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I nostri ragazzi e il Covid-19

«Abbassare la guardia adesso sarebbe un drammatico passo indietro. Ai genitori dico: inventate nuove routine con i vostri bambini. Così la quarantena sarà meno dura»

Chiara Porfido, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale comprende le esigenze di tanti ragazzi, costretti in casa dal Coronavirus, ma si dice scettica sulla possibilità di allentare le restrizioni in favore dei minori accompagnati da un genitore fuori casa. «I bambini per natura sono portati a cercare il contatto, ad avvicinarsi tra loro e giocare. Chi e come potrebbe gestire tali situazioni soprattutto nei grandi centri? Possiamo davvero fare affidamento al buon senso di tutti? Rischiamo di prolungare questo odioso isolamento? Meglio non rischiare. Siamo molto più resilienti di quanto si possa immaginare»

Dottoressa Porfido, dal suo piccolo osservatorio, come stanno affrontando questa quarantena forzata i nostri bambini, i nostri ragazzi?

«La chiusura delle scuole, a causa della drammatica situazione dovuta al COVID-19, inizialmente è apparsa come una breve vacanza agli occhi di bambini e ragazzi, ma le ordinanze sempre più restrittive riguardanti il distanziamento sociale e la limitazione delle nostre quotidiane libertà, ha fatto si che in molti emergessero disagi emotivi difficili da gestire. Il prolungamento della sosta scolastica forzata con il distacco da compagni e insegnanti, comincia a pesare, alimentando ansie e preoccupazioni che i genitori spesso si trovano a gestire in prima persona, senza avere gli strumenti adeguati per farlo»

Cosa può comportare un persistente stato di isolamento dalla vita di tutti i giorni per loro? Sono perennemente a casa e non stanno frequentando la Scuola e in questo modo stanno abbassando in maniera drastica e repentina la socialità a cui erano abituati prima. Quali problemi possono nascere da questa situazione?

«Inizialmente, questa situazione di emergenza ha fatto si che ci concentrassimo sul come spiegare ai nostri figli cosa stesse accadendo, quali comportamenti adottare per evitare il contagio e sull’importanza del restare in casa. Ma oggi, che lo stato di emergenza continua a protrarsi, ci ritroviamo a dover valutare seriamente l’impatto che questo isolamento forzato può avere su tutti, ma soprattutto sulle fasce dei più piccoli. Possiamo ritrovarci di fronte a bambini e ragazzi sempre più apatici e demotivati, travolti dalla noia e dalla stanchezza, o, all’opposto, insofferenti, nervosi, iper agitati e difficili da gestire. Ragazzi per i quali, anche il ritorno alla normalità potrà avere come conseguenza una certa difficoltà a gestire le emozioni, sintomi psicosomatici, difficoltà di separazione dai genitori, inibizione emotiva o eccessiva irrequietezza».

Quali sono i primi segnali di disagio che i genitori dovrebbero/potrebbero individuare e verso cui prestare la massima attenzione?

«In una situazione di straordinaria emergenza come quella che stiamo vivendo ci troviamo di fronte a nuove paure che insorgono e vecchie paure che ritornano. I bambini e i ragazzi potrebbero manifestare repentini e frequenti cambi di umore, maggiore irritabilità, insofferenza, problemi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi, agitazione e frequenti risvegli, mostrare nervosismo se in casa o in tv si parla di quello che sta accadendo. Bisogna quindi far attenzione ai comportamenti di adattamento dei propri figli alla situazione che stanno vivendo perché dietro questi potrebbe nascondersi la presenza di un crescente malessere psicologico»

In una situazione di straordinaria emergenza come quella che stiamo vivendo ci troviamo di fronte a nuove paure che insorgono e vecchie paure che ritornano. Repentini e frequenti cambi di umore, maggiore irritabilità, insofferenza, problemi del sonno, nervosismo. Dietro questi potrebbe nascondersi la presenza di un crescente malessere psicologico

L’OMS raccomanda almeno una mezz’ora d’aria al giorno per lenire angosce, frustrazioni, cali di attenzione, svogliatezza, pigrizia, noia, irrequietezza, paure e fobie che potrebbero generarsi a causa di una quarantena forzata. Crede che basti?

«Potrebbe essere senza dubbio d’aiuto soprattutto in quelle situazioni più difficili sia da un punto di vista di disagio psichico che logistico, inteso come ristrettezza di spazi. Dal punto di vista organizzativo, però, credo risulti abbastanza complesso riuscire a far rispettare le attuali misure di distanziamento sociale, ora che la curva del contagio sembra si stia abbassando proprio grazie alla limitazione delle uscite e quindi dei contatti sociali. I bambini per natura sono portati a cercare il contatto, ad avvicinarsi tra loro e giocare. Chi e come potrebbe gestire tali situazioni soprattutto nei grandi centri? Potremmo davvero fare affidamento al buon senso di tutti?

Nelle ultime ore la questione legata alle attività motorie genitore-figli attorno alla propria abitazione ha fatto infuriare il Presidente della Campania Vincenzo De Luca che ha definito «gravissimo» il messaggio del Ministero degli Interni che annunciava un allentamento delle restrizioni. Secondo il Governatore l’epidemia di Covid-19 non è alle spalle e sarebbe irresponsabile vanificare tutti i sacrifici fatti in queste settimane allargando la morsa dei provvedimenti che limitano la libera circolazione delle persone. Lei che idea si è fatta?

Consiglio ai genitori di organizzare le giornate inventando insieme ai figli nuove routine quotidiane, perché una regolare sequenza di eventi risulta per loro più rassicurante

«Comprendo il timore del Governatore della Campania in quanto abbassare la guardia in questo delicato momento potrebbe voler dire fare dei drammatici passi indietro, con conseguente aumento dei contagi ed un ulteriore procrastinarsi dell’isolamento. Consiglio ai genitori di organizzare le giornate inventando insieme ai figli nuove routine quotidiane, perché una regolare sequenza di eventi risulta per loro più rassicurante. Si può dedicare una prima parte della giornata alla didattica online, poi, successivamente passare a qualche attività fisica, come seguire dei tutorial di danza, ginnastica, yoga per bambini, oppure allenare la creatività leggendo storie e interpretandole, allestire delle piccole rappresentazioni teatrali familiari, ideare una mini caccia al tesoro. Uno spazio importante deve essere concesso a quelle attività che possano favorire, anche a distanza, le relazioni interpersonali, come le videochiamate con gli amici, i gruppi sportivi, con i nonni e gli amici lontani. Siamo molto più resilienti di quanto possiamo immaginare»

Grazie dottoressa

«A lei»

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