verità, al di fuori e al di sopra delle aule giudiziarie, il problema di fondo – che è la correttezza dei comportamenti davanti alla sofferenza e ai bisogni essenziali delle persone – resterà irrisolto. Dovrebbero ben saperlo taluni ipocriti soloni del niente, i quali straparlano di popolarismo sturziano e che, nelle cose della vita di ogni giorno – non badano ad altro, perdonate l’eloquio, che a farsi i cazzacci propri.

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Commenti

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scrive:

Ma quale verità vuole caro direttore? È solo una la risposta e la sappiamo tutti ma non lo si può scrivere per la censura

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scrive:

La verità è che con la vittoria della corazzata De Mita-Mancino si vuole ancora una volta affossare una situazione che definire corrotta è un eufemismo! Io consiglierei tutte le vittime famiglie e lavoratori coinvolti di riunirsi x un’azione risarcitoria comune...inoltre credo che la competenza del Tribunale che giudicherà questi personaggi politici dovrà essere spostata da Avellino...x quello che vale!!!

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scrive:

Povera "piazzetta fritta"! Quale sarà il suo compito? Di insabbiare tutto? Penso proprio di si. In cambio di cosa?

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Francesco scrive:

Alberto Bilotta rieletto con quasi 400 voti.
Inutile discutere di moralita’, legge e di ricerca della verita’.
Il popolo questo vuole.